La CARTA DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO e la fermata sotterranea.

Ritratto di Saro Di Paola

15 Luglio 2026, 08:38 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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La Regione Siciliana, il 24 giugno 2026, ha "adottato il progetto di aggiornamento del Piano Stralcio di Bacino per l'assetto idrogeologico (PAI) per gli aspetti geomorfologici del Comune di Cefalù".

Per quanto l’aggiornamento consista nelle modifiche a tre dissesti puntuali in terreni privati nella fascia collinare a monte di Santa Lucia, ho voluto saperne di più: ho letto la relazione e studiato gli allegati e le carte.

In particolare, la CARTA DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO del territorio comunale, nella quale sono campite in rosso le aree a più alto rischio distinte con la sigla "R4".

La mia attenzione è stata attratta dall'area rossa dello stralcio planimetrico che segue, 
                                            
tra tutte la più vasta.

È l'area denominata "CONTRADA PACENZIA", tra le pendici più basse del Cozzo Sant'Elia e l'attuale stazione ferroviaria.
L'area sotto la quale, giusto giusto, il "progetto esecutivo" del raddoppio ferroviario e della fermata sotterranea prevede la realizzazione, con metodi tradizionali, della gruviera di gallerie e di pozzi, indispensabili per l'esistenza e per l'esercizio in sicurezza della fermata medesima. 
                                            
                                          
Pur essendo il cefaludese, che, negli ultimi 25 anni, più di ogni altro, prima da Consigliere comunale e dopo da semplice cittadino, si è occupato di quel progetto, devo ammettere che, prima di ieri, non avevo visto la predetta carta del rischio idrogeologico, che non è stata oggetto di aggiornamento nel predetto Decreto del 24 giugno scorso e che è rimasta la stessa da quando è stato istituito il PAI.

Del rischio idrogeologico per la stabilità della fascia collinare da Pietragrossa a Spinito, connesso alla realizzazione della prevista fermata sotterranea, ho scritto senza sapere dei contenuti di quella carta. 
Sempre.

Ne ho scritto per avere visto, sin da bambino, l'acqua di Pietragrossa e Pacenzia 
        
sgorgare nella fontana sotto il piazzale della stazione 
                                                            
 
per essere raccolta nella gebbia ad essa attaccata ed irrigare gli orti e gli agrumeti del "Giardino Belvedere". 
                                                            

Ne ho scritto per avere visto, da giovane ingegnere, asciugare l'acqua di quella fontana nel corso della realizzazione dello scavo per l'impianto delle fondazioni dell'EGV CENTER, che soppiantò gli orti e gli agrumeti del Giardino Belvedere. 
                                                  

Ne ho scritto per avere visto, nel 2024, riaffiorare e scomparire quell'acqua nella scala per la stazione e nella sottostante piazza dell'EGV CENTER, nel corso della realizzazione dei micropali dell'imbocco della galleria di accesso alla fermata. 

                                                            
Ne ho scritto con quel minimo di esperienza che ho maturato negli oltre cinquant'anni di esercizio della mia professione di ingegnere, durante i quali ho, pure, progettato e seguito la realizzazione delle strutture di alcuni edifici in quella stessa fascia.

In tutta sincerità, però, non so se fare ammenda della mia ignoranza di quella carta o se compiacermi di quanto ho scritto senza averla mai vista.

Saro Di Paola, 15 luglio 2026
 

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