Luigi Filippo Labiso, scultore cefaludese

Ritratto di Sandro Varzi

9 Agosto 2016, 11:40 - Sandro Varzi   [suoi interventi e commenti]

Versione stampabileInvia per email

A seguito della consulenza richiestami dal Sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina per la ricollocazione, all’interno del municipio, del Cenotafio al dott. Tommaso Cassata, medico e sindaco della nostra città, realizzato nel 1914 dallo scultore cefaludese Luigi Filippo Labiso, ho avuto la curiosità di approfondire le mie conoscenze su questo nostro artista sino ad oggi poco conosciuto.
A tal scopo mi sono avvalso di alcuni testi custoditi presso la biblioteca Mandralisca, dove tra l’altro ho ritrovato ben dodici fotografie riguardanti opere realizzate dal Labiso durante la sua prolifica attività. Queste foto, tra cui anche un fotoritratto del maestro, riportano su ciascuna dedica e descrizione autografa e sono state da lui donate alla nostra biblioteca ad imperitura sua memoria l’8 ottobre del 1939.

LUIGI FILIPPO LABISO, scultore cefaludese.

Luigi Filippo Labiso nasce a Cefalù il 3 dicembre 1864 dall’Ing. Emanuele e dalla Signora Agata Terranova, entrambi gelesi.

Quando egli venne alla luce, il padre risiedeva in Via Fontana, oggi Via Porpora, ed era nella nostra città professionista impegnato in opere di rilievo quali la sistemazione della Piazza Duomo, il monumento a Salvatore Spinuzza, la chiesa della Mercede ed altro.

L’Ingegnere Emanuele Labiso dal 1869 al 1874 fu consigliere comunale di Cefalù, mentre nel 1872 era stato rappresentante governativo e nel 1870 eletto presidente della Società Operaia, quella stessa che lo designerà nel 1871 a candidato per il consiglio provinciale. Per le sue notevoli benemerenze il 26 giugno del 1877 fu insignito del titolo di cittadino onorario di Cefalù.

Il figlio Luigi Filippo non fu meno del padre, egli divenne un grande artista che diede lustro ed onore a Cefalù.

Seguiti gli studi classici, che poi abbandonò per assecondare la sua grande vocazione per l'arte, si recò a Palermo dove ebbe la fortuna di conoscere grandi artisti del suo tempo e di studiare  scultura  con il maestro Salvatore Valenti e disegno con i maestri Salvatore Lo Forte e Pietro Volpes.

Dopo aver frequentato, con assiduità e passione, le lezioni nella Regia Accademia del nudo, presso l’Università di Palermo, conseguì con il massimo dei voti il diploma di abilitazione all’insegnamento del disegno.

Maestro ed artista, il giovane Labiso si fece subito conoscere ed apprezzare per la  grande copiosità e qualità delle sue creazioni. La sua prima opera, di cui ci è pervenuta una foto con dedica autografa, risale al 1880 e rappresenta L’Esule Politico. Sempre da annoverare tra queste il Monumento marmoreo in memoria del Card. Antonio Maria Panebianco realizzato nel 1888 all’interno della chiesa madre di Gela.

Artista sempre molto prolifico e apprezzato,  a soli 29 anni nel 1893, venne premiato con medaglia d'oro all’Esposizione Internazionale di Parigi.  Nel 1904 partecipando al concorso per l’esecuzione di un Monumento al re Umberto I, da erigersi in Terranova di Sicilia (l’odierna Gela), fra 30 concorrenti tra i quali notevoli e famosi artisti, venne dichiarato da una rigorosa Commissione vincitore a pari merito con lo scultore palermitano Antonio Ugo.

Il Cav. Luigi Filippo Labiso fu  maestro autorevole ed artefice insuperabile di quella difficile arte che solo ad alcuni privilegiati può dare celebrità e soddisfazioni. Egli curò la sua complessa e bella professione come fosse un apostolato, ed in tutte le opere che il suo magico scalpello riuscì a plasmare, fu un trionfatore.

Il fascino dell'arte, quel fascino avvincente e spontaneo, animato da un’ispirazione di grande estro artistico e di profonda passione, traspariva vivido dallo sguardo dolce ed intelligente di questo geniale maestro della scultura, il quale in numerose creazioni monumentali seppe rivestire delle linee più pure e perfette le mirabili immagini che nella sua mente balenavano spontaneamente, squisitamente e altamente originali. Lavorò tanto anche nella sua natale Cefalù, realizzando medaglioni, busti, monumenti. Tra questi, due Monumenti all’interno del cimitero comunale, uno al Vicario ........ l’altro per la famiglia Vazzana, ma anche un Medaglione marmoreo in memoria del dottor Tommaso Cassata con un’ epigrafe dettata dal poeta palermitano Virgilio La Scola, destinata a essere sistemata all’interno dell’Ospedale Civico.

Altre opere rimangono ancora da identificare.

Tra le opere celebri ricordiamo: due monumenti a Giuseppe Garibaldi, uno a Gela ed uno a Licata, entrambi molto realistici, espressivi ed ammiratissimi.

Fra le statue, tutte ispirate ad un criterio d'arte raffinatamente elevato:  Ruggero Mastrangelo, L'eresiarca, Il Povero, L'ultima cartuccia, La Baccante pompeiana, La Maffia.

Insuperabili per l'armonia d'insieme e per sentimento mite e soave sono tutte le sculture funerarie realizzate durante la sua attività:  La Fede comprendente due statue in bronzo: un angelo seduto con il capo chino e una figura femminile che solleva verso il cielo una croce, esistente nella  sezione XXV del Cimitero dei Cappuccini e ordinato dal Principe di Calvaruso; Il Silenzio fra le tombe, nel Cimitero dei Rotoli nella cappella Avellone; un Angelo Sepolcrale, ordinato dalla sorella del commendator Pintacuda; un Putto in  bronzo nel cimitero di Sant’Orsola sul sarcofago della Famiglia Maugeri e moltissime altre che sarebbe molto lungo elencare. Innumerevoli e tutti molto realistici ed espressivi i busti.

Temperamento eccezionale di maestro, artista esuberante e infaticabile, il Labiso, giovanissimo, ebbe al suo attivo una produzione che altri suoi colleghi contemporanei, fra i più eminenti, non vantarono, ed a lui per quanto fosse uomo modesto, non mancarono tante e belle soddisfazioni.

Fu socio di molte Accademie, corrispondente di parecchi giornali d’arte e tenuto in alta considerazione da poeti e letterati.

A Luigi Filippo Labiso, quando si ritirò dall'insegnamento, fu affidato l'incarico di Ispettore edile presso il Comune di Palermo, ufficio cui ottemperò con perfetta cognizione tecnica e con spiccato senso dell'arte.

Pieno di meriti, morì a Palermo il 30 Ottobre 1942 all’età di 78 anni. Alle non comuni doti artistiche aggiunse anche elevate virtù di patriota e gentiluomo. Per questo motivo la sua morte suscitò tra amici, allievi e ammiratori, grande rimpianto.

     

Opere conosciute grazie alle foto con dedica lasciate l’8 ottobre 1939 dal Maestro Luigi Filippo Labiso al Museo Mandralisca.

Busto - L’Esule Politico, 1880.
Busto - G. Garibaldi, Gela 1887.
Monumento a G. Garibaldi, Gela, 1887.
Busto - Mio Padre, 1893.
Busto - Il figlio del barcaiolo, Palermo 1894.
Statua - Angelo genuflesso, Partinico, Mazzara, Palermo 1904.
Gruppo statuario bronzeo - La Fede, Cimitero dei Cappuccini, Palermo 1904.
Busto di donna, 1910.
Bassorilievo di donna, Fam. Natoli di Raccuja  e  Fam. Vazzana di Cefalù, anno?
Busto - A la mamma nel cielo, Fam. Bonanno, Palermo, anno?
Busto - Faust vecchio, Palazzo Trigona, Palermo, anno?
Sarcofago e Putto - Cimitero S. Orsola, Palermo, anno?

                                                                                         Sandro Varzi