Per l’Amministrazione la salvaguardia del Centro storico non è una priorità

Ritratto di Pasqualino Turdo

12 Maggio 2026, 10:34 - Pasqualino Turdo   [suoi interventi e commenti]

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Nella seduta consiliare di ieri 11-05-2025, è stata discussa la modifica al Regolamento Edilizio Comunale chiesta dal Sindaco e riguardante la deroga per l’installazione di canne fumarie a servizio di attività di ristorazione anche sugli edifici di proprietà del Comune per i quali la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali consente, esclusivamente, interventi di restauro conservativo e di cui ho scritto dopo la riunione congiunta della I e della III commissione consiliare www.qualecefalu.it/node/25300.

Com’era assolutamente prevedibile la maggioranza ha votato favorevolmente alla modifica e, ancora una volta, la forza dei numeri ha prevalso sull’interesse generale della Città, che nel caso specifico sarebbe stato quello di tutelare le peculiarità ambientali e formali del Centro Storico.

Alla seduta, il Sindaco che aveva proposto la deroga con l'obiettivo dichiarato di "valorizzare il Centro Storico e gli immobili ivi presenti" era assente, io sono intervenuto 
                                                    

dicendo:

Signor Presidente, Signor Sindaco, colleghi Consiglieri,

il Centro Storico di Cefalù non è soltanto un insieme di edifici: è un patrimonio culturale, urbanistico e identitario costruito nei secoli e tutelato da norme precise.

Per questo esiste o esisteva il Piano Particolareggiato del Centro Storico, approvato nel 1982 e redatto dagli architetti Pasquale Culotta e Giuseppe Leone, ma ne voglio parlare al presente, come se esistesse ancora oggi, in quanto tutt’oggi studiato e tenuto come punto di riferimento da studiosi e urbanisti.

Un piano che non nacque per bloccare la città, ma per custodirne l’equilibrio e l’identità.

Quel piano tutela in modo rigoroso i caratteri tipologici degli edifici storici, le coperture, i prospetti, i materiali tradizionali, la sagoma dei tetti e l’armonia complessiva del costruito.

Non a caso vieta alterazioni incoerenti con il contesto storico e impone che ogni intervento rispetti materiali e tecniche tradizionali, proprio per evitare che venga progressivamente snaturato.

Per questo considero molto grave la proposta di consentire l’installazione di canne fumarie anche sugli edifici sottoposti a tutela architettonica.

Perché il rischio è evidente: introdurre elementi invasivi e permanenti in un contesto che il Piano aveva invece scelto di preservare e proteggere con attenzione e scrupolo culturale.

E allora la domanda che pongo è: 
stiamo “valorizzando il centro storico e gli immobili ivi presenti” come ha scritto il Sindaco nella nota indirizzata agli uffici comunali per dare questa disposizione, oppure stiamo rinunciando ai principi che, fino ad oggi, hanno difeso e preservato il centro storico?

Ho l’impressione che, al riguardo, qualcuno se ne è dimenticato. 
Ed è per questo che oggi, simbolicamente, ne consegno una copia al Sindaco. 
                                    

Non come gesto polemico, ma come invito a ricordare che Cefalù ha già scritto, molti anni fa, le regole per tutelare la propria bellezza.

   Pasqualino Turdo, Consigliere comunale