11° Comandamento, non dimentichiamo il PRG

Ritratto di Giovanni La Barbera

11 Gennaio 2020, 20:40 - Giovanni La Barbera   [suoi interventi e commenti]

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11° Comandamento: Nessuno parli del Piano Regolatore.

 

Voci non ufficiali danno per vicino il tempo in cui si porterà in Consiglio la Variante al Piano Regolatore Generale di Cefalù.

Lasciamo le polemiche, che per altro sarebbero del tutto giustificate, del grave ritardo, e proviamo a demistificare la natura di questo Progetto per la Società o se si vuole per la Comunità.

Ovviamente questa demistificazione è diretta innanzi tutto agli Amministratori e poi a tutte le parti costitutive della Comunità stessa.

Io insisterei con il definire il PRG come il Progetto per eccellenza per la Comunità, come capisce ogni uomo di buon senso, non è per niente difficile capirne l'importanza per il futuro. Anzi, tutti possiamo capirlo, se solo ci muniamo di buona volontà.

Diciamo subito che capire, nei suoi aspetti fondamentali, questo Progetto ci aiuta a capire i vantaggi di una vita urbana organizzata razionalmente.

Proviamo quindi ad affrontare la comprensione di questo Progetto partendo da due domande: cos'è giusto e cosa non lo è; cosa è bene e cosa è male.

Già mi apparirebbe un risultato di rilievo, se tutte le categorie imprenditoriali si preoccupassero di esprimere il proprio punto di vista. E quindi: Albergatori, Commercianti, Artigiani, Avvocati, Ingegneri, Geometri, Architetti, Geologi, Istituti scolastici, Ospedale, Curia, Gestori di servizi urbani di ogni genere, e Intellettuali dovrebbero dedicare un po' del loro tempo a capire questo Progetto.

Certo, non immagino che tutti debbano trasformarsi in tecnici, ma ritengo che se si riuscisse nell'intento di raccogliere in un apposito volume tutti i contributi, non importa se pertinenti perfettamente, quel volume sarebbe il vero successo del processo di formazione del PRG.

I contributi, le riflessioni di qualsiasi natura, che rispondessero a quelle due fondamentali domande, oserei pensare, apparirebbero come la dimostrazione che smentisce coloro che sostengono il carattere indolente di buona parte della popolazione, più incline al lamento e all'autocommiserazione che a essere positivamente attivi.

Si è, da diverse parti, sostenuto della utilità di un apporto della sociologia come disciplina descrittiva della struttura di una società nella redazione di un progetto che organizza lo spazio fisico. A mio modo di vedere questo sforzo partecipativo, a cui, mi rendo conto, non siamo allenati, è possibile soltanto se alla retorica e al tronfio (o presuntuoso o spocchioso o superbo oppure artificioso) artefatto convenzionale dell'orgoglio di abitare a Cefalù, si anteponesse questa dimostrazione di essere veramente disponibili a essere cittadini comunicativi e comprendere che la città è il luogo per incontrare gli altri.

 

Per chi vuole informazioni più precise e particolareggiate, nel seguente link può trovarle:

http://www.qualecefalu.it/node/23612