Rispondendo al sig. Neri, che su DonLappanio del 16, mi chiede perchè io parli di Turismo.

ritratto di Pino Lo Presti

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"Pino Lo Presti e il Turismo", sotto questo titolo così scrive:

"Caro sig. Lo Presti,

So che per l'industria cefaludese (e non solo) del turismo è tempo di fare un salto di qualità; so anche che la sfida è dura.
Di un fatto, però, sono certo: per battere la crisi oggi i turisti bisogna andarli a cercare anche in capo al mondo.
E chi è disposto a spingersi fino in Russia o in Cina ??
Chi se non i Tour Operator, che dispongono di un organizzazione globale della vacanza ??
Quale albergatore è disposto a rischiare (come fanno i T.O.) quattrini (e tanti) per assicurarsi i posti in aereo ?
Nemmeno le grosse compagnie alberghiere mondiali rischiano, anche loro come noi si affidano ai T.O.
Potrei continuare a fare domande, però una questione su tutte prevale che mi spinge a non andare oltre perché sarebbe superfluo; soggetti che non hanno alcuna competenza o esperienza specifica, infatti, pretendono di affrontare e risolvere le tanti questioni che affliggono i problemi del turismo con lo stesso metodo per cui in Italia quando gioca la nazionale di calcio ci sono 60milioni di commissari tecnici.
Io non mi intendo di calcio ma mi creda nel settore del turismo ho quasi 50 anni di esperienza, e "allenatori" che pretendono di parlare di turismo ne ho conosciuti tanti che, però, risultati non ne hanno mai ottenuti.
Personalmente invece io e i miei parenti qualcosa l'abbiamo fatta ................
G. Neri"

Così ho risposto:

"Gentile sig. Neri

Partiamo dal fatto che, se non erro, lei si riferisce a quanto da me “riportato”, su LaltraCefalù, delle parole pronunciate dal responsabile della Confindustria alberghi, nel comprensorio di Cefalù-Madonie, a Crm radio, il 10 gennaio: “mi dispiace per quelli che vogliono un turismo d’èlite, perché, ormai, non siamo noi a determinare il turismo ”d’èlite”, ma, abbiamo il mondo globale, quindi sono tutti i turismi che determinano questo Turismo che abbiamo noi”.

A questa citazione, in un recente commento - ad un intervento di S. Solaro -, ho aggiunto di mio: Se ho ben compreso, la “politica turistica la fanno i tour operator”: un elemento che rende più angosciosa la sensazione di un “futuro" che ormai "sfugge di mano”!

Precisando che ho sempre parlato e parlo da semplice cittadino, privo di qualsiasi specifica specialità, ma non certo da aspirante commentatore domenicale delle partite di calcio, e tanto meno da aspirante Guru del Turismo, ma, credendo di fare solo il mio dovere civico, non pretendendo nulla da nessuno, e tanto meno di risolvere alcunchè, ma al massimo di manifestare la mia opinione, nel sincero spirito di dare un mio contributo, le vorrei dire ...

Ma quando lei “a casa sua” perda la gestione di chi vi entri o esca, avvertirà, o nò, “angosciosa, la sensazione di un “futuro" che ormai "sfugge di mano”?

Quanto lei riconferma è che Cefalù non ha, e quindi non può imporre, un proprio autonomo, originale, creativo “marchio”; per “piacere” sono “i mercanti” a dirci come “vestire, in base ai gusti dei clienti che riescono a cacciare nelle steppe più lontane. Mi sembra, dalle sue parole, di capire che “Noi” saremmo - a questo punto - dei “riquadri dorati”, su un tavolo da roulette, su cui costoro puntano i loro soldi; e per ciò dovremmo - mi sembra - ringraziarli.

Personalmente non ho nulla contro i T.O., (tutti coloro che fungono da tessuto connettivo, a me, stanno simpatici), penso di non dovergli, comunque, e di non doverne avere, nulla.

Con tutto il rispetto che ho il dovere e il piacere di avere per la sua persona e la sua famiglia e per la vita di lavoro che avete fatto insieme - benchè nessuno di voi io conosca -, con lo stesso rispetto che porto a mio padre: che, pure lui ha lavorato “duro” (e, che - diversamente da me - un risultato almeno lo ha ottenuto); osservo che (mio padre stesso, quando era più giovane, me lo diceva): rispetto ad una rendita finanziaria, “finchè sei giovane”, è meglio un reddito da impresa-di-lavoro.
Ciò lo intendo riferire alla città come Impresa essa stessa, non a una particolare impresa dei suoi cittadini o a una particolare categoria di Impresa; ciò che è mancato non è il vostro lavoro ma un progetto lungimirante che vedesse nella conservazione del complesso fascino di questi luoghi il capitale del futuro, quella particolarità su cui costruire un “Marchio” da vendere al mercato dei T.O a caro prezzo, facendoci dire pure: “Grazie”!

Su quale poi sia “questa idea vincente”, io ho solo - e ripeto da semplice cittadino - delle intuizioni, dei flash parziali, tuttavia, tra loro, non incoerenti. Un sogno, se vuole, che vede una città di cittadini che fa del turismo la sua maggiore impresa collettiva ma non solo per i soldi (specie se prevalentemente per “qualcuno”), quanto per progredire, socialmente, culturalmente, per un futuro in cui proiettarsi con la dignità e l’orgoglio di esservi testimoni-interpreti reali del proprio passato (di un passato poi che avrebbe dovuto essere proprio il “miele” per quei visitatori e che avrebbe potuto rendere “più magico” persino il nostro bel sole ed il nostro bel mare) e non figurette in costume usate per comporre “cartoline di richiamo ad uso dei T.O.
Gestire “in proprio”, lei mi insegna - ne sono certo - è sempre meglio che affidare ad altri; nel caso migliore - quando cioè siano onesti - il “plus-valore” se lo prendono loro!

Mi creda, sig, Neri, non è colpa di nessuno: è colpa della Città nella sua interezza. Noi cefalutani, come l’adolescenza, nell’inconsapevolezza, non sempre abbiamo saputo custodire i nostri preziosi tesori.
E’ tempo che cominciamo ad individuarli, recuperarli e a valorizzarli, ma in proprio, dicendo noi “chi siamo” e non facendocelo dire dagli altri"!

ritratto di Leonardo Mento

Turismo a Cefalù

A febbraio dello scorso ebbi modo di confrontarmi con altri blogger di "don lappanio" in merito alla questione turismo che vertivano su:
-Cefalù non è "un posto di vacanza da sballo": E' e dovrà essere un "posto" di vacanza non necessariamente per lo sballo. Pertanto finchè gli stessi operatori turisti, non decidono dove collocare cefalù turisticamente (turismo di massa, turismo giovanile, turismo per le famiglie, turismo culturale, turismo prendiamo quelli che vengono - come si fa adesso-) saranno solo chiacchere, chiacchere.......Leonardo

-Guarda che se ti fai un giro in altre località turistiche sparse per il mondo, ti accorgerai che la maggior parte accolgono diversi tipi di turismo, dall'albergo a 5 stelle all'ostello per viaggiatori spardati e locali per tutti i gusti e questa mistura non comporta alcun tipo di contrasto anzi contribuisce alla ricchezza dell'offerta.
Il problema è che Cefalù è troppa provinciale e a comandare è una categoria che non sa cosa sia e di cosa abbia bisogno il turismo o fa finta di non saperlo in quanto ha interessi diversi.
U boss

-26 Febbraio 2009, 20:24
u boss
........guarda che non esiste un posizionamento turistico indifferenziato, ovvero ogni centro turistico, per farti capire, si specializza sulla base delle propie risorse. Mentre tu vorresti che a Cefalù si concentrasse il casino delle Baleari, le Ramblas, Nizza, Il Bilionaire etc. Non hai capito che Cefalù non potrà mai avere un turismo di massa perchè non ha lo spazio, non ti accorgi che il lungomare è già saturo e che bisogna cercare altri "sbocchi" a mare. L a "ricchezza dell'offerta" è data dalla qualità, dalla "specializzazione". Ad oggi Cefalù non ha fatto una scelta e quello che tu proponi è un turismo che si può realizzare solo su una nave da crociera. Leonardo

- se ti rispondo è sopratutto per rispetto degli altri lettori perchè se era per te sicuramente ti lasciavo nella tua ignoranza.. rappresenti benissimo il ceto medio cefalutano che parla di turismo e si crede un esperto solo perchè si è fatto una vacanza di una settimana a parigi, una a Milano, una in un club "esotico", una crociera organizzata, perchè abita a Cefalù e perchè si guarda la tv..
Forse non l'avevi ancora capito ma il turismo di massa a Cefalù c'è da anni, come lo dimostra questo caos che caratterizza le nostre vie di comunicazione, questo affollamento (e inquinamento) che caratterizza le nostre spiagge e queste costruzioni selvagge su tutto il litorale che nemmeno le più evolute leggi di salvaguardia riescono ad evitare..

-grazie per avermi degnato di una Sua risposta; mi duole deluderLa ma di posti nel mondo ne ho visto tanti e se mi permetto di esprimere un parere, che è "modesto"rispetto ai suoi, e perchè parlo non per "competenta/ ex cattedra" ma per conoscenza. Quando parlo di turismo di massa mi riferisco alla quantità al numero o non alla qualità, ovvero di turismo sostenibile rispetto alle disponibilità/risorse e non solo ricettive, di Cefalù. In questi anni Cefalù non ha mai modificato la sua offerta: molto valida negli anni 50 e 60 pessima dagli anni 70 ad oggi. Morale Cefalù turisticamente prende quello che viene in quanto priva di una strategia o proggetto. Non credo che i cefalutani siano "mediocri" anzi .....credo che eleggano gente mediocre o interessata ai fatti propi...e Lei???. Leonardo

· rispondi

28 Febbraio 2009, 21:51
Prego

No, io no..
Va bene, ammetto che non sei così sprovveduto come pensavo, ma parte delle tue opinioni continuano a diferire dalle mie..
"Turisticamente Cefalù prende quello che viene in quanto priva di una strategia o progetto", va bene, ma chi lo dovrebbe sviluppare questo progetto?
In Sicilia vengono turisti da quando è nato il turismo, e non sarà sicuramente domani la sua fine. Cefalù si trova in una posizione privileggiata come pochissimi altri posti al mondo, vi si possono svolgere una grande varietà di turismi, sicuramente molto più convenienti in termini di sostenibilità economica, ambientale e culturale rispetto al turismo di massa di cui si parlava in precedenza, ma ricordiamoci che il turismo è un'industria, e un industria ha le sue regole, non si possono cambiare dall'oggi al domani, ci vuole tempo, strategia, progettualità, e torniamo alla domanda di prima: ma chi lo dovrebbe realizzare questo progetto?
U boss

· rispondi

1 Marzo 2009, 11:53
U. Boss

questo proggetto dovrebbero svilupparlo la politica, gli operatori turistici, gli esercenti di locali pubblici, i commercianti, le associazioni culturali. Tutto questo non è, ad oggi, accaduto. Cefalù è in forte ritardo, questo ritardo da una parte ha evitato molti scempi, dall'altra ha allontanato la nascita del porto turistico ( a favora di altre località della provincia di palermo) un vero turismo integrato con il resto delle madonie, l'altro "sbocco a mare" (molto necessario anzi vitale per non soffocare Cefalù) verso la zona delle Salinelle, ripascimento e S. Ambrogio, la riapertura del Club Med, la sistemazione del Lungomare, i parcheggi, una giusta fruizione della Rocca che potrebbe essere una delle attrattive più interessanti/belle di Cefalù. Realizzare , anche in parte, queste cose, sarebbe un bel successo per Cefalù. Ma vedrai la realizzazione di queste cose, all'apparenza semplici, urteranno interesi, inerzia e lassismo. Caro Boss, io non dispero che un giorno, nell'interesse di tutti, Cefalù possa collocarsi posizionarsi/ turisticamente in un segmento di mercato che già ricoprì fino agli inizi degli anni 70. Una grande occasione di rilancio sarà la riapetura del Club Med; se perdiamo anche questo treno ....sarà un turismo alla "prendiamo quello che viene" e " cu si vitti si vitti". Con cordialità Leonardo

CIO' PREMESSO, dagli anni 70 in poi si è vissuto di rendita senza nulla programmare...ovvero LASCIAMO FARE AI T.O.Comunque i T.O. decidono sulla base di quello che si offre....CEFALU' COSA OFFRE ?? Leonardo

ritratto di Giuseppe Aquia

gentilissimo Pino Lo Presti

gentilissimo Pino Lo Presti apprezzo tantissimo il tuo punto di vista,però ti devo dire questo; Cefalù il suo marchio se lo era costruito negli anni 60 grazie al village magique e club med poi; questa struttura il (club med) ogni anno non solo portava milioni di turisti, ma in tutto il mondo inviava il suo famoso tridente, che in parole nostre significa catalogo.Tutto il mondo vedeva Cefalù, la sua cattedrale, e la rocca, da questi cataloghi non per niente sino ad oggi Cefalù è conosciuta nel mondo anche per il club med,quando ti trovi all'estero e dici Cefalù la maggior parte dice a si conosco il club med.
Nel frattempo cominciava a nascere il turismo il grande De Gaetani creava il santalucia che poi era un overboking del med e senza possibilità di sbagliarmi quasi tutta l'economia di Cefalù ruotava intorno ad essa,non per niente dentro il club med vi trovavi anche l'ufficio postale,solo che allora la politica lo aveva capito ed aveva cominciato a lavorare anche per essa cioè il lungomare veniva anche se in modo errato rifatto, tutto i treni facevano la fermata al santalucia. Insomma tutti avevano capito quest,ma il vero problema quale è stato a Cefalù? che gli alberghi che sono stati aperti in seguito non avevano capacità ricettiva in quanto non erano dei grandi investitori come holiday inn, come alpi tour, come valtur, come accor e tutte le altre strutture mondiali che trovi in tutti i paesi turistici.Cefalù negli anni ha dovuti sorbirsi il turismo di una brava e capace persona come il signor Mangia,che portava si molto turismo ma di quello che il paese offriva a questi turisti non doveva interessare, in quanto redditizzi dentro gli hotel,e nelle escursioni fatte a Taormina, ed all'etna. Però la poilitica di Mangia è servita ai cosidetti albergatori per riempire questi hotel e negli ultimi anni nessuno si è più interessato a creare operatori turistici in quanto impegnati in politica che nel frattempo grazie ai fondi europei faceva ristrutturare gli hotel. Alla fine caro Pino per me potresti avere ragione, anche se io sono è sarò sempre un estimatore di tutte le persone che investono nel nostro paese; beh mi scuso coi guru del turismo ma io credo che questa sia la storia turistica di Cefalù; attenzione questo è quello che ho visto io negli anni e non credo di sbagliarmi.