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STRADA FERLA: cosa si aspetta? [2]12 Ottobre 2026, 10:22 - Saro Di Paola [1] [suoi interventi [3] e commenti [4]] |
I vetrini che sono stati apposti sul muretto lato valle del primo "ponte" della strada Ferla, www.qualecefalu.it/node/25382 [5], per accertare la dinamicità di una frana con una fenomenologia troppo marcata ed evidente per richiederne l'apposizione,
sono, ancora, là.
Sono, ancora, integri.
Però una lesione nella malta, con la quale il vetrino orizzontale è stato fissato alla testa del muretto,
già da sola, potrebbe bastare a confermare la dinamicità della frana, che segnali ben più evidenti palesavano, e palesano, con assoluta certezza.
Ebbene, a prescindere dal fatto che la rottura dei vetrini nulla aggiungerebbe alla gravità dello scoscendimento, che interessa il versante su cui corre quel tratto di strada, viene spontaneo chiedersi se, per porre in essere gli adempimenti finalizzati all'intervento che la gravità del caso impone, si aspetta che avvenga.
Se così dovesse essere, la vedo nerissima:
- per i sondaggi preliminari che devono essere eseguiti al fine di accertare la profondità del piano di scivolamento e la geologia dell'ammasso sottostante, indispensabili per progettare l'intervento;
- per la complessità tecnica e per l'onerosità economica dell'intervento da eseguire;
- per i tempi tecnici, burocratici ed amministrativi, che richiederanno il finanziamento e l'appalto dell'intervento e per quegli altri necessari per portarlo a buon fine;
- per la memoria, che ho dei tempi e delle vicende, che, negli anni sessanta del secolo scorso, hanno riguardato la frana della strada per Campella, in corrispondenza del Belvedere di Santa Lucia, e, più recentemente, quella della stessa strada Ferla e quell'altra della strada per Gibilmanna.
Il tutto con una differenza, aggravante: nel caso di specie, ad essere nell'occhio della frana è la sede stradale in tutta la sua larghezza e non, come negli altri tre casi, soltanto la parte lato valle.
La differenza non è da poco.
Ciò perché, a causa di essa, i disagi, per i residenti e per le attività turistico-ricettive nella fascia collinare a monte della frana, saranno resi gravissimi dalla chiusura della strada, che l'orografia e le condizioni dell'intorno a valle ed a monte della stessa renderanno inevitabile.


Ciò perché sarà impossibile realizzare, sia a monte e sia anche a valle, un bypass idoneo a garantire la continuità della strada medesima e, quindi, la sua transitabilità.
Non solo nel corso dei lavori, ma, ben prima del loro inizio, ovviamente, al fine di scongiurare pericoli per la pubblica incolumità.
Al riguardo, dipendesse da me, già prima delle piogge autunnali, che potrebbero far scivolare, trascinandoli a valle, la sede stradale ed il versante su cui corre,

con ripercussioni che potrebbero mettere a rischio, addirittura, la transitabilità, in sicurezza, della sottostante strada statale.
Datemi, pure, del catastrofista ma io la vedo così.
Dal mio punto di vista.
Ovviamente.
Saro Di Paola, 12 ottobre 2026
