Lettera aperta all'Architetto Simona Vicari

Ritratto di Saro Di Paola

13 Aprile 2026, 16:06 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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Gentile Architetto, 
                                                     
    

inoltro questa lettera aperta a Lei, che, oltre ad essere stata Sindaco per due mandati ed essere Consigliere in carica del Comune di Cefalù, ha il ruolo, assai rilevante, di Consulente esperta di infrastrutture e trasporti nel gabinetto del Governatore della Regione Sicilia, On. Renato Schifani.

Tra un paio di settimane, saranno passati sette mesi dall’1 ottobre 2025, quando a Palazzo d’Orléans, Lei ha coordinato “due tavoli tecnici incentrati sul futuro delle stazioni di Taormina e di Cefalù”.
                                                    
   

Nel comunicato ufficiale pubblicato dalla Presidenza della Regione Sicilia a conclusione dei due tavoli, relativamente alla fermata di Cefalù, abbiamo letto che “è stata avviata la linea di indirizzo per la nuova progettazione della stazione di Cefalù tenendo conto delle legittime richieste del territorio e dell’impatto socio-economico che la nuova infrastruttura potrà generare”.

Relativamente alla stazione di Cefalù, converrà con me, che non sono necessarie particolari competenze tecniche per rendersi conto che nella "nuova progettazione” della stessa, l'unica certezza di cui i progettisti dispongono è l'ubicazione del suo accesso o, più precisamente, dell'imbocco della sua galleria d'accesso, attraverso la quale, è previsto, si possano raggiungere le scale mobili e, quindi, le banchine della nuova stazione o fermata che la si voglia chiamare.  
 
                                                    
                                                                          

Ciò perché, la morfologia naturale ed il tessuto urbano dei luoghi sotto i quali è previsto sorga la nuova stazione raggiungibile dalla banchina principale di quella attuale, come chiesto ed ottenuto dal comitato civico all'uopo costituitosi negli anni novanta del secolo scorso, non offrono alternativa alcuna, dal punto di vista logistico e da quello plano-altimetrico.

La certezza ubicazionale dell’imbocco, non si risolve, però, in quelle certezze progettuale, prima, e realizzativa, dopo, che sono indispensabili per far sì che da quell’imbocco si possano raggiungere le banchine della fermata sotterranea.

Ne è riprova il fatto che i lavori per realizzare quell'imbocco, iniziati nel maggio del 2024, sono stati sospesi nell'ottobre successivo e da allora non sono stati più ripresi. 
                                                                                                            

Quella sospensione e quel fermo dei lavori, un anno dopo, sarebbero dovuti essere al centro del tavolo tecnico, che Lei ha coordinato a Palazzo d'Orléans. 
Già nel corso di quel tavolo, si sarebbero dovute chiedere le ragioni di quel fermo, contestualizzato com'è nel ritardo già registrato nella conduzione dell'appalto nel suo complesso.

Ed invece, al riguardo, non solo nessuna domanda è stara fatta ma, dopo quel tavolo, sulla nuova progettazione e sull'intero raddoppio, nulla è stato più dato a sapere.

A quel tavolo è seguito un silenzio che si sta protraendo per sette mesi.

Ebbene, Gentile Architetto,
per quanto quei sette mesi sono un lasso temporale assai breve rispetto ai quasi cinquanta anni trascorsi dal 1978, quando le FFSS programmarono il raddoppio della tratta ferroviaria Palermo-Messina e rispetto ai quasi trenta anni trascorsi dagli ultimi del secolo scorso, durante i quali ebbe inizio quel processo progettuale della fermata sotterranea di Cefalù, sul quale, alla luce del predetto comunicato, paradossalmente, ancora nell’ottobre del 2025, “è stata avviata la linea di indirizzo per la nuova progettazione della stazione di Cefalù”

alla luce del fatto che il tempo per il completamento dell’opera, appaltata l’11/06/2012 e consegnata il 10/12/2014, fissato contrattualmente in 2050 giorni, è abbondantemente scaduto, 
solo ad avere contezza del fatto che la sorte della fermata sotterranea è, ineluttabilmente ed ovviamente, nella sorte della sua galleria di accesso, prima che in quella, anch’essa assai incerta, della galleria di sfollamento, delle scale di emergenza e delle altre opere indispensabili alla sua esistenza ed al suo esercizio in sicurezza;

mi chiedo e Le chiedo, se quegli stessi 7 mesi non siano un lasso di tempo abnorme per "una nuova progettazione della stazione di Cefalù", che, solo per inciso, trattandosi di un appalto integrato, l’impresa aggiudicataria avrebbe dovuto rendere esecutiva entro sei mesi dal verbale di consegna dei lavori.

Mi chiedo e Le chiedo, se non ritiene che sia maturo il tempo per la convocazione di un secondo tavolo tecnico, col quale si renda edotta la collettività cefaludese, quella isolana e quella della nazione tutta, della nuova progettazione e, comunque, dei passi di avvio nel processo della nuova progettazione che porterà a quella che sarebbe la quinta variante sostanziale a quel progetto della stazione, che, nel 2002, con Lei Sindaco di Cefalù, venne approvato come definitivo.

Mi chiedo e Le chiedo, se non ritiene che, per i ruoli istituzionali che Lei ha ricoperto e ricopre, nessuno più e meglio di Lei potrebbe, e forse dovrebbe, chiedere al Presidente Schifani la convocazione di tale tavolo.

A meno che il silenzio, a mio giudizio dovuto alle difficoltà di una nuova progettazione che renda realizzabile, addirittura, la galleria di accesso, 
   
    
non sia la strategia adottata dalle Istituzioni e dalle parti interessate per rinviare sine die, magari al verificarsi di un fatto eclatante da attribuire al classico imprevisto idrogeologico, che imprevisto non potrà mai essere, l’ammissione dell'errore di fondo, che venne commesso allorquando le stesse parti fecero propria l'idea di quel comitato di cittadini che, negli anni novanta del secolo scorso, si adoperò affinché il progetto di raddoppio prevedesse, per Cefalù, una stazione sotterranea con accesso nelle prossimità della stazione esistente.

Se così dovesse essere, gentile Architetto, mi chiedo e Le chiedo, se, nella prospettiva del completamento del raddoppio, stazione di Cefalù compresa, non ritiene che il silenzio istituzionale degli ultimi sette mesi, possa risultare infausto almeno quanto la scelta di quella stazione sotterranea, per la quale, dopo quasi un trentennio e dopo 4 progetti definitivi, ancora nell’ottobre del 2025, mi ripeto, si rendeva necessaria l’elaborazione di quella "nuova progettazione -la quinta- che tenga conto delle legittime richieste del territorio quali?- e dell’impatto socio-economico che la nuova infrastruttura potrà generare”, di cui si legge nel comunicato dello scorso ottobre.

Gentile Architetto, se Lei avrà l'interesse di leggere questa mia, non posso che esprimerLe i sensi della mia gratitudine.
Con ogni ossequio.

Saro Di Paola, 15 aprile  2026



 

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