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14 Agosto 2025, 10:13 - Quale Cefalù [suoi interventi e commenti] |
Condivido il “quadro” realistico, perfettamente rispondente all’attuale situazione cefaludese, riportato dal “Cefalino” e dipinto da Monsignor Marciante in occasione della festa del Santissimo Salvatore e sento, forte, il dovere intellettuale di intervenire.
Anche in considerazione del fatto che il Vescovo con la sua presenza ha onorato la mostra di pittura "Heritage", forme e colori dal sito UNESCO, all'Ottagono di Santa Caterina in occasione del decimo anniversario dell'inserimento, da parte dell'UNESCO, nella lista dei patrimoni dell'umanità di "Palermo arabo normanna e delle cattedrali di Cefalù e Monreale”.
Purtroppo non riesco a capire l’origine del degrado morale e civile della città e mi chiedo a chi possa giovare.
Cui prodest?
Una volta pensavo che l'ignoranza e la presunzione fossero la causa di tutti i mali, ma oggi non riesco a capire da quale divinità siamo posseduti per essere portati, come siamo, alla spasmodica ricerca del denaro.
Del dio denaro che dà il potere.
Non so più chi siano i cefaludesi.
Sono “i maurini" degli anni '60 del secolo scorso, insieme agli altri "indigeni" naturalizzati che hanno investito i risparmi nelle cosiddette storiche bellezze?
In tutta franchezza, pur nella confusione nella quale ammetto di ritrovarmi, penso che coloro che occupano ruoli istituzionali dovrebbero riflettere su questo pensiero per darsi e dare una risposta alla domanda che io mi pongo.
Gli amministratori del corpo e dello spirito sentono di non avere responsabilità?
Si sentono forestieri gli invasori, chiamati "turisti"(che non sono quelli del gran tour)?
Credo che il vero cefaludese si senta indignato e tradito da quelle stesse istituzioni che dovrebbero supportarlo e difenderlo piuttosto che boicottarlo.
Da lontano ho visto le immagini fotografiche dell'inaugurazione della mostra all’ottagono di Santa Caterina.

In tutta franchezza non posso non dire che mi ha fatto piacere osservare due delle mie tele

poste accanto alle storiche prospettive del prof. Bartolo Martino, mio insegnante degli anni '40.
Ciò anche perché sono stato testimone del tempo in cui le ha disegnate.


Però non posso non dire di essere rimasto deluso dal fatto che dopo l’inaugurazione, 30 anni addietro, della mia mostra "Il contesto della Memoria" con la presenza del nostro illustre concittadino Mons. Crispino Valenziano, con i miei quadri esposti su pannelli, le varie Ammistrazioni Comunali, che, da allora, si sono succedute, non hanno pensato di proseguire l'opera del compianto Prof. Arch. Pasquale Culotta, che quell’ottagono ebbe a valorizzare, facendo fruire della bellezza della sua architettura alla collettività.
Quegli amministratori avrebbero avuto il dovere di completarlo ed arredarlo, quantomeno per destinarlo a sala mostre, arricchendone la qualità e con essa il volto della città, rovinata dall'abusivismo edilizio.
Ed invece, hanno preferito, e preferiscono, sperperare denaro pubblico per feste, festini e godimenti popolari.
Forse non tutti ricordano che Cefalù è stato uno dei primi Comuni siciliani, che, senza averne l’obbligo, si dotò di un piano regolatore generale affidandolo ai più insigni professionisti del tempo, quali furono Giuseppe Samonà e Carlo Doglio.
Quel piano che, poi, Amministratori senza scrupoli stravolsero.
Ma i cefaludesi di quegli anni ci hanno lasciato.
Oggi i veri cefaludesi combattono contro coloro che svuotano la città dei suoi valori e quelli che dicono di "amarla" speculano sull’eredità di chi ci ha preceduto.
Mi auguro soltanto che, con onestà intellettuale, piuttosto che nascondere il volto dietro false ambiziose apparenze, abbiano il buon gusto di dichiarare quale posto occupano nella responsabilità delle attuali pieghe della vita cefaludese.
Ignazio Camilleri, 14 agoto 2025
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