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28 Gennaio 2015, 14:09 - Angelo Sciortino [suoi interventi e commenti] |
Forse molti miei concittadini credono che le decisioni prese da Draghi non li riguardino che marginalmente. Così non è, però. Anzi, a Cefalù e in Sicilia dobbiamo stare più attenti, perché l'una e l'altra sono affidate ad amministratori dimostratisi finora incompetenti e pericolosi, per cui le scelte sbagliate, compiute a livello nazionale ed europeo, avranno sicuramente ricadute più gravi in questo povero Sud.
Mi sia consentito, prima di sviluppare le mie argomentazioni, di confessare che la decisione di Draghi di finanziare massicciamente l'acquisto di titoli di Stato, mi ha riportato subito alla mente il Faust di Goethe, dove si afferma che, quando un diavolo assai scaltro come Mefistofele incontra un re alle prese con difficoltà di bilancio, il suo consiglio consiste proprio nell'usare la leva monetaria, creando (falsa) ricchezza dal nulla. È un consiglio diabolico, però, dal momento che mina una base importante della vita sociale e rappresenta una variante legalizzata del ladrocinio.
Noi Italiani di questo ladrocinio abbiamo avuto tanti esempi in passato, quando la nostra moneta venne più volte svalutata e quando subì una continua inflazione, che impoverì soprattutto chi era già povero. Per averne un'idea, si pensi che negli anni '60 con diecimila mila lire avremmo potuto avere cento degli attuali euro, mentre invece oggi ne abbiamo soltanto cinque! E sono passati appena cinquant'anni!
Cinquant'anni in cui non c'è stata altra guerra, se non quella incruenta di una politica di cicale, appoggiata da clientele via via più numerose, che essa pagava stampando moneta. E più se ne stampava, meno essa valeva.
Oggi non sarebbe possibile stampare moneta per proseguire l'andazzo di una politica clientelare, perché verrebbe coinvolta l'intera Europa; anzi, in un'economia globalizzata verrebbe coinvolta l'economia mondiale, con la conseguenza che gli altri Paesi sarebbero costretti a difendersi, isolando l'Italia, che diventerebbe sempre più povera.
Una buona moneta è una moneta stabile e quindi in grado di svolgere al meglio le sue funzioni principali: facilitando gli scambi, permettendo la capitalizzazione e fungendo da unità di conto. Ma una moneta che svanisce come neve al sole non è più in condizione di operare correttamente in tal senso. Il risultato finale è il paradosso di un mercato globale che si basa su monete totalmente politicizzate, manipolate dalle banche centrali, moltiplicabili a piacere e usate anche per operare massicce redistribuzioni.
E questo è quel che fa la Bce di Draghi con l'immissione di euro sul mercato, per acquistare titoli di Stati indebitati come l'Italia. La cosiddetta manovra del quantitative easing, tanto decantata dai media, ma che avrebbe conseguenze inflattive di portata non calcolabile oggi. Comunque questa manovra sicuramente diminuirebbe il valore dell'euro, per cui tutti si vedrebbero ridotto il reddito da lavoro, diminuendosi il valore reale del loro stipendio.
Se non è ladrocinio questo, allora esso non esiste.
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