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7 Agosto 2026, 10:16 - Saro Di Paola [suoi interventi e commenti] |
La Valutazione d'Impatto Ambientale, VIA in acronimo, è la procedura tecnico-amministrativa con la quale, nella cogente necessità socio-economica di realizzare un'opera strategica se ne studiano, preventivamente, gli effetti sull'ambiente nella complessità degli aspetti che lo caratterizzano, tra i quali fondamentale è quello idrogeologico.
È una procedura che, generalmente, si articola in due fasi.
La prima fase è quella della scelta del luogo ottimale nel quale realizzare l'opera, la seconda è quella della scelta del suo progetto ottimale nel luogo ottimale individuato nella prima fase.
Ne parlai nell'intervento, che, da Consigliere comunale, svolsi nella Sala delle Capriate il 18/03/1988, www.qualecefalu.it/node/24997, allorquando il Consiglio, su richiesta di 14 Consiglieri, tornò a riesaminare le deliberazioni, con le quali, nel 1985 prima e nel 1987 dopo, quello stesso Consiglio aveva votato favorevolmente alla proposta delle FFSS di localizzare ad Ogliastrillo la nuova stazione di Cefalù nell'ambito del progetto di raddoppio ferroviario della linea ad Alta Velocità Palermo-Messina.
In quella occasione, attraverso la disaminina delle peculiarità del territorio comunale da Malpertugio a Salinelle, spiegai le ragioni per le quali con l'ubicazione ad Ogliastrillo della nuova stazione, la prima fase della VIA era stata, di fatto, esitata.
Ogliastrillo, infatti, era il luogo ottimale per la nuova stazione perché l'unico nel quale la si sarebbe potuta realizzare.
Era sulla seconda fase della VIA che la Politica, dopo, avrebbe dovuto incentrare la sua attenzione:
la scelta del progetto ottimale della stazione e, nel contempo, quello del miglioramento dell'assetto viario ed infrastrutturale, che Cefalù avrebbe potuto conseguire con quella ubicazione, per la quale le FFSS non avrebbero più avuto interesse alcuno a mantenere nella propria disponibilità un solo metro quadrato delle aree e degli immobili dell'attuale stazione oltre che, ovviamente, della linea che sarebbe stata dismessa.
La seconda fase della VIA, però, non venne mai avviata.
Infatti, nei primissimi anni del 2000, RFI, subentrata nel 2001 alle FFSS, rilocalizzò in sotterranea a Pietragrossa la stazione di Cefalù, che, frattanto, era stata declassata a fermata di una linea ad Alta Capacità.
Ciò, non già per una sopravvenuta nuova volontà in tal senso della Politica cittadina e per essa del Consiglio comunale, ma per le reiterate ed insistenti istanze che, negli ultimi anni 90 del secolo scorso, un ristretto comitato di cittadini, costituitosi per salvaguardare le valenze paesistiche di Ogliastrillo, www.qualecefalu.it/node/24997,


inoltrò a RFI corredandole dei grafici che, in quegli anni, venivano elaborati all'Università di Palermo come tesi di laurea, non di allievi ingegneri trasportisti, ma di allievi architetti.
Purtroppo, RFI finì per accettare l'istanza di fondo del comitato e rilocalizzò a Pietragrossa la fermata senza avere, neanche, avviato la prima fase della VIA.
Se quella prima fase fosse stata avviata, nel 2026 dopo quasi un trentennio, RFI non starebbe "eseguendo sondaggi integrativi",
che, a rigore di Logica, sarebbero dovuti essere sondaggi preliminari.
La collettività avrebbe fruito del raddoppio ferroviario della tratta Ogliastrillo-Castelbuono in tempi molto più brevi di quelli che serviranno per il suo completamento ed avrebbe risparmiato ingenti risorse economiche, che si sarebbero potute investire ad Ogliastrillo per realizzarvi una fermata d'oro.
Non solo nella sua Architettura, ma anche per i servizi e le infrastrutture di cui la si sarebbe potuta dotare in un contesto territoriale col baricentro urbano sempre più spostato ad Occidente.
Saro Di Paola, 7 agosto 2026
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