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La novità di ieri sul Sant’Oliva [2]4 Gennaio 2025, 09:32 - Saro Di Paola [1] [suoi interventi [3] e commenti [4]] |
Il 28 novembre 2022, www.qualecefalu.it/node/24537 [5] , ho definito "la mina più pericolosa nel sottosuolo di Cefalù", il tratto di tubo ARMCO nel quale, negli anni novanta del secolo scorso, vennero canalizzate le acque del torrente Sant’Oliva.
La canalizzazione del vallone si rese necessaria nel corso dei lavori di realizzazione di quella che, per motivi di finanziamento, era stata classificata come strada intercomunale Cefalù-Castelbuono e che, nella sostanza, era soltanto un bypasse urbano di Cefalù tra il bivio per lo stadio Santa Barbara ed il bivio Ferla.
La necessità di intubare le acque del Sant’Oliva sopravvenne a lavori appaltati e iniziati.
Per quello che, in corso d’opera, venne spacciato per “imprevisto idrogeologico” e che, invece , come spesso accade, era stato soltanto un errore progettuale.
Infatti, l’attraversamento del Sant’Oliva era previsto con un viadotto a due campate, con due spalle, una lato Ovest ed una lato Est, ed una pila centrale.
Realizzate la spalla lato Ovest, la pila centrale e la prima delle due campate con travi precompresse non fu possibile realizzare la spalla lato Est e la seconda campata del viadotto.
Si “scoprì” che il versante Sud-Est del vallone, nel quale il progetto prevedeva la realizzazione della spalla lato Est era interessato da una frana sotterranea profonda, che sarebbe stata di pregiudizio alla stabilità della spalla.
I lavori rimasero fermi per circa tre anni.
Vennero consultati esperti in geotecnica, che, alla fine, suggerirono di non realizzare la seconda campata del viadotto "adattando" la pila centrale a spalla, mediante gabbioni di pietra disposti ad ELLE

e di intubare le acque del Sant’Oliva in un ARMCO del diametro idraulico di circa 4.00 metri, sul quale sarebbe stato impostato il rilevato in terra di riporto del corpo stradale.
Solo che nella realizzazione del canale vennero impiegate lamiere ondulate di spessore non idoneo a sopportare il peso del rilevato.
Sicché, ultimato il rilevato, il canale cominciò a deformarsi, vistosamente e progressivamente, come avevo modo di accertare e documentare nel corso dei miei ripetuti sopralluoghi.
Nel corso di quello che eseguii nella mattinata dell’8 dicembre del 2002 la deformazione delle lamiere del canale era tale da causare scricchiolii, che si avvertivano dalla strada, come li feci avvertire a Francesco Dolce, allora Presidente del Consiglio, a Giuseppe Guercio e Roberto Corsello, allora Assessori della Sindaca Vicari, che, alla fine della cerimonia dell’elevazione della corona alla statua di Maria in San Pasquale, andai a “prelevare” per un soppralluogo.
Con un intervento di somma urgenza fatto eseguire dalla Sindaca Vicari nei giorni successivi, prima delle festività natalizie, la scarpata lato est del rilevato del corpo stradale, venne alleggerita del peso della terra che sovrastava l’ARMCO di quel tanto, e non fu poco, che fu sufficiente a fermare la deformazione del canale, che, però, restò notevolmente schiacciato.
Successivamente fu con un intervento di somma urgenza del Genio Civile, che, da Consigliere comunale, negli anni dal 2002 al 2007,con grande insistenza, andavo a sollecitare all’Ing. Giuseppe Dragotta, allora responsabile del settore acque, che il canale venne puntellato.
Il 28 novembre 2022, erano passati oltre cinque anni dal 28 ottobre 2017, quando, dopo la pulizia straordinaria dell’alveo fatta eseguire agli operai dell’ESA dall’allora Sindaco Lapunzina, mi era stato possibile reintrodurmi, per l’ultima volta, all’interno del canale.
Allora, pur rischiando di rompermi l’osso del collo, riuscii a percorrerlo per tutta la sua lunghezza, dall’imbocco di monte allo sbocco lato mare, e documentai le condizioni del canale con le foto che seguono.



Successivamente, mi ci sarei voluto introdurre il 29 luglio 2023, per accertare se “il canale fosse stato liberato dagli ingombranti”, come, addirittura il 28 ottobre 2017, l'allora Sindaco Lapunzina, in un commento, (www.qualecefalu.it/comment4393#comment-4393 [6] ), scrisse sarebbe stato fatto, aggiungendo che “le condizioni di stabilità dello stesso canale sarebbero state oggetto di una relazione che sarà inviata agli uffici competenti”.
La fittissima macchia di rovi e di canne che mi sono trovato davanti mi ha reso impossibile introdurmi da monte.
Perciò ho provato ad introdurmi nel canale metallico, dallo sbocco di valle risalendo il vallone a partire dal ponte ad arco della ex SS 113. www.qualecefalu.it/node/24685 [7].

Dopo aver superato asperità di ogni tipo,

a farmi tornare indietro è stato lo sbalanco in pietra, della foto,

era troppo impervio e troppo scivoloso per essere scalato senza l’ausilio di una scala.
I rovi e le canne, che, fittissimi, sono riattecchiti davanti all’imbocco, lato monte, del canale e sulla scarpata del rilevato, sul quale corre il tratto lato mare della strada comunale

mi fanno ritenere che, dopo di me, nessuno si è, più, introdotto nell’ARMCO e che, pertanto, ”la relazione sulle condizioni di stabilità del canale” promessa dall’allora Sindaco Lapunzina non è stata, ancora redatta.
Ricordate le vicissitudini dell’ARCO, in particolare a quanti le sconoscono o le conoscono soltanto parzialmente, e ritenuto quanto sopra, l’unica novità, di cui è dato sapere, intervenuta dal 2017 ad ieri è la segnaletica stradale finalizzata alla riduzione della velocità di percorrenza nel tratto di strada a monte del canale.

Una segnaletica assolutamente necessaria che, peraltro, a mio giudizio, è stata apposta, pure, tardivamente.
Da tempo, infatti il cedimento e le sconnessioni della parte lato mare del corpo stradale si sono progressivamente incrementati rispetto a quelli che erano nel 2017.

Ovviamente, la novità della segnaletica, pur necessaria è, del tutto irrilevante rispetto al disinnesco della mina.
Per disinnescarla è da sotto che si dovrà intervenire.
Dopo avere fatto quella ricognizione, dall’interno dell’ARMCO, delle deformazioni e del grado di ossidazione delle sue lamiere, che invoco da troppo tempo, dovrà procedersi alla elaborazione del progetto dell’intervento, sull’ARMCO e sul corpo stradale.
Il più idoneo a dare all’ARMCO ed al corpo stradale quella stabilità che non hanno mai avuto.
Non sarà un intervento di poco conto.
Saro Di Paola, 4 gennaio 2025
