Cos’è un ambone? (terza parte)

Ritratto di Saro Di Paola

2 Gennaio 2026, 10:39 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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Il 26 febbraio 2011, Mons. Crispino Valenziano, dopo aver trattato degli amboni in generale e prima di entrare nel merito e nella vicenda dell’ambone della Basilica Cattedrale di Cefalù, si è soffermato sui candelabri.

Ha detto:
I candelabri, sono di due tipi:
ad albero” come quello della Cappella Palatina di Palermo
                                                                      

o “a colonna” come questo nostro e come quello di S. Paolo fuori le Mura,

                                                                     
        
e sono soltanto nelle chiese di Occidente.
Perché solo noi, in Occidente, nella notte di Pasqua cantiamo 
l’Exsultet, di cui il candelabro è una traduzione figurativa.

Nella nostra Cattedrale ci sono diverse cose per le quali possiamo e dobbiamo dire: la prima volta
È la prima volta che il Cristo Pantocràtore dalla cupola viene spostato alla conca absidale.
È la prima volta della volta costolonata con i serafini e i cherubini, intorno al 1140 prima del gotico.
È la prima volta che le lastre delle logge dell’ambone sono tipologiche, a “quincus”, a cinque ruote, legate da nastri molto adornati. Dopo Cefalù il tipo mosaicato a quincus venne ripreso a Salerno.

                                                  
Sono le prime volte che, da sole, basterebbero per fare di questo Monumento un’attrazione europea e più ancora! 
Perché questo Monumento nella storia, nella storia dell’arte, facendo le debite proporzioni a favore di questo, sta come stanno gli amboni dei Pisano alla storia degli amboni nel mondo.

L’ambone di re Ruggero non è un ambone qualsiasi.
Il nostro ambone è, per due cose, prototipo di una tipologia di amboni.

La nostra ricerca su di esso è iniziata nel 1971.
Abbiamo trovato, e non è cosa da poco, intorno al 95% dei suoi pezzi.
Abbiamo intensificato gli studi a partire dal 1981 in occasione dell’850º anniversario della Cattedrale.
Nel 1986, finalmente, siamo arrivati ad un progetto, elaborato dall’architetto Culotta, d’accordo con la Sovrintendenza.
                                 

Su quel progetto abbiamo continuato a lavorare, limandolo per diverse cose e, sempre d’accordo con la Sovrintendenza, a partire dal 1996, i circa duecento pezzi sono stati tutti restaurati.
E, santo cielo, quanto dobbiamo aspettare ancora ... 
               

Per capire qual è il senso teologico, biblico e liturgico di questo Ambone, bisogna leggere e studiare a fondo “il Padre Ambrogio” come lo chiamava Sant’Agostino, che lo aveva avuto Maestro, e Ugo di San Vittore, uno dei canonici della Regola di Sant’Agostino, contemporaneo di Re Ruggero, che fece da guida nell’impostazione dei nostri mosaici oltre che in quella del nostro ambone.

Gli amboni normanni di Sicilia e gli amboni normanni di Provenza  sono gli unici Amboni al mondo che hanno il Battistero nel piano terreno, sotto la loggia.
                                                    
   

A questo punto dobbiamo tornare indietro sino ad arrivare alla famiglia dei leoni.
Il leone padre, la leonessa madre e i quattro leoncini figli della tribù dei Giuda da cui è nato Cristo e di cui noi siamo gli eredi nel Nuovo Testamento.
Nell’apocalisse si dice “Ha vinto il Leone della tribù di Giuda”.

Nel nostro ambone, il leone padre ascolta il Vangelo dall’aquila-leggio, la leonessa madre guarda l’assemblea,
                                                       
 
                                                 
                                                 

i due leoncini figli, che hanno ricevuto il battesimo, sono fermi e guardano l’assemblea,
                                                                  

i due leoncini figli che non hanno ricevuto il battesimo vanno verso la sua luce.
                                                       
 
Vi ho dato elementi di curiosità per destare il vostro entusiasmo sul nostro Duomo, un monumento col quale Ruggero ci ha lasciato un segno di fede e di speranza, e di arte, enorme, regale!

Il nostro ambone si regge su sette colonne 3+3, ed una in mezzo.
                                                  

Sta scritto nel libro ”Proverbia”, capitolo IX°, che la Sapienza si è edificata una Casa, ha scavato sette colonne, l’ha impiantata su esse e da lì dà il suo insegnamento.

Sette colonne più un candelabro, sette lastre, intorno, più una che sta nelle scale.
A significare la Casa della Sapienza, su sette colonne, che si unisce, a quella del candelabro per formare la Pasqua!
Questo “gioco” è di estremo interesse.
Ogni elemento della scala è di estremo interesse simbolico, con le tre logge:
quella di passaggio per il Salmo interlezionale dell’Antico Testamento e del Nuovo Testamento, poi la terza, quadrata per il Vangelo.
(fine terza parte,continua)

Saro Di Paola, 2 gennaio 2026