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22 Agosto 2025, 07:40 - Saro Di Paola [suoi interventi e commenti] |
La domanda con la quale ho dato il titolo al mio scritto, articolato in tre parti, è stata ispirata dal post, col quale l'Arch. Prof. Marcello Panzarella ha lasciato intendere che "a fare strame del futuro" di Cefalù sarebbero state “le amministrazioni succedutesi dal 2007 ad oggi ed il progettista della variante generale al PRG”, che hanno "tenuto in frigo pensando bene che Cefalù non ne avesse affatto bisogno" quel "piano di massima contenente il suo progetto di infrastrutturazione del territorio", per il quale aveva ricevuto incarico dalla Sindaca Vicari, intorno al 2003, dopo che egli stesso si era dimesso dalla carica di assessore all'urbanistica.

"Il nerbo" di quel piano infrastrutturale, come Panzarella ha tenuto a precisare, "era costituito dal nodo intermodale", che egli aveva concepito in quello che sarebbe dovuto essere il piano regolatore nell'intorno dell'accesso alla nuova fermata sotterranea di Cefalù.
In quell'intorno, alla fine degli anni novanta, egli, da Ordinario di composizione architettonica e urbana alla Facoltà di Architettura dell'Università di Palermo, aveva fatto elaborare ai laureandi allievi architetti del suo corso una decina di tesi di laurea, di cui il suo piano regolatore non può che essere stato la sintesi.
L'archetipo di quelle tesi è stata quella di Valeria Piazza,


che prevedeva l'accesso alla fermata sotterranea attraverso un tunnel, a baionetta, con imbocco nel muro di fondo della piazza Bellipanni, cuore del complesso EGV CENTER.

Un tunnel che, come ho scritto, www.qualecefalu.it/node/24297 , si sarebbe potuto realizzare con l'impiego di mezzi primordiali quali "pala, picu e carriuola", per significare che era irrealizzabile.
Ebbene nei grafici del nodo intermodale pubblicati nel post di Panzarella, che mi hanno dato la stura a scrivere, viene riproposto un tunnel con imbocco in quello stesso muro.

Però con andamento planimetrico, non a baionetta, ma rettilineo e con andamento altimetrico, non pianeggiante, ma inclinato, con gradoni, tale da fungere da involucro di una scala mobile, per fare salire i viaggiatori dalla quota della piazza Bellipanni alla quota della piazza della nuova "stazione", che è quella dell'imbocco del tunnel della galleria di accesso alla fermata sotterranea.
Il dislivello tra le due piazze è di circa 12.00 metri, uguale a quello tra la quota della galleria di accesso ed il piano delle banchine della nuova fermata.
Perciò, la scala mobile indicata da Panzarella, non può che essere a sei rampe come le 4 scale mobili all'interno della fermata, che, dalla quota della galleria di accesso, dovrebbero consentire ai viaggiatori, in entrata, di scendere alla quota delle banchine della fermata e, a quelli, in uscita, di salire.

Acqua di Pietragrossa permettendolo,

il tunnel si potrebbe, anche, realizzare.
Con le stesse modalità, con le quali si sarebbe realizzato quello a baionetta di Valeria Piazza.
Cioè a "pala, picu e carriuola", con i mezzi pesanti, camion per trasporto terra e betoniera per calcestruzzo, posizionati sulla via Roma e con le carriole a fare la spola sulla piazza Bellipanni.
Per trasportare e scaricare la terra di scavo, dal tunnel ai camion, e per caricare e trasportare, dalla betoniera al tunnel, il calcestruzzo per realizzarne l'involucro seguendo l'avanzamento dello scavo.
Sin qui, tutto facile.
Faccio per dire.
Ovviamente.
Le difficoltà verrebbero dopo l'ultimazione dell'involucro.
Sarebbero quelle che l'autogru telescopica da impiegare


incontrerebbe per accedere al luogo nel quale dovrebbe operare.


Per sollevare, introdurre e mettere in fila all'interno dell'involucro, inclinato e gradonato, una dopo l'altra, le rampe metalliche con ballatoio e le componenti meccaniche della scala mobile.
Con le argomentazioni sulle criticità delle opere indicate nei grafici del nodo intermodale, pubblicati da Panzarella, mi fermo qui.
Non entro nel merito delle altre, VESTIBOLO DEL TUNNEL D'ACCESSO compreso.
Entrarvi significherebbe accreditarle di una possibilità, seppure minima, che il Comune o privati, con l'avallo di RFI, le realizzino.
Al riguardo, ho la certezza, solo per nominarne una, che il CENTRO CONGRESSI PENSILE SULL'ACCESSO ALLA FERMATA, la cui realizzazione potrebbe avvenire solo con la fermata in esercizio, non lo realizzerebbero neanche i cinesi.
E, neanche, su Marte.
Però, la mia certezza, anzi più in generale, tutto ciò che io ho scritto, e scrivo, sulla fermata sotterranea non conta.
Infatti, come ha scritto Franca Panzarella, io "non guardo al di là del mio naso, non ho vedute di ampio respiro e connessioni con professionisti di elevata statura, non cerco innovazione, armonia, praticità, bellezza".
Io sono ingegnere di provincia, che, per di più, non esercita da oltre 15 anni.
Alla luce delle argomentazioni sulle criticità che ho sviluppato nelle tre parti del mio scritto, dico, in tutta franchezza, che, se negli anni dal 2007 ad oggi fossi stato amministratore di Cefalù, dopo aver preso visione del piano regolatore del nodo intermodale redatto da Panzarella, non lo avrei "tenuto nel frigo" e, neanche, nel congelatore.
Glielo avrei restituito, con l'invito a rielaborarlo per eliminarne le criticità.
Infatti, approvandolo e facendolo inserire nella variante generale al PRG, mi sarei assunto la responsabilità di "fare strame del futuro” di Cefalù.
Saro Di Paola, 22 agosto 2025
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