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2 Settembre 2026, 17:27 - Pasqualino Turdo [suoi interventi e commenti] |
Nei giorni scorsi si è sviluppato sui social un animato dibattito sulla permanenza delle luminarie installate in occasione dei festeggiamenti del Santissimo Salvatore, ben oltre i giorni della festa e per gran parte del mese di agosto.
Non intendo entrare nel merito delle diverse valutazioni personali: c’è chi, nel rispetto della tradizione, ritiene che le luminarie debbano accompagnare esclusivamente i giorni della festa e chi, invece, considerandole un’attrazione turistica, ne auspicherebbe la permanenza per un periodo più lungo.
Il punto, però, è un altro: la correttezza degli atti amministrativi nell’utilizzo delle risorse pubbliche, che, nel caso specifico, attengono alla determinazione n. 1176 del 19/06/2026 con oggetto “Impegno di spesa Ditta per progetto di illuminazione artistica SS Salvatore 2026”, per un importo complessivo di 37.820 euro a carico del Comune.
Ed è da tale punto di vista che si deve guardare alla questione.
La dichiarazione del vicesindaco Lapunzina, secondo cui la permanenza delle luminarie oltre i giorni della festa sarebbe conseguita allo “specifico accordo con la ditta incaricata del noleggio senza ulteriori oneri per il Comune”, mi ha indotto ad approfondire gli atti.
Per quanto ho potuto verificare in quelli che mi sono stati forniti dall’ufficio preposto, nessun cenno è fatto alla durata del noleggio e, perciò, si sarebbe trattato, soltanto, di una intesa verbale.
Il che, essendosi trattato di un servizio pagato con risorse pubbliche è un FATTO ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE.
Altrettanto inaccettabile è il passaggio della dichiarazione dello stesso vicesindaco secondo cui il noleggio delle luminarie per i giorni successivi a quelli della festa non avrebbe comportato "costi aggiuntivi" per il Comune.
Per almeno due ragioni:
- La ditta, ben conoscendo la durata che l'amministrazione avrebbe voluto per il suo servizio, potrebbe aver già tenuto conto della stessa nell'importo concordato.
- Il costo dell’energia elettrica che è stata consumata è comunque a carico del Comune.
Non si tratta, dunque, di disquisire sull'importanza e sulla bellezza delle luminarie come ulteriore “attrazione turistica" per Cefalù.
Si tratta di capire sulla base di quale atto, a quali condizioni e con quali costi, anche indiretti, per la comunità, è stata adottata la scelta amministrativa.
Come consigliere comunale di minoranza continuerò a chiedere che su tutte le scelte amministrative gli atti siano chiari e trasparenti.
Chi gestisce la cosa pubblica non può farlo come se fosse cosa privata.
Le risorse pubbliche sono dei cittadini e vanno amministrate con un'attenzione e con una oculatezza maggiori di quelle con le quali si amministrano quelle di casa propria e con un atteggiamento che non sia quello del “padrone del pastificio” o del padre padrone.
Pasqualino Turdo, Consigliere comunale
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