A proposito di terminal per bus turistici e di parcheggi

Ritratto di Saro Di Paola

4 Maggio 2026, 09:55 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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I cefaludesi delle ultime generazioni difficilmente conoscono vicende e fatti della politica cittadina, che quelli della mia ricordiamo per averli vissuti. 
Mi riferisco, in particolare, alle vicende ed ai fatti che hanno riguardato l'urbanistica della Città e che hanno visto Cefalù tra i primissimi Comuni siciliani, che, pur non essendone obbligati dalla legge urbanistica fondamentale, la 1150 del 1942, si dotarono del Piano Regolatore Generale, già alla fine degli anni sessanta del secolo scorso.

Dopo che, nel 1974, tale strumento venne definitivamente approvato da quello che, allora, si chiamava Assessorato Regionale allo sviluppo economico, il Comune affidò gli incarichi per la redazione di quelli che la stessa Legge urbanistica definisce i suoi Piani Particolareggiati di attuazione. 
Il primo incarico, quello per il PP del Centro Storico, venne affidato agli Architetti Pasquale Culotta e Bibi Leone.

Nel 1981, allora giovane assessore all'urbanistica, fui io ad illustrare quel piano al Consiglio e, dopo, fu grazie al mio impegno presso l’Assessorato, lo dico con la fierezza che mi deriva dalla certezza del risultato conseguito, che, nel 1982, a pochi mesi dall'adozione da parte del Consiglio, quel piano ottenne la definitiva approvazione da parte dello stesso Assessorato.

A livello nazionale, quello di Culotta e Leone, con la collaborazione dell'Architetto Giuseppe Mangano, fu il primo piano attuativo dello strumento urbanistico generale di un centro storico con le caratteristiche del nostro, assolutamente diverse da quelle delle grandi Città d'arte. 
Quel piano fece scuola e, a livello accademico, fu oggetto di studio e di approfondimenti.

Culotta e Leone non si erano limitati a disciplinare l'attività e gli interventi edilizi nel centro storico, a dettare le regole per conservare e valorizzare le peculiarità e i caratteri morfologici del costruito e del suo patrimonio storico-monumentale e ambientale, a delimitarne gli isolati, i sub isolati con le tipologie degli interventi di recupero edilizio e delle opere pubbliche da realizzarvi, con le relative destinazioni d'uso.

Culotta e Leone erano andati oltre i dettami e le regole, che, secondo la Legge urbanistica fondamentale 1150/1942, il loro piano avrebbe dovuto contenere. 
Ciò, in particolare, per l'indicazione, insieme ad altre su cui non mi dilungo, delle aree esterne al perimetro del C.S., ma in punti cerniera, in nodi cruciali del tessuto urbano a corona del C.S. nelle quali avevano previsto di ubicare: 
- ad Occidente del Centro Storico: tre grandi parcheggi multipiano per auto, a Piazza Cristoforo Colombo, nel giardino vescovile di Viale Regina Margherita, oggi via Moro, e a Pietragrossa, nell'intorno dell'odierna via Di Belgioioso, per complessivi 1.100 posti macchina
- ad Oriente del Centro Storico, un parcheggio multipiano lungo le pendici inedificate della Rocca, tra l'ultima casa della Giudecca e la stecca di quelle di fronte alla Chiesa di Sant'Antonio, per 400 posti macchina
- ad Oriente del Centro Storico, un grande terminal per bus turistici nei cosiddetti "mammelloni", cioè nelle grandi ferite, che la cava da cui, negli anni cinquanta, venne estratta la pietra calcarea per la realizzazione della diga foranea del Porto di Presidiana, procurò alle pendici orientali della rupe calcarea di Cefalù a ridosso della via del faro. 
                                                 

Ferite, che, dopo la dismissione e la chiusura della cava, vennero usate, prima, come pubblica discarica dei rifiuti solidi urbani e, poi, colmate con sfabbricidi e con le terre di scavo della prima espansione edilizia di Cefalù.
                                                 

        

L'indicazione del P.P. prevedeva il terminal per 40 bus, proprio in quel luogo, col piano di calpestio alla quota della via del faro, oggi via D. Portera, incassato nel volume che si sarebbe ottenuto svuotando i mammelloni dai rifiuti e dai detriti, con i quali erano stati colmati e coperto da un solettone idoneo a proteggerlo dalla caduta massi.

Della lungimiranza delle indicazioni di Culotta e Leone riguardanti i quattro parcheggi auto, il Consiglio Comunale eletto nel 1978, che discusse ed adottò il loro piano, era assolutamente consapevole. 
Ciò in un periodo storico, si era, ripeto, all'inizio degli anni ottanta, in cui la questione parcheggi auto non si poneva con la drammaticità con la quale si pone nel 2026, addirittura per soddisfare la domanda dei soli residenti.

Nel 2026, alla luce dell'incremento, difficilmente prevedibile alla fine degli anni settanta, che ha registrato il turismo delle escursioni e dei tour organizzati su bus, l'indicazione dell'ubicazione "ai mammelloni" di quel terminal appare più lungimirante di quanto, nel 1981, non si era immaginato.

Una indicazione, che, assolutamente disattesa insieme alle altre, è, però, rimasta disegnata sulle tavole del PP del Centro Storico. 
Alla politica cefaludese, quasi mezzo secolo non è stato sufficiente per tradurre in opera una sola delle indicazioni di Culotta e Leone. 
E Cefalù ne piange le conseguenze.
Oggi più di ieri. 

Purtroppo!

Saro Di Paola, 4 maggio 2026