Mancano 608 giorni al 23 aprile 2027

Ritratto di Saro Di Paola

25 Agosto 2025, 09:47 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

Versione stampabileInvia per email

Dopo le ferie agostane sono ripartiti i lavori nei cantieri del raddoppio ferroviario Ogliastrillo-Castelbuono.
In tutti, tranne che in quello di Pietragrossa, nel quale, nel maggio del 2024, erano stati iniziati i lavori per realizzare l'imbocco della galleria d'accesso alla fermata e nel quale il cancello continua a rimanere chiuso.
                                                
      

Un cantiere che è l'unico dei cinque, che dovrebbero essere aperti all'interno del centro urbano per realizzare le opere previste nel "progetto esecutivo" della fermata sotterranea di Cefalù e che, oltre alla galleria d'accesso, sono i due pozzi per le scale di sicurezza a monte dell'imbocco medesimo, la galleria di sfollamento con imbocco alla Gallizza ed il cunicolo di drenaggio, cosiddetto "rio Pisciotto", con imbocco a monte del lungomare Giardina, in corrispondenza del Maljk.

Sono tutte opere sine quibus Cefalù non potrà avere quella fermata urbana sotterranea, che, negli ultimi anni novanta, il Comitato "Cefalù quale ferrovia" chiese, con insistenza, a RFI.

Tranne una, il rio Pisciotto, sono opere da realizzare con metodi tradizionali, che avranno un grosso impatto ambientale sul centro urbano e logistico sulla sua rete viaria.

Tra le predette cinque opere, che saranno "il bello" tutto da venire, nel senso che saranno le più difficili e delicate dell'intero raddoppio, la galleria di accesso, nell'assoluta indispensabilità delle altre, è la più indispensabile.
Non per niente è stata la prima ad essere iniziata.
Ciò, perché, com'è sin troppo ovvio, senza la certezza della sua realizzabilità, iniziare le altre non avrebbe senso e la fermata sotterranea sarebbe destinata a restare nei disegni dei "progetti definitivi" elaborati da RFI, che la ToTo, dopo avere assunto l'appalto, ha tradotto nel cosiddetto "progetto esecutivo".

Ebbene, i lavori propedeutici alla realizzazione dell'imbocco della galleria di accesso, iniziati a maggio del 2024, sono fermi dal successivo mese di ottobre.
Da allora, come raccontano le erbacce che frattanto vi sono attecchite, nessuno ha messo più piede nel cantiere.
    
    
Eppure nessuno ne parla.
La questione pare non interessi ad alcuno e nessuno sente il dovere di spiegare la ragione, per la quale quei lavori sono fermi.

Intanto, mentre il tempo, col suo scorrere inesorabile, aggiunge mesi e anni al ritardo già accumulato rispetto a quello, che, nel cronoprogramma dei lavori del 2012, ne prevedeva la durata in 2050 giorni,  
                                                 
                                                 

il cartello del cantiere, irriguardoso nei confronti della Collettività, non solo cefaludese, e offensivo per l'intelligenza di tutti
                                                  
                                        

continua a indicare la data presunta di fine lavori nel 23 aprile 2027, col tempo contrattuale di 4.517 giorni.
                                                  

Eppure, tutti sanno che nei 608 giorni che mancano a quella data, la talpa Margherita, dopo avere ultimato la prima canna della galleria “Cefalù” ed essere ripartita da Ogliastrillo, potrà aver realizzato, dovesse andare bene, neanche la metà della seconda canna della stessa galleria.

Eppure, se a Pietragrossa il fermo del cantiere dovesse protrarsi ulteriormente, il "bello" dei lavori del raddoppio, a quella data, potrebbe non essere, ancora, iniziato.

Saro Di Paola, 25 agosto 2025