Del Geno de’ Coralli: conferenza di Rosalia Liberto alla Fondazione Mandralisca

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Nell’ambito del programma annuale di incontri e iniziative culturali dell’ArcheoClub di Cefalù, si è svolta, sabato 3 dicembre 2011 presso la Fondazione Mandralisca di Cefalù la conferenza di Rosalia Liberto, dottoressa magistrale in Storia dell’Arte, sul tema “Del Geno de’ Coralli: dall’Historia Naturale di Ferrante Imperato nella Biblioteca Mandralisca”. Davanti a un pubblico molto partecipe e interessato, ha introdotto l’incontro la prof.ssa M. Dolores Randone, che ha portato il saluto del CdA della Fondazione Mandralisca sottolineando l’importanza degli incontri che costantemente l’ArcheoClub promuove, in particolare di quelli che vedano protagonisti giovani concittadini come Rosalia Liberto, in grado di offrire preziose idee e contributi validi alla crescita culturale di Cefalù. Per di più, l’oggetto dell’attento studio accademico della dr.ssa Liberto è stato il prezioso volume di Ferrante Imperato contenuto nella Biblioteca Mandralisca: un’ulteriore testimonianza dell’enorme patrimonio raccolto dal grande Mecenate della cultura cefaludese, Enrico Piraino di Mandralisca, in grado di spaziare attraverso campi diversi del Sapere, ma tutti – come dimostra il costante interesse degli studiosi – di grande attualità.
Ha preso la parola, poi, la prof.ssa Flora Rizzo, presidente dell’ArcheoClub di Cefalù che, ha voluto presentare la Relatrice e il suo studio senza formalismi ma con particolari sentimenti di affetto e di compiacimento: dopo aver ricordato la costante disponibilità della giovane studiosa all’animazione di vari eventi culturali della nostra Città, anche in collaborazione con l’ArcheoClub, ne ha in sintesi ripercorso le tappe salienti del personale percorso culturale, dalla laurea triennale in Operatore del Turismo Culturale conseguita a Ferrara a quella magistrale in Storia dell’Arte ottenuta a Palermo con il massimo dei voti e la lode, dagli esordi nella pittura al lungo e prestigioso elenco di mostre che l’hanno vista protagonista, fino ai più recenti impegni nel contesto culturale cittadino e non. Ha sottolineato, in particolare, il valore del contributo offerto dalla tesi di Laurea magistrale, di cui la relazione è una sintesi, agli studi sull’uso e la valenza antropologica del corallo, prezioso materiale a cui l’uomo ha costantemente guardato sia per il fascino misterioso che ne promana, sia per il suo valore commerciale: il lavoro di Rosalia Liberto evidenzia, in maniera completa e convincente, che la bellezza del corallo ha prima incuriosito e poi condotto ad attribuire ad esso proprietà magiche e favolose, derivanti soprattutto da una sua natura ambigua, non facilmente riconoscibile fra minerale, vegetale e animale. La prof.ssa Rizzo ha concluso il suo intervento con un omaggio “affettivo” alla giovane Relatrice, costituito da alcune foto che, anzitutto, rimandano agli anni di studio di Rosalia Liberto a Ferrara, poiché ritraggono il celebre Palazzo Schifanoia della città estense con i preziosi affreschi del Ciclo dei Mesi; poi, agganciano il tema del corallo ad alcune icone classiche del mito greco della Medusa, dal cui sangue colato in mare gli antichi immaginavano fosse nato il prezioso e misterioso arboscello.

La relazione della dr.ssa Rosalia Liberto, quindi, si è sviluppata in tre tappe: dopo aver ringraziato la disponibilità dell’intera Fondazione Mandralisca in occasione del lavoro di Tesi e specialmente, con particolare commozione, quella del sig. Sandro Varzi, senza i cui consigli non si sarebbe potuto realizzare tale studio, in primo luogo, la Relatrice ha discusso le principali fonti antiche e medievali sul corallo (da Geremia a Plinio Secondo, da Ovidio ai lapidari come quello di Marbodo di Rennes), chiarendo, da un lato, l’ingenuità di talune credenze sulla sua origine, dall’altro il fascino che esso ha suscitato fra gli uomini, generando miti, come appunto quello di Gorgone/Medusa, o misteriose simbologie, come quella connessa, fin dai primi Cristiani, con il sangue di Gesù Cristo, e facendogli attribuire la capacità di scacciare il Male ma anche di guarire da determinate malattie. Il secondo passaggio è stato dedicato all’Historia Naturale di Ferrante Imperato, farmacista napoletano del XVI sec. per molti versi anticipatore degli interessi enciclopedici e del multiforme collezionismo (creò una “Stanza delle Meraviglie” nel suo palazzo) di Enrico Piraino di Mandralisca nel sec. XIX: in tale Opera, della quale la Biblioteca Mandralisca conserva una copia del 1672 (la prima edizione è del 1599), si avverte il richiamo alla Naturalis Historia del romano Plinio, il primo compendio enciclopedico delle più varie conoscenze e credenze naturali dell’umanità, ma l’impostazione si fa nettamente più accurata, quasi scientifica, fondata su verifiche empiriche più credibili, su fonti più accertate, su una classificazione più sistematica. Così, dal capitolo XXVII, dedicato appunto ai coralli, si possono trarre informazioni dettagliate su quattro principali specie coralline mediterranee, sul modo di reperirle, lavorarle e commerciarle, sugli usi e le credenze connesse al corallo, in una prospettiva che, ancora approssimativa sul piano storico-naturalistico, si rivela preziosa e affascinante su quello antropologico e artistico. Le informazioni di Ferrante Imperato, infatti, permettono di risalire alle origini del raffinato e preziosissimo artigianato siciliano del corallo, sviluppatosi soprattutto a Trapani e poi a Sciacca, un’Arte definibile “minore” solo per convenzione accademica, poiché molti suoi prodotti sono di livello artistico eccelso e di incredibile originalità. Questo è stato appunto il terzo momento della conferenza della dr.ssa Liberto: la presentazione commentata delle foto di alcuni straordinari pezzi da collezione, già analizzati dalla studiosa nel suo lavoro di Laurea, dai minuziosi cammei ai preziosissimi crocifissi intagliati nel corallo alle curiose fasce ombelicali per proteggere i neonati dal malocchio e dalle malattie intestinali; tali pezzi, alcuni dei quali del tutto inediti, appartenenti a collezionisti di Palermo e anche di Cefalù, testimoniano benissimo l’eccellente livello qualitativo raggiunto dagli artigiani siciliani nella difficile lavorazione del corallo. La Relatrice ha voluto lasciare per ultima, come speciale augurio per le prossime Feste natalizie, la foto di un incredibile capolavoro appartenente a un collezionista di Bisacquino, cioè un Presepio del ‘700 in corallo e altri materiali preziosi, concludendo poi il suo intervento con una vera sorpresa: Rosalia Liberto ha presentato alla vista dei presenti una rarissima fascia ombelicale del XVII sec. in corallo e oro, offerta, in via del tutto eccezionale, da un collezionista palermitano che, con generosa cordialità, ha voluto in tal modo omaggiare l’opera della studiosa e artista cefaludese, suscitando meraviglia in tutti gli intervenuti, unanimemente compiaciuti per il lavoro e la relazione da lei svolti.

ritratto di Piazza Luigi

Complimenti...

mi dispiace moltissimo non essere stato presente all'evento,pero' di una cosa ero sicuro che mi sarei perso una grande occasione per ascoltare una grande stupenda lezione da una grande studiosa ed amica alla quale faccio i miei migliori auguri per la sua ecletticità e soprattutto per l'impegno che mette nei suoi molteplici impegni...complimenti ed auguri,che tu possa avere riconosciuto il grande lavoro che hai svolto sino adesso...saluti...