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25 Settembre 2021, 16:22 - Saro Di Paola [suoi interventi e commenti] |
Lo scorso 23 settembre, il Sindaco Lapunzina sulla sua pagina facebook ha dato notizia della comunicazione fattagli dall’Assessore regionale alle infrastrutture, Marco Falcone, della convocazione, per i primi di ottobre, di un tavolo tecnico al fine di trovare una soluzione condivisa sulla galleria di sfollamento, dopo l’Ordinanza del CGA, tenendo a precisare che la comunicazione di Falcone era stata del giorno prima.
La nota del Sindaco sul social dopo circa sei ore dalla pubblicazione su questo blog dell’ultima pagina del mio volume sul raddoppio, nella quale avevo testualmente scritto che “è più che mai indispensabile una riflessione, scevra da pregiudizi di sorta e ispirata al perseguimento dell’interesse generale del completamento dell’opera in tempi accettabili, che coinvolga tutti i livelli Istituzionali, dal Ministero al Comune, RFI, ITALFERR e la Toto”.
Il fatto che la convocazione di un tavolo tecnico, come di un incontro di qualsiasi altra natura, è tale se indica il luogo, l’ora e il giorno nei quali si svolgerà mi fa ritenere che Falcone più che "comunicare al Sindaco di avere convocato un tavolo tecnico per i primi di ottobre" gli abbia manifestato, magari dopo sollecitazione in tal senso dello stesso Sindaco, l’intendimento di promuoverlo per i primi di ottobre.
Un tavolo tecnico, quello che Falcone intende convocare, che mi ha fatto tornare alla memoria l’altro tavolo che la Senatrice Simona Vicari, sottosegretario alle infrastrutture del Governo Renzi, non esitò a promuovere nella prima decade di marzo del 2015 (www.qualecefalu.it/node/18925 ), nonostante i rapporti, non certo idilliaci, che, nel quinquennio dal 2002 al 2007, l’allora consigliere Lapunzina aveva avuto con lei Sindaco di Cefalù.
Un tavolo tecnico, che nello scritto di cui ho riportato il link, auspicai si svolgesse “sine ira et studio”, cioè, per dirla con Tacito, con assoluta imparzialità e obiettività. e che venne, poi, convocato e si svolse presso il Ministero delle Infrastrutture, solo, alle ore 10,30 del 25 gennaio 2017, dopo un incontro interlocutorio.

Un tavolo tecnico, che quanto accaduto, dopo il 2017 e sino ad oggi, relativamente a quelli che erano i punti al suo ordine del giorno è risultato assolutamente inutile.
Infatti, nessuno, dico nessuno, dei punti all’o.d.g., si è tradotto in varianti al progetto, migliorative per l’assetto e la vivibilità del territorio di Cefalù e per la fruizione della fermata sotterranea da parte dei viaggiatori..
Nessuno dei punti, neanche quelli, di cui agli “aspetti di dettaglio”, che vennero inseriti all’o.d.g, a seguito di apposita nota inviata al Ministero dal “Comitato Cefalù Quale Ferrovia”.
Il primo di tali aspetti, “il senso di marcia delle talpe da Malpertugio a Ogliastrillo” di dettaglio, però, non era affatto di dettaglio.
Anzi tutt’altro.
Quel senso di marcia sarebbe stato fondamentale per evitare le ripercussioni sul traffico in entrata e in uscita da Cefalù, dal lato di occidente, che i mezzi pesanti determineranno per trasportare lo smarino fuori dal cantiere di Ogliastrillo, durante i lunghi anni che richiederà la realizzazione delle due canne della galleria Cefalù,
Per tornare al tavolo tecnico di prossima convocazione, non posso non auspicare che risulti meno inutile del precedente.
Molto meno inutile.
Potrà risultarlo solo se gli aspetti burocratico-amministrativi sui quali, sino ad oggi si sono pronunziati TAR e CGA e su quegli altri che potrebbero essere invocati, addirittura, per non correre il rischio di inficiare la gara d’appalto, non saranno anteposti agli aspetti strettamente tecnici che attengono a tutte le opere necessarie per la realizzazione e per l’esercizio della fermata sotto Pietragrossa-Pacenzia-Spinito.
Aspetti tecnici, che non possono prescindere dai contenuti della relazione del Prof. Cafiso, che trovano la loro sintesi nei “meccanismi di scivolamento e di crollo dei terreni incoerenti sotto falda”, rappresentati nelle sezioni stratigrafiche inserite nella relazione medesima.


Meccanismi in tutto uguali a quelli che il Geologo Pietro Todaro

ha rappresentato nella “sezione idrogeologica schematica” redatta dopo che i cedimenti del suolo e le lesioni agli edifici nell’intorno di Vicolo Bernava, hanno finito per bloccare, nel giugno del 2012, la realizzazione degli ultimi 58 metri della galleria dispari del passante ferroviario Aeroporto Falcone e Borsellino-Palermo.
Se i partecipanti al prossimo tavolo tecnico dovessero anteporre aspetti di altra natura a quelli strettamente tecnici di cui ho detto, si sarebbero scordati:
- della demolizione di cinque palazzine in vicolo Bernava;
- delle ulteriori opere, per l’importo di circa 18 milioni di euro, che saranno necessarie per realizzare i 58 metri di galleria mancante;
- dello sgombero, è notizia dei giorni scorsi, di altri edifici in Via Serpotta, in Via Pacini ed in via Cutelli, che dovrà essere eseguito per accertarne la stabilità;
- delle lesioni ad altro edificio nei pressi dell’incrocio tra la via Re Federico ed il passaggio Orestano Fausto.
Il tavolo a farsi non sarebbe più tecnico.
Sarebbe irresponsabile.
Saro Di Paola, 25 settembre 2021
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