Dove sono finiti i soldi pagati dal ClubMed?

Ritratto di Angelo Sciortino

11 Settembre 2017, 13:31 - Angelo Sciortino   [suoi interventi e commenti]

Versione stampabileInvia per email

Presto conteremo sulla presenza a Cefalù di un ClubMed a cinque stelle. Un insediamento, che porterà a Cefalù presenze turistiche sicuramente migliori di quelle strapaesane, alle quali ci siamo abituati negli ultimi anni. Presenze, che saranno più esigenti, per cui chiederanno infrastrutture primarie e secondarie degne di un turismo d'élite. Infrastrutture, che saranno pagate dallo stesso ClubMed, come prevede la normativa vigente in Italia.

Gli interventi che comportano trasformazione urbanistica ed edilizia sono soggetti, infatti, al rilascio del permesso di costruire. Il rilascio di tale permesso di costruire da parte di una amministrazione comunale comporta per il privato "la corresponsione di un contributo commisurato all'incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione" (art. 16 comma 1 del Dpr 6 giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni). Il calcolo degli oneri sul costo di costruzione cambia da Comune a Comune, in ragione di alcuni parametri propri dell’insediamento (Popolazione, indice di abitanti a mq, essere Comunità montana, ecc.), ma fa comunque riferimento al D.M. 801 del 10 maggio 1977 e si ottiene moltiplicando il costo a mq per la superficie residenziale, non residenziale, accessoria, le logge, i balconi etc., computati singolarmente, dell’immobile da realizzare. Sono le stesse amministrazioni locali, in genere, a fornire un’opportuna tabella con i costi a mq delle singole superfici.
Gli oneri di urbanizzazione sono distinti in contributi per la realizzazione dell’urbanizzazione primaria (strade, fogne, illuminazione pubblica, rete di distribuzione energia elettrica e gas, aree per parcheggio, aree per verde attrezzato. ecc.) e per l’urbanizzazione secondaria (asili e scuole materne, elementari, medie inferiori, istituti superiori, consultori, centri sanitari, edifici comunali, edifici per il culto, aree di verde attrezzato di quartiere, ecc.). Tali contributi sono dovuti sia per le nuove costruzioni sia nei casi di ristrutturazione e/o cambio di destinazione d'uso, in base al mc di edificio realizzato. Gli insediamenti residenziali, commerciali, direzionali e turistici sono soggetti agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, mentre gli insediamenti industriali, artigianali, agricoli alla sola urbanizzazione primaria.

Precisata la normativa, vediamo com'è applicata a Cefalù dalla corrente Amministrazione proprio nel caso della concessione al ClubMed. Sembra che esso abbia accettato gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, facendosi carico di pagare al Comune circa 1.300.000 euro, rateizzati. Ora, non c'è dubbio che fra le opere di urbanizzazione primaria spicca per la sua urgenza il rifacimento della rete fognaria del Lungomare, che già in assenza del ClubMed si dimostra insufficiente. Eppure, nonostante quest'opera indispensabile abbia il finanziamento del privato, sebbene pagato a rate, non risulta che il Comune abbia approntato un progetto mirato, per cui le somme pagate e da pagare sono incassate nel bilancio comunale, ma non vanno a un capitolo di spesa destinato alle opere di urbanizzazione primaria.

Tenendo conto che quel Lungomare finirebbe con il rappresentare non soltanto una via di accesso pedonale al Centro, ma anche una passeggiata per i residenti del Club a cinque tridenti, appare una irresponsabile dimenticanza non aver provveduto, a un anno dall'apertura, alla presentazione del progetto. Ciò, tra l'altro, con il rischio di commettere peculato per distrazione, se le somme versate dal ClubMed dovessero usarsi per iniziative diverse da quelle per cui furono e sono pagate.

A meno che da parte del Sindaco non si abbia una qualche interpretazione della norma, come di quelle alle quali ci ha abituati.

Proprio stamattina Saro Di Paola ha commentato lo stato attuale del Lungomare e della sua fognatura: http://www.qualecefalu.it/node/21211