Raddoppio ferroviario: alcune domande aspettano risposte chiare

Ritratto di Salvatore Ilardo

10 Maggio 2016, 21:14 - Salvatore Ilardo   [suoi interventi e commenti]

Versione stampabileInvia per email

 

A PROPOSITO DEL PREANNUNCIATO INCONTRO CON I RESPONSABILI R.F.I.  PER L’UTILIZZO AREE DISMESSE
ALCUNE DOMANDE ASPETTANO CHIARE RISPOSTE

 

Ci fa piacere la notizia con cui il nostro Sindaco ci preannuncia un incontro ad alto livello con i Responsabili di R.F.I., per discutere di utilizzo delle aree delle Ferrovie che verrebbero dismesse. (http://www.qualecefalu.it/node/19226)

È auspicabile che possa essere un incontro in cui il pubblico possa avere voce e poter formulare delle domande. In effetti, di domande da fare all’Ing. Palazzo, responsabile investimenti RFI per il Sud Italia, ce ne sarebbero molte.

Noi vorremmo limitarci qui a poche domande, ma essenziali per capire quale sarà il futuro sviluppo di Cefalù, perché di questo si tratta. Non solo sviluppo infrastrutturale, ma urbanistico, ed anche valorizzazione paesaggistica.

All’Ing. Palazzo, per riprendere una sua affermazione fatta nell’Aula Consiliare il 26 novembre 2015, vorremmo chiedere in primis come intende procedere, e con quali opere di mitigazione di impatto ambientale, per “lasciare il territorio migliore di oggi a fine lavori”. La realizzazione della prima tratta Fiumetorto-Ogliastrillo, ha compromesso una splendida fascia costiera che va da Buonfornello a Lascari. Compromesso non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche da una sua più ampia fruizione. Sono visibili, infatti, diversi progetti residenziali rimasti incompiuti, ormai in stato di abbandono, che contribuiscono inesorabilmente ad accrescere la sensazione di degrado che caratterizza tale zona. Ciò, perché l’erezione di un’assurda barriera cosiddetta antirumore ha spaccato letteralmente in due quel territorio, facendo venir meno quella che era una sua peculiare continuità territoriale, sottraendo visivamente a chi transita sulla SS 113, non importa se locali e o turisti, il fascino, la bellezza di una fascia costiera e del suo mare. Si ha letteralmente la sensazione di un pugno nello stomaco, con una sterminata barriera in cemento, alquanto dubbia per lo scopo della sua realizzazione, in quanto i cosiddetti ricettori (cioè le abitazioni) per la quale essa è stata realizzata, si trovano sovente a ragguardevole distanza. Poi, se si vuole essere scrupolosi sul piano professionale, ed essere ligi alle prescrizioni del Decreto V.I.A. n. 724 del 28.11.2003, si raccomandava allora che “la schermatura acustica sarebbe dovuta essere realizzata in coerenza con le caratteristiche paesaggistiche dei luoghi, anche mediante la realizzazione di ulteriori elementi di mitigazione rispetto a quanto già previsto, e conformi al Decreto Ministero Ambiente del 29.11.2000”.
L’esperienza della prima tratta, con lavori che si protraggono ormai da oltre dieci anni, e destinati a durare fino a giugno del 2018, non è decisamente un test a favore della credibilità dell’Ing. Palazzo.
Le problematiche territoriali di Cefalù sono tante e decisamente maggiori del territorio pianeggiante della prima tratta Fiumetorto, Campofelice, Lascari. Nel territorio di Cefalù, la morfologia è senz’altro avversa, e nel contempo ne evidenzia una sua indiscussa peculiarità paesaggistica. Realizzare il progetto di una stazione sotterranea a Cefalù, è alquanto rischioso e difficile. Ecco perché alcuni di noi sono propensi a ritornare al progetto originario, che prevedeva la stazione ferroviaria ad Ogliastrillo. Progetto che, a detta dell’Architetto Panzarella, è stato poi ridiscusso, perché la stazione lì era fortemente impattante. Dal momento che il progetto di stazione è stato ridimensionato a quello di semplice fermata metropolitana, non dovrebbe più porsi l’impatto ambientale. Ancor più in un’area che mostra già i connotati di un elevato processo di conurbazione.

All’Ing. Palazzo vorremmo rivolgere anche delle domande relative al futuro traffico ferroviario. Egli ci aveva detto, sempre nell’incontro del 26 novembre 2015, che saranno previsti 200 treni, decisamente tanti, rispetto agli attuali 40 convogli circa. Quali sono le stime di RFI circa i prevedibili futuri flussi di viaggiatori, dal momento che i treni attualmente viaggiano quasi vuoti, eccezione fatta per alcuni in determinate fasce orarie.

Dall’Ing. De Vito della Società pubblica Sistemi Urbani, vorremmo poter avere chiarimenti di come sia stato possibile pubblicizzare su un sito internazionale rivolto ad operatorie steri un’area delle Ferrovie, per di più con destinazione d’uso edificabile. Sappiamo che su un sito internazionale si procede con molta attenzione e cura, proprio perché si vuol coinvolgere degli operatori esteri.
La dismissione di aree delle Ferrovie apre decisamente un grande ventaglio di opportunità, per una fruizione pubblica di tali superfici, e per una loro valorizzazione. A tale riguardo, noi crediamo sia opportuno il coinvolgimento della Soprintendenza ai BB.CC.AA., finora grande assente da tali incontri.  Non è il caso di ricordare che la Legge n. 42 del 22.01.2004, meglio nota come Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, prevede espressamente il parere vincolante, preventivo della Soprintendenza, su qualsiasi intervento sul territorio, sia esso privato, che pubblico.
Prima del nuovo Piano Regolatore, a cui starebbe lavorando l’Architetto Panzarella, occorrerebbe procedere alla nomina di una Commissione paesaggistica, così come previsto dal predetto Codice, per poi elaborare ed approvare un Piano paesaggistico. Va precisato che tale piano sovrasta sul piano formale, e noi diciamo anche nel merito, il P.R.G..
Perché il Comune di Cefalù si sottrae a tale adempimento di una Legge dello Stato?
Perché al preannunciato prossimo incontro, non si invita un dirigente della Soprintendenza, o lo stesso Soprintendente Dr.ssa Maria Elena Volpes?

È a queste domande e presumibilmente a tante altre che verranno fatte, si auspica che verranno fornite risposte chiare, esaurienti, e soprattutto mirate alla salvaguardia di quell’unico bene che abbiamo, che è la Terra, che non è nostra ma, come dicevano dei nativi americani, “abbiamo in prestito dai nostri nipoti”.

Cefalù, 10 maggio 2016

                                                                        Salvatore  Ilardo
                                                                (Comitato Ferrovia a Impatto Minimo)