Cefalù, sequestri a catena e chiacchiere a valanga

Ritratto di Angelo Sciortino

28 Dicembre 2017, 19:41 - Angelo Sciortino   [suoi interventi e commenti]

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Quando si chiede di ricoprire una carica elettiva apicale, come quella di sindaco, la cosa più importante che ci si aspetta è che chi la occupa decida e non chiacchieri. Non meno importante è che egli prenda le sue decisioni con cognizione di causa dei problemi per i quali è urgente una soluzione.

Questo comportamento purtroppo non è proprio del sindaco Lapunzina. Ormai da anni ci ha abituati, quando le soluzioni sono più urgenti, alle chiacchiere, come nel caso del sequestro dell'impianto di Piazza Marina. Con una tempestività degna di miglior causa e dimentico che il problema è vecchio di mesi, egli dirama il seguente comunicato-chiacchiera: http://www.qualecefalu.it/node/21586, al quale risponde l'ATI con un proprio comunicato: http://www.qualecefalu.it/node/21587. Decisioni, invece? Nessuna.

Il risultato di siffatto modo di amministrare è la progressiva e inarrestabile decadenza di Cefalù, divenuta tra l'altro oggetto dell'ironia dei Comuni del circondario. Una decadenza che investe la sua imprenditoria e che investirà il suo turismo, quando la rete fognaria del Lungomare dovrà ricevere nella sua striminzita condotta gli scarichi del Club Med, per poi scaricarli nell'impianto sequestrato di Piazza Marina e infine in quello, pure sequestrato, di Sant'Antonio!

Temo che i danni saranno irreversibili. Non credo, però, che potremo consolarci con le sagre del panettone o con i festival vari.