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17 Luglio 2026, 10:10 - Saro Di Paola [suoi interventi e commenti] |
Dopo avere "scoperto" la CARTA DEL RISCHIO idrogeologico del territorio di Cefalù
nella quale salta agli occhi la vasta area R4 a rischio molto elevato di CONTRADA PACENZIA,
mi sono chiesto se la LEGGE consente la realizzazione di una importante infrastruttura pubblica, come la fermata ferroviaria di Cefalù, non in un'area R4 ma nel suo sottosuolo.
Mi sono imbattuto, per prima, nell’articolo 16 Interventi consentiti nelle aree R4 del D.P.R. 15/02/2006,
che al comma 2

detta le condizioni nelle quali nelle aree a rischio molto elevato è consentita la realizzazione di nuove infrastrutture pubbliche.
Ebbene diamo per scontato il rispetto delle quattro condizioni elencate nel predetto comma, che, però, scontato non è affatto.
Infatti:
- quanto alla condizione di cui alla lettera a) basta ricordare che l'attuale ubicazione della fermata altro non è se non la delocalizzazione di quella che prima degli anni novanta le FF.SS. avevano previsto ad Ogliastrillo;
- quanto alle condizioni di cui alle lettere c) e d) il cosiddetto "progetto esecutivo" della fermata non "include opere di messa in sicurezza per la riduzione del rischio" nell'area ed allorquando, nel 2015, venne illustrato nessun cenno venne fatto ad opere di questo genere.
Nessun cenno allora venne fatto, neanche, sul "pregiudizio" che l'opera potrebbe costituire "per gli interventi di riduzione o l'eliminazione del rischio" per l'intera area R4.
È da aggiungere che il rispetto delle condizioni elencate nel comma riguarda le potenziali infrastrutture pubbliche in superficie e fuori terra nelle aree R4 e non quelle nel loro sottosuolo.
Al riguardo, se la condizione di cui alla lettera b) per la quale l'infrastruttura consentita non deve "concorrere ad incrementare il carico insediativo esposto a rischio" lo lascia intuire, ad essere assolutamente esplicito è il comma 1 dello stesso articolo 16
nel quale è precisato che gli "interventi esclusivamente consentiti" non devono "aggravare la vulnerabilità dei luoghi rispetto al rischio esistente".
A dare senso e forza a quanto ho sin qui esposto è l'articolo 9 della circolare 28/09/2007 dell'Assessorato del Territorio e dell'Ambiente della Regione Siciliana, successiva al D.P.R. 15/02/2006.

Tale articolo non avrebbe potuto disciplinare diversamente dal D.P.R. le aree R4 e ne ha ribadito i limiti degli interventi consentiti.
Nelle aree "R4" soltanto: demolizioni senza ricostruzioni, manutenzioni ordinarie e straordinarie, restauro e risanamento conservativo degli edifici esistenti ..etc.
Alla luce del combinato disposto di Legge e Circolare, se è vero com'è vero che la contrada Pacenzia è area R4 a rischio idrogeologico molto elevato, la fermata sotterranea di Cefalù, di cui si discute da oltre 25 anni e come prevista nel “progetto esecutivo” illustrato nel 2015, è
C O N T R A L E G E M
perché "aggrava la vulnerabilità dei luoghi rispetto al rischio esistente" e con essa "la vulnerabilità degli edifici" e delle infrastrutture di superficie quali strade, servizi a rete e altre opere di urbanizzazione ricadenti in quegli stessi luoghi.
A meno che la fermata medesima, con la sua gruviera di gallerie e buchi, non sia essa stessa, "intervento di riduzione o eliminazione del rischio" nell'area R4 di contrada Pacenzia.
Il che non è.
Ovviamente.
Saro Di Paola, 17 luglio 2026
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