Che acqua abbiamo a Cefalù?

Ritratto di Angelo Sciortino

8 Settembre 2018, 14:36 - Angelo Sciortino   [suoi interventi e commenti]

Versione stampabileInvia per email

 

Un tale, che risponde al nome di Rosario Lapunzina e che è sindaco di Cefalù e come tale è ufficiale del Governo garante della salute e dell'igiene pubblica, mi denunziò mesi fa come responsabile di procurato allarme, perché avevo scritto che la condizione dell'acqua distribuita a Cefalù avrebbe potuto procurare il colera. Sarebbe stato meglio che egli invece di occupare il suo tempo a denunziare me, si fosse dedicato a prendere le iniziative opportune per rendere potabile l'acqua per i cittadini. Ora, a meno di un anno di distanza, il SIAN ha fatto alcuni prelievi nelle fontanelle del Lungomare e di piazza Marina, comunicando i risultati al Sindaco e invitandolo a prendere i necessari provvedimenti.

Leggete le analisi riportate nel seguente documento  Analisi del 27 agosto.pdf

dalle quali risulta una eccessiva presenza di escherichia coli e di altri batteri. Ora, si sa che il batterio si trasmette per via oro-fecale, tramite l'ingestione di acqua o cibi contaminati da esso. Il silenzio dello stesso sindaco lascia sperare che egli stia occupandosi di richiedere a un batteriologo che cosa è l'escherichia coli e se essa ha uno stretto rapporto con le feci e quindi con il pericolo di colera. A noi non resta che sperare in una protezione divina e a me particolarmente di non essere denunziato ancora una volta per procurato allarme.

Commenti

Caro Angelo,
scusami, ma trovo stucchevole questo argomento dell'acqua potabile. Tu ti chiedi che acqua beviamo, e se la tua è una domanda, io ti fornisco la risposta: acqua minerale comprata al negozio o al supermercato, esattamente come facevamo prima, quando l'acqua era potabilizzata. Infatti, chi si azzarda a bere questa acqua? E chi si azzardava a bere la stessa acqua quando era potabilizzata? Nessuno, ovvio, o forse tu la bevevi? Infatti,  l'acqua era imbevibile prima e imbevibile rimane ora. Il motivo lo conosciamo tutti, ma non lo si dice, come mai? Il motivo è semplicemente che nella rete idrica si può immettere l'acqua minerale più pregiata, ma sempre acqua non potabile arriva nelle case, a causa della vetustà delle condotte. E allora, perchè pagare l'acqua di più, se essa è ugualmente non potabile? Per lavare i pavimenti e le stoviglie, ti assicuro che questa acqua è perfetta. 

Cari saluti
Enzo Rosso

Caro Enzo, convengo che la causa prima della cattiva acqua è la rete idrica fatiscente. Allora mi chiedo: perché da anni non si fa nulla per renderla migliore? Perché quando furono fatti gli scavi per la metanizzazione non se ne approfittò per rifarla? Perché da due anni si sono combattute lotte insignificanti con la Regione e con l'AMAP?

In ogni caso, la presenza dei batteri non è strettamente legata alla natura della rete idrica, ma all'acqua attinta a Prissuliana; alla sua scorretta clorazione; alla scarsa attenzione alle esigenze igieniche. Quand'ero bambino e poi ragazzo, io bevevo l'acqua dal rubinetto di casa, acqua limpida e che non aveva sapore di cloro. Che cosa è cambiato d'allora? Certamente gli amministratori e certamente i burocrati!

Caro Angelo,
grazie per la risposta. Non vorrei dire una fesseria, ma se non ricordo male, quando è stata ceduta l'acqua ai privati, questi avevano preso anche l'impegno di rifare l'intera rete idrica, ma non essendone sicuro, prendi questa mia precisazione con il beneficio dell'inventario. Come credo anche fu in occasione della cessione del servizio elettrico comunale all'Enel. Anche in quel caso credo che l'Enel si doveva impegnare a interrare tutti i cavi elettrici, cosa che non è stata fatta. Ma tu sei più informato di me e saprai darmi lumi. 

Ciao
Enzo Rosso

L'acqua non fu mai ceduta a privati; fu soltanto costruito da privati il potabilizzatore, il cui titolare è anche titolare dell'impianto del metano. Proprio in tale veste egli, costruendo la rete di metanizzazione consigliò di rifare la rete idrica e si offrì di provvedervi egli stesso, credo in cambio di una gestione della rete idrica a tempo determinato. L'Amministrazione d'allora, però, non accettò. La questione ENEL è diversa, anche se entrambe sono una chiara dimostrazione della capacità amministrativa dei tanti politici scelti dal popolo cefalutano, sulle cui responsabilità ci sarebbe tanto da dire.

direi che si tratta di una esigenza fondamentale e che andrebbero prese le opportuno misure per rendere un servizio ai cittadini.. speriamo che si trovi una soluzione in tempi regionevolmente brevi