A Salaverde “il parcheggio del raddoppio 2”

Ritratto di Saro Di Paola

23 Maggio 2026, 09:21 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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L’area nella foto che segue fiancheggia, lato mare, la statale 113 in località Salaverde, un paio di centinaia di metri, in direzione Cefalù, oltre lo svincolo autostradale di Settefrati.  
                                               

Torno a scrivere di tale area, oggi, che, dopo che, per essere stata “disboscata”, almeno nella sua parte pianeggiante, dalla macchia e dalle canne che la infestavano, è tornata sotto gli occhi di tutti e si presenta come si presentava nell’agosto del 2021, quando giorno 24, ho pubblicato su questo blog lo scritto www.qualecefalu.it/node/24239.

Ne riscrivo senza nulla aggiungere al testo dello scritto ed alle foto che ho pubblicato allora.

Ripropongo quello scritto senza modificarne, neanche, il titolo ed il sottotitolo.
Non servirebbe.

Alla riproposizione di quello scritto, premetto, soltanto, una riflessione molto amara:
dal 2021 ad oggi sono passati cinque anni senza che quell’area sia stata degnata di una attenzione, neanche minima.

L'amarezza della mia riflessione di oggi è accentuata dalla consapevolezza dei tempi, lunghissimi, delle procedure e degli atti amministrativi prodromici al progetto del “parcheggio del raddoppio 2”, prima, ed alla sua realizzazione, dopo.

Tempi che le norme di attuazione del nuovo PRG hanno, paradossalmente, rimandato sine die, per averli subordinati a quelli del progetto "riguardante l'intero ATI 1, costituito dalle aree in atto occupate per la quasi totalità dagli impianti ferroviari dei quali è prevista o programmata la dismissione".

Ho scritto paradossalmente perché il brocardo latino “Tempus regit actum”, il tempo regola l’atto, non vale, soltanto, nel campo giuridico.
Vale per tutti gli atti amministrativi compresi quelli urbanistici.

E, nel caso specifico, se la linea ferroviaria da Cocuzzola a Salaverde è dismessa già da circa tre lustri, la restante linea in territorio di Cefalù, da Ogliastrillo alla fiumara di Castelbuono, non si sa tra quanti lustri sarà dismessa.
Ma non solo!
Nessun progetto riguardante le aree in atto occupate per la quasi totalità dagli impianti ferroviari  potrà relazionare urbanisticamente e logisticamente, solo per fare un esempio, la predetta area di Salaverde, compreso il tratto di linea ferroviaria già dismessa, ed il tratto di linea ferroviaria che corre a ridosso della spiaggia di Sant’Ambrogio, dalla foce del Carbone all’imbocco della galleria sotto il Borgo.

Saro Di Paola, 23 maggio 2026

Il mio scritto del 24 agosto 2021

L’area nelle foto che seguono
                                                           
  
    
   
       
è ubicata a Salaverde, tra la sede della statale e il Resort Hapimag ed ha una superficie, che, ad occhio, stimo non inferiore a 7.000 mq.
Per anni è stata occupata, in parte, da "Cefalù 20" come area di cantiere per la realizzazione del tratto finale del raddoppio  Buonfornello-Ogliastrillo.
              
                 
Presumo che l'area, per la parte non occupata dalla strada ferrata della vecchia linea andata in disuso,
                                                          

sia stata espropriata da RFI, che, pertanto, dovrebbe detenerne la proprietà e che il Comune potrebbe chiedere come “opera”, non opera, di compensazione.

Finiti, come sono stati finiti, i lavori del primo lotto del raddoppio, l'area è rimasta abbandonata a sé stessa.
Le sterpi e la vegetazione spontanea l’hanno infestata, trasformandola in un luogo ideale per un potenziale focolaio d’incendio.

La pulizia eseguita nei giorni scorsi nella parte contigua alla statale, fa ritenere che la stessa potrebbe essere, occupata, parzialmente, dalla ToTo per esigenze legate al cantiere di Ogliastrillo.

A raddoppio ultimato, in tale area potrebbe essere allocato un parcheggio.
Sarebbe il "parcheggio del raddoppio 2".
Un parcheggio con, almeno, un livello interrato che, ubicato com'è a 200 metri dallo svincolo autostradale, sarebbe in posizione ideale per fungere da area di scambio intermodale esterna al centro abitato.
Come l’altra di cui ho scritto ieri l’altro (www.qualecefalu.it/node/24237)
Affinché avvenga, ad andar bene tra un decennio, la Politica cittadina dovrebbe occuparsene sin da subito.
Infatti, se la variante al PRG per tale area non dovesse prevedere la destinazione d'uso a parcheggio pubblico, il Consiglio, che la sta studiando per adottarla, dovrebbe assumersi l'onere di cambiarla in tal senso.
Successivamente, l' Amministrazione dovrebbe far redigere il progetto.

Sarebbe il progetto di un parcheggio per il futuro di Cefalù.
Quel futuro che inizierà a raddoppio ultimato.
Un futuro che è iniziato il 15 luglio 2003, quando il Consiglio ebbe ad approvare l'ultimo progetto definitivo del raddoppio ferroviario.
Ma un futuro, che, senza progetti, per Cefalù non inizierà.

Nessuno, ed in particolare la Politica, dovrebbe dimenticare che
UNA CITTÀ SENZA PROGETTI È UNA CITTÀ SENZA FUTURO!

Saro Di Paola, 24 agosto 2021

 

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