Sulla pericolosità del tratto di SS113 da Salaverde al Palasport

Ritratto di Saro Di Paola

27 Maggio 2026, 17:23 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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Della pericolosità del tratto rettilineo della SS113 tra il curvone di Figurella e quello di Salaverde ho scritto più volte.
   
     
Per tutte le volte, ricordo:

il 5 dicembre 2015, sotto il titolo “Ogliastrillo: il Sindaco, l’ANAS e le imprese hanno il dovere di intervenire”, www.qualecefalù.it/node/18422;

il 15 marzo 2016, sotto il titolo “OGLIASTRILLO: è mancato poco che ci scappasse il morto”, www.qualecefalù.it/node/18945;

il 24 gennaio 2023, sotto il titolo “Ad Ogliastrillo, ci siamo quasi”, www.qualecefalù.it/node/24584, quando, l’imminente  ripristino della larghezza della carreggiata della SS 113 nel tratto lungo il quale era stata ristretta a seguito del cedimento della paratia verificatosi il 7 marzo 2021 mi fece concludere lo scritto con l’augurio che la ritrovata larghezza della carreggiata non facesse venir meno quel minimo di prudenza che il restringimento suggeriva e non fosse da stimolo a spingere sull’acceleratore.

Il tragico incidente di oggi, 27 maggio 2026, che ha mietuto, a mia memoria, la quinta vittima della velocità in un tratto stradale di poche centinaia di metri, ripropone, con drammaticità, la necessità di adottare misure più stringenti rispetto a quelle, in vero non poche, che, sinora, sono state adottate.

In quel tratto di strada, come ho già scritto, “sono presenti tanti innesti per accedere ad abitazioni private, al Palasport, alla piazzuola in cui fa capolinea il bus urbano, alla strada comunale Roccazzo e a due strade vicinali.
            
     
Innesti, tutti, pressoché ciechi, per chi, da essi, si immette sulla statale.
Con una visibilità assai scarsa, che insieme all’elevata velocità di chi percorre quel tratto di statale è stata concausa determinante di numerosi incidenti, due dei quali, nel recente passato, hanno fatto registrare due vittime”.


L’unica misura ancora adottabile, a mio giudizio, è l’installazione, lungo tutto il tratto e in entrambe le direzioni di marcia, di autovelox, alla distanza l’uno dall’altro di non più di 50 metri, per rilevare la velocità e sanzionare automaticamente chi supera il limite di velocità che non dovrebbe superare i 30 Km orari già segnato, soltanto, in corrispondenza dell’imbocco principale del cantiere per il raddoppio.  
Ciò, ovviamente, insieme alla segnaletica di rallentamento e di segnalazione degli autovelox che, nelle due direzioni, dovrebbe precedere l'installazione.

Saro Di Paola, 27 maggio 2026


 

Commenti

Con opportune deviazioni ed espropri per pubblica utilità, per me l'unica soluzione (l'autovelox è una toppa, non una soluzione) è la realizzazione di una complanare lato monte. Tale complanare potrebbe essere a ssnso unico in direzione Palermo verso Cefalù. Agli estremi, allo svincolo di mazzaforno e davanti al palazzetto due grandi rotonde. Tutta la viabilità locale sarebbe quindi deviata in unico senso sulla complanare, mentre la carreggiata principale viene isolata da tutte le intersezioni a raso cieche e pericolose. L'unica intersezione lato mare sarebbe la via Zante, per la quale si può prevedere una corsia di accelerazione unicamente direzione Palermo. Questa descritta sarebbe però solo una soluzione topica, che non risolve altri due problemi. Quella delle curve di figurella e quella della fragilità viaria, che è affidata solo alla 113 per tutti gli spostamenti. Il progetto per fare la variante della statale dal palazzetto fino al bivio di Campella. Non solo non fu mai realizzato, ma nei decenni hanno permesso di costruire moltissime case in mezzo. E poi anche la strada di roccazzo potrebbe essere allargata e resa sicura, visto che è l'unica alternativa, anche in caso di emergenza. Così come dovrebbero allargare la strada ferla e farla sbucare in zona bivio di Pollina visto che è l'unica alternativa alla statale lato Messina che sotto Sant'Ambrogio ha spesso mostrato criticità. Non ci sono fondi di protezione civile per rendere la viabilità più resiliente alle emergenze?

Gli autovelox sono, ovviamente, un DETERRENTE DI IMMEDIATA ATTUAZIONE, anche se, la loro installazione e le multe che potrebbero essere comminate, non escluderebbero gli eccessi di velocità.
Quanto alla realizzazione della "complanare lato monte", non è solo  questione di "espropri per pubblica utilità".
Basta osservare le pendenze che hanno "le intersezioni a raso"  lato monte, per rendersi conto delle difficoltà che si avrebbero a realizzarla.
Sulle rotatorie, delle quali ho pure scritto, 19 agosto 2021 www.qualecefalu.it/node/24235, una in corrispondenza dell'accesso al Palasport, una in corrispondenza del bivio per Roccazzo e l'altra in corrispondenza dell'imbocco della strada vicinale Oglistrillo che in questo periodo funga da accesso "secondario" al cantiere del raddoppio sono d'accordo.
Della strada "dal Palazzetto al bivio di Campella" che avrebbe evitato le curve di Figurella, nel 2026, è inutile parlarme, per quanto tu hai evidenziato.
Grazie, per il commento.

Nella mia idea, la statale va almeno un po' spostata a valle, ampliando lo scatolare che sovrasta la trincea ferroviaria. Quando parlo di opportune deviazioni ed espropri mi riferisco anche a questo. Libro dei sogni. Grazie a te per offrire spazi di riflessione e condivisione di idee.