Energia di ieri

ritratto di Salvatore Culotta

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Io non so se entusiasmarmi o vergognarmi ma certamente sono rimasto stupito nel leggere su un vecchio numero dell’ “Eco di Gibilmanna” il breve articolo che segue :


DONO MUNIFICO
Finalmente, dopo parecchi mesi trascorsi in lunghe pratiche burocratiche, e poi per i necessari esperimenti, la bella torre metallica, alta circa 25 metri è stata issata, per la tenace audacia di Fr. Gaetano da Geraci, nel cortile interno, dietro il coro. Un curioso apparecchio sta librato sulla vetta eterea, attirando gli sguardi di tutti coloro che vengono a Gibilmanna. La torre infatti, è parecchio più alta dei campanili ed è visibilissima anche dal piazzale. Ad una certa altezza, una targa indica : «Dono di Mr. Frank Jeppi». Si tratta di un apparecchio molto simile ad un mulino a vento, come quelli di don Chisciotte; colla differenza che contro questo il famoso jdalgo non combatterebbe, perché è un apparecchio utilissimo. Infatti serve a svilup¬pare energia elettrica, utilizzando le correnti di vento. Per noi sarà una sensibile economia, tanto più apprezzabile, in quanto non ci abbiamo speso proprio niente. Il munifico donatore, infatti, non solo ha comprato e spedito a sue spese l'apparecchio e la torre metallica dall’ America, ma sarebbe stato disposto, come ci assicura un amico, a pagare anche le spese di dogana, se opportune disposizioni di legge non fossero venute, mercé l'intervento di altri benefattori, ad esimerci dal loro peso. Vada al carissimo benefattore Mr. Jeppi tutta la riconoscenza della comunità, che impetra su di lui e sui suoi affari le più ampie materne benedizioni della Vergine SS. Un ringraziamento a questo riguardo vada anche a Mr. Vincenzo di Paola, che è stato il primo promotore dell'idea.
L’Eco di Gibilmanna – Novembre/Dicembre 1948
Non è certamente una notizia di attualità né, tutto sommato, qualcosa di sconvolgente e forse tanti già lo sapevano, ma mi appare come qualcosa su cui riflettere con un po’ di rossore, ed è anche qualcosa di cui non perdere la memoria. Non so quale fine abbia poi subito “l’aeromotore” di Gibilmanna (qualcuno ne ha notizia ? ) , ma pensateci un po’ : sessantatre anni fa ci si preoccupava , e soprattutto ci si occupava,del risparmio energetico, oggi…..