San Raffaele: la procura richiede il fallimento

ritratto di Stephen Davola

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Riporto integralmente l'articolo di repubblica.it a questo link http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/09/29/news/san_raffaele_d...

San Raffaele, depositata in Tribunale
la richiesta di fallimento
I pubblici ministeri hanno chiesto il fallimento dell'ospedale guidato da Don Verzé. La struttura è gravata da 1,5 miliardi di euro di debito. Di competenza delle banche 400 milioni. L'udienza si terrà il 12 ottobre
di WALTER GALBIATI

MILANO - La procura di Milano ha chiesto il fallimento dell'ospedale San Raffaele. I pm Laura Pedio e Luigi Orsi hanno depositato oggi l'istanza presso il tribunale fallimentare di Milano. Una decisione che secondo la procura tutela in modo più efficace i creditori che in questo modo riceveranno tutti uno stesso trattamento evitando un ulteriore aggravarsi della situazione.

Il San Raffaele si è trovato negli ultimi mesi in grave difficoltà finanziaria, travolto da 1,5 miliardi di debiti in gran parte con il sistema dei fornitori e per 300-400 milioni di competenza delle banche. L'udienza per la discussione è stata fissata per il 12 ottobre, due giorni dopo il termine (10 ottobre) entro il quale il nuovo consiglio di amministrazione dell'ospedale dovrà depositare la proposta di concordato preventivo. Il che significa che molto probabilmente la richiesta di fallimento verrà subordinata all'eventuale raggiungimento di un accordo con i fornitori e le banche per la ristrutturazione dei debiti.
In ogni caso, rimarranno in piedi i reati fallimentari, per i quali la procura potrà indagare gli eventuali responsabili.

"A fronte di una situazione suscettibile di ulteriore aggravamento, si è imposto una richiesta - quella che la legge fallimentare affida al pubblico ministero - orientata a perseguire l'interesse pubblico sotto molteplici profili". Così una nota della procura della Repubblica di Milano spiega la decisione di presentare la richiesta di fallimento della Fondazione centro San Raffaele del Monte Tabor. "Questa iniziativa - aggiungono i magistrati - è innanzitutto finalizzata all'intento di arrestare ulteriore dissipazioni patrimoniali, ma è altresì orientata a perseguire l'interesse pubblico nella quale rientra la posizione dei soggetti a vario titolo coinvolti in questo grava default, quali i creditori, i dipendenti, i collaboratori e gli stessi utenti del servizio sanitario gestito dalla fondazione".

(29 settembre 2011)

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