Una conurbazione eccessiva rischia di strozzare Santa Lucia...

Ritratto di Salvatore Ilardo

29 Luglio 2018, 18:26 - Salvatore Ilardo   [suoi interventi e commenti]

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UNA CONURBAZIONE ECCESSIVA RISCHIA DI STROZZARE SANTA LUCIA
E NON SOLO

 

In questi giorni si è data ampia pubblicità ai recenti dati dell’ISPRA sui consumi di suolo sottratti all’agricoltura e al verde. Il consumo di suolo nel 2017 è continuato a crescere in Italia, sottraendo nell’ultimo anno altri 54 chilometri quadrati di territorio, ovvero, in media, circa 15 ettari al giorno. Una velocità di avanzamento del cemento di circa 2 metri quadrati al secondo.

Potrebbero apparire dati freddi, se non si ha cognizione concreta degli spazi. Nel nostro piccolo, non abbiamo da invidiare i paesi che sono in vetta alla classifica nella sottrazione di suolo al verde. Basti vedere l’area di Santa Lucia come ha cambiato fisionomia paesaggistica nell’arco di alcuni anni.

In poche migliaia di metri quadrati sono stati realizzati due grandi complessi alberghieri, sono operanti una trafficata stazione di servizio, un deposito di materiali per edilizia, ed uno per acque minerali.

   

A rendere la situazione particolarmente critica, è intervenuta ultimamente l’apertura di un grosso centro commerciale, ed ancor più l’inaugurazione del Club Med, con la conseguente notevole movimentazione di mezzi e di persone, a fronte di posti auto pressoché inesistenti.

   

Come se non bastasse, questa vistosa, enorme, crescita di edifici ed attività, non è minimamente supportata non solo da parcheggi, ma neppure da una adeguata rete viaria. Tutto grava su una strada statale del 1800 che non riesce affatto a supportare un tale enorme aumento di traffico veicolare. Ancor più che si viene ad avere una intersezione con una strada provinciale, la via De Gaetani, anch’essa alquanto angusta e decisamente non in grado di supportare un traffico di alleggerimento per bypassare il centro storico.

Visto comunque che tale incrocio della S.S. 113 con via De Gaetani diventa quasi nevralgico, non occorre molta fantasia per realizzare qualche rotatoria, come è stato fatto più avanti in prossimità  del bivio per Gibilmanna, oppure prevedere l’installazione di un semaforo.

Nonostante la già notevole conurbazione dell’area di Santa Lucia, si registra una continua crescita di nuovi funghi a ridosso della S.S. 113, malgrado non pochi cittadini proprio in quel punto abbiano denunciato su vari blog locali la difficoltà ad accedere alle proprie abitazioni, nella fattispecie in via delle Fresie, per il caos dovuto al sovrannumero di auto parcheggiate dal personale pendolare assunto in tali nuove attività.

Ora, qualche benpensante potrà ricordarci che sia sempre preferibile, ed esserne grati, quando c’è pane e lavoro. Ce lo diceva tempo fa un prete del quartiere dello Spinito, quando noi ci impegnavamo per evitare un disastro al quartiere, con la realizzazione della cosiddetta “Galleria di sfollamento” della progettata stazione ferroviaria sotterranea di Cefalù. Per fortuna abbiamo scongiurato tale rischio. Ora, le costruzioni a tappeto in una contrada così bella come è quella di Santa Lucia, e la realizzazione del Progetto del nuovo Club Med, che ha lasciato tantissimi cittadini stupefatti di come si possa arrecare uno scempio in una delle nostre più belle coste, non ci può consentire di restare indifferenti. Vi è un Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004 n. 42, chiamato Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Tale Codice prevede all’art. 143 l’elaborazione del Piano paesaggistico da parte dei Comuni, con il fine di individuare misure necessarie al corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nello specifico contesto paesaggistico.

Non ci pare che il Comune di Cefalù abbia proceduto in tale direzione, né che vi sia stato mai un dibattito a tale riguardo, mentre si continua a celebrare annualmente con tanta fanfara Earth Day o, per i comuni mortali, la Giornata mondiale della Terra.

                                                      Salvatore  Ilardo