Ben venga il piano paesaggistico

Ritratto di Salvatore Ilardo

3 Febbraio 2019, 18:55 - Salvatore Ilardo   [suoi interventi e commenti]

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BEN VENGA IL PIANO PAESAGGISTICO

 

Vorremmo poter riscontrare alle perplessità, ai timori, espressi da alcuni sulla preannunciata concertazione tra la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo e i rappresentanti dei Comuni della Provincia, per redigere il Piano Paesaggistico, così come previsto dal D.L. n. 42 /2004.

Preoccupazioni di prevaricazioni nei confronti dei Comuni per quanto riguarda i rispettivi Piani Regolatori Comunali, di libertà d’uso da parte dei cittadini della loro proprietà, di sottrazione di “almeno il 70% del territorio comunale” ad una potenziale edificabilità, di penalizzazione sul piano fiscale per i soggetti che in questi anni hanno pagato l’IMU su terreni classificati edificabili.

Ci sembra che verso qualcuno di questi rilievi si possa esprimere qualche ragionevole comprensione, come l’avvenuto pagamento dell’IMU per terreni che magari non saranno più considerati edificabili. A tale riguardo, si potrebbe avviare, da parte di tali proprietari, una qualche forma di class action nei confronti dei Comuni. L’asserito 70% che verrebbe sottratto alla edificabilità, ci sembra poi alquanto poco fondato, in un contesto, il nostro, che risulta quasi interamente antropizzato.

Ciò su cui invece non concordiamo è il paventato esproprio delle autonomie degli Enti locali sulla gestione del proprio territorio. La riforma del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, predisposta nel 2004 dal Ministro Francesco Rutelli, ha rappresentato una vera svolta per la tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico della Nazione, tutela peraltro sancita dall’art. 9 della ns. Costituzione. Il Codice interviene sul nodo dei rapporti tra Governo Centrale ed Enti Locali, per riportare questa responsabilità nell’ambito di una visione più generale.

Si mira cioè a ridurre un eccesso di delega che ha portato ad una sovrapposizione e frammentazione di poteri decisionali tra Regioni, Province, Comuni, a danno spesso della trasparenza, della legalità, dell’interesse collettivo. Un malinteso federalismo può solo alimentare egoismi e particolarismi, disgregando ulteriormente il territorio, il paesaggio, il tessuto civile del Paese.

Come ha ribadito la Corte Costituzionale, in una sua sentenza (367/2007), la tutela del paesaggio costituisce un valore primario ed assoluto, che rientra nella competenza esclusiva dello Stato, precedendo e limitando il governo del territorio attribuito agli Enti locali. Obbligo pertanto di elaborare dei piani paesaggistici, con una pianificazione congiunta tra Stato e Regioni. In questo iter amministrativo è previsto poi il parere vincolante delle Soprintendenze su qualsiasi intervento urbanistico o paesaggistico, che incida su territori vincolati.

Il paesaggio appartiene a tutti. Non è di destra, né di sinistra. È una grande risorsa collettiva da cui dipendono la salute dei cittadini, lo sviluppo del turismo, e la stessa occupazione, oltre all’identità e all’immagine del Paese.

In questi anni abbiamo provato a contrastare fenomeni di degrado del nostro territorio, in particolare con la progettazione del raddoppio della linea ferroviaria Fiumetorto-Castelbuono, e della stazione sotterranea di Cefalù. Siamo riusciti a scongiurare i gravi rischi che avrebbe comportato all’ambiente e ancor più alle abitazioni del quartiere dello Spinito la realizzazione della cosiddetta galleria di sfollamento. Encomiabile la partecipazione e il supporto dei cittadini, a fronte di un tiepido coinvolgimento dell’Amministrazione locale. Ma è su tutto quanto il Progetto di raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Castelbuono, che sono state evidenziate da parte di un Comitato di cittadini incongruenze e deturpazioni del paesaggio, senza che ne venisse coinvolta la Soprintendenza ai BB.CC.AA.

Abbiamo inoltre evidenziato i rischi di una eccessiva conurbazione nella contrada Santa Lucia, con la realizzazione in pochi anni, in un’area ristretta, servita da una vecchia ed angusta strada statale la SS. 113, oltre alla preesistente presenza di due grandi alberghi, di ristoranti e di una stazione di servizio, la recente realizzazione di un grosso centro commerciale, di negozi, depositi, ma soprattutto, il notevole ampliamento e ristrutturazione del Club Med.

   

   

Abbiamo più volte chiesto all’Amministrazione Comunale di conoscere i pareri della Soprintendenza su tali ultimi progetti, senza avere avuto mai riscontri.

Ben venga quindi un certo rigore amministrativo nell’ottemperare seppure tardivamente a quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, per la salvaguardia di ciò che rimane di un territorio ampiamente saccheggiato nel corso degli anni.

                                                                                  Salvatore Ilardo

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Commenti

Apprezzo la Sua riflessione sul tema, tuttavia mi permetto di ribadire che il paesaggio è difeso principalmente dalla cultura dei cittadini a cui si dovrebbero prospettare non solo vincoli ma anche obiettivi e azioni di valorizzazione di carattere economico. Per questo auspico l'abolizione dello strumento Piano Regolatore e la sostituzione con un Piano Paesaggistico Comunale rinnovando totalmente la tecnica redazionale centrandola su una forte partecipazione della Comunità locale.

Poi, il Piano in quanto progetto che vuole proporre una prospettiva di vita ai cittadini deve contenere anche obiettivi di investimento e delinearne gli effetti socio-economici. Se non contiene quindi, come pare, indicazioni programmatiche esso (Piano) si risolve in una mera cascata di vincoli che non assicurano, cosi, la tutela proprio del paesaggio che come saprà, e definito dallo stesso codice come un: ... territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni.”