Cefalù ha bisogno di una qualificata collaborazione degli operatori turistici

Ritratto di Salvatore Ilardo

24 Settembre 2018, 21:43 - Salvatore Ilardo   [suoi interventi e commenti]

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CEFALU’ HA BISOGNO DI UNA QUALIFICATA COLLABORAZIONE DEGLI OPERATORI TURISTICI

 

Abbiamo letto con qualche attenzione la recente intervista ad un Operatore turistico locale, pubblicata su questo Blog. (http://www.qualecefalu.it/node/22444)
Toni prudenti, quasi attenti a non esprimere magari qualche giudizio o opinione sull’operato dell’Amministrazione locale.
Noi crediamo che l’Associazione Operatori turistici di Cefalù si dovrebbe caratterizzare in modo più autorevole, formulando proposte concrete, che possano rendere in primis l’habitat di  Cefalù più attraente per i turisti, ma anche e soprattutto più vivibile per gli stessi residenti.

La Conferenza Internazionale di Gibilmanna su “Ecoturismo Mediterraneo” del lontano giugno 2008, lanciò non poche proposte da parte degli Organizzatori, ed anche da parte dei tanti operatori turistici internazionali intervenuti.
Il Documento scaturito dalla Conferenza di Gibilmanna, e sottoscritto anche dagli Amministratori di allora di questa Città, prevedeva:
“L’ecoturismo è una modalità di turismo sostenibile che si basa sulla fruizione del contesto naturale e sullo sviluppo di un rapporto rispettoso, curioso e bilanciato tra culture differenti, quella del visitatore e quella dell’ospite. L’ecoturismo come un prodotto strategico, la cui costruzione e promozione determina valore aggiunto in termini ambientali, sociali, culturali ed economici. Esso  promuove e moltiplica le opportunità che tendono a far emergere questi aspetti, in termini sia di beni collettivi che di prodotti imprenditoriali.
Sui beni collettivi sono impegnate le istituzioni che salvaguardano il capitale naturale, gestiscono le infrastrutture ambientali del territorio, preservano e recuperano il patrimonio storico.
Sui prodotti sono impegnati sia gli attori socioculturali - affinchè il patrimonio e la cultura locale diventi accessibile, comprensibile e fruibile, sia gli attori economici che investono sul sistema di accoglienza”.

Non stiamo a commentare tali chiare e precise indicazioni, che naturalmente condividiamo. Purtroppo a Cefalù ben poco si è fatto in tale direzione.

L’eccessiva conurbazione delle zone suburbane di Cefalù, con notevoli difficoltà per il traffico automobilistico, che attualmente si sviluppa esclusivamente lungo l’unica arteria, la vecchia Statale SS. 113 Pa-Me, non può non costringere ad ipotizzare soluzioni che possano ridurre sensibilmente il traffico veicolare in entrata e in uscita da Cefalù.

Una grossa strozzatura tendente a divenire sempre più marcata è, ad esempio, rappresentata dall’eccessiva concentrazione di attività commerciali e turistiche, nonché abitative, in contrada Santa Lucia.  In quest’area si trova il Club Mediterranèe, insieme ad altri due grossi alberghi. Vi è anche una stazione di servizio  e, come se non bastasse, è stato realizzato di recente un grosso centro commerciale. Seppure siano stati previsti dei parcheggi da parte di tali strutture, essi non sono certo sufficienti a coprire le esigenze complessive dell’area, sulla quale peraltro gravano non poco i tanti residenti locali.

È una situazione difficile, che tenderà a divenire sempre più problematica per lo sviluppo futuro di Cefalù e delle sue potenzialità economiche e turistiche.
Una speranza che tale strozzatura del traffico in entrata ed in uscita da Cefalù si possa in qualche modo alleviare, e non sarebbe la sola lungo il tratto locale della SS. 113, potrebbe essere rappresentata dalla realizzazione di una metropolitana in superficie, lungo quello che sarà il tracciato ferroviario che verrà abbandonato da R.F.I., a completamento del raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono.

   

Certo, sappiamo che i lavori procedono a rilento, ma in questo l’Amministrazione Comunale, di concerto con gli Oparatori turistici di Cefalù, dovrebbe potersi attivare per  accelerare i lavori, ma soprattutto  formulare delle proposte concrete su chi potrà realizzare e gestire una tale essenziale infrastruttura. L’area che verrebbe servita da una tale futura metropolitana sarebbe alquanto estesa, per coprire non solo tanti alberghi lungo la fascia costiera, ma anche residences, strutture ricettive varie, ma anche esigenze di mobilità dei residenti locali.

 

Tale  crescente conurbazione, per chi percorre la SS. 113, è già ben visibile lungo la costa che va da Cefalù fino alle Piane di Lascari. E sarebbe proprio questa tratta a poter essere servita da una futura metropolitana. L’alleggerimento del traffico veicolare per Cefalù sarebbe enorme. Ed è proprio con tale prospettiva che il Comitato “Ferrovia Impatto Minimo” ha lanciato la proposta di realizzare la futura nuova Stazione ferroviaria di Cefalù in contrada Ogliastrillo, distante pochi chilometri dal centro urbano. In tale area si potrebbero realizzare grandi parcheggi per pullman ed auto, ed invogliare le persone, sia residenti che turisti, a raggiungere velocemente e comodamente il centro urbano con la metropolitana.

Vi sono in Italia tantissimi paesi tornati alla vita grazie ad un trenino sui vecchi binari che hanno ridato vita a delle valli, che hanno reso attrattive delle aree interne per i turisti, ma anche facilitato  lo spostamento delle  popolazioni  locali, o di attività imprenditoriali. Dai finestrini di una tale futura metropolitana, lo spettacolo delle coste cefaludesi apparirebbe alquanto suggestivo, mentre essa offrirebbe nel contempo una pratica ed economica alternativa al via vai di auto ed autobus.

Una metropolitana di superficie veloce, con vetture nuove e comode, con delle fermate da realizzare eventualmente in prossimità degli attuali caselli ferroviari,  abbandonati da tempo all’incuria, e che potrebbero divenire anche possibili luoghi di ristoro e di piacevole sosta.

I costi per la realizzazione di tale metropolitana di superficie dovrebbero risultare alquanto contenuti, ma anche la sua gestione, ed i benefici ambientali, sociali, turistici, li compenserebbero ampiamente. In questo Progetto, che vorremmo auspicare possa essere condiviso dagli Operatori turistici locali, sia il Comune di Cefalù che loro stessi, dovrebbero cominciare ad attivarsi. Alcuni anni fa, l’Ing. Filippo Palazzo, responsabile Dipartimento Infrastrutture delle Ferrovie, intervenendo ad un incontro organizzato dal Comune nella Sala Consiliare, ha detto testualmente: “lasceremo, a conclusione dei lavori del raddoppio ferroviario, il territorio di Cefalù molto più bello di come è oggi”.

Sono già passati diversi anni e tale prospettiva ancora non riusciamo a percepirla. Almeno siamo riusciti a scongiurare un potenziale disastro nel quartiere dello Spinito, se fosse stata realizzata la cosiddetta “galleria di sfollamento”.
Se come cittadini ci siamo mobilitati in tal senso, è auspicabile che lo facciano a maggior ragione gli Operatori turistici che, da un contesto ambientale vivibile, gradevole, ne trarrebbero non pochi vantaggi per la loro attività.

Infine, va evidenziato a qualcuno, che aveva ipotizzato al posto del futuro vecchio tracciato ferroviario la realizzazione di una superstrada, che la conformazione del terreno non si presterebbe minimamente a tale opera, e poi svilirebbe enormemente quelle finalità ambientali che ci si propone con una metropolitana.

                                                                                            Salvatore Ilardo