LAPUNZINA : RIVOLUZIONE È STATA, CHE RIVOLUZIONE SIA !

ritratto di Saro Di Paola

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Le urne e la legge elettorale non hanno dato al Sindaco Lapunzina quella maggioranza in Consiglio comunale che sarebbe stata necessaria per garantire alla Città la cosiddetta governabilità.

Governabilità intesa come possibilità di attuare e concretizzare quelle scelte amministrative che, senza l’avallo della maggioranza del Consiglio, restano confinate nel limbo dei propositi.
Buoni o cattivi che siano o che potrebbero essere.

Proprio alla luce degli esiti elettorali, tale possibilità non può non passare attraverso un accordo con una, o più, di quelle componenti consiliari che sono risultate elette nell’ambito di schieramenti alternativi a quello che ha sostenuto Lapunzina.

Un accordo chiaro e di consiliatura.
Un accordo di indirizzo per quelle scelte politico-amministrative rispetto alle quali le componenti che verrebbero a suggellarlo dovessero avere avuto divergenze, almeno teoriche, su quel piano programmatico-progettuale con il quale esse stesse si sono sottoposte al giudizio degli elettori.

Un accordo che, però ed inevitabilmente, passa attraverso la spartizione di poltrone.
Prime fra tutte quella di Presidente e di Vicepresidente del Consiglio.
Un accordo, perciò, difficile da raggiungere.
Troppi sono i consiglieri che, a quelle poltrone, ambiscono o che, quelle poltrone pretendono.
Troppi sono quegli altri, consiglieri e non, che, attraverso la spartizione di quelle poltrone, ambiscono a poltrone assessoriali.
In tutti, dico tutti, quelli che, in Consiglio, sono gli schieramenti, o gli ex schieramenti, dei candidati sindaco.
Così è!
O, almeno, così pare.

Un accordo che, sul piano della spartizione, puzza.
O puzzerebbe.
Di prima Repubblica.
Di seconda Repubblica.
Di vecchia politica.
Quella che ha portato il nostro Comune insieme a tantissimi altri ed al Paese tutto sull’orlo del baratro.

Un accordo che, sul piano della spartizione, il Sindaco deve scansare.
Assolutamente!
Sarebbe un accordo troppo fragile.
Non sarebbe un accordo per la governabilità.
Quella di cui Cefalù abbisogna.
Quella governabilità che è capacità ed abilità di proporre soluzioni ai problemi della Polis.

Soluzioni che, istituzionalmente, sono di competenza del Sindaco e dei suoi Assessori.
Soluzioni che avranno, o dovrebbero avere, nella validità l’unico presupposto per ottenere l’approvazione da parte del Consiglio.
Per quelle per le quali l’ordinamento degli enti locali tale approvazione prevede.

Soluzioni che, una volta adottate dalla Giunta, se valide, non potranno subire censure da parte del Consiglio.
Quelle altre per le quali l’ordinamento medesimo attribuisce al Consiglio la funzione di controllo e di indirizzo.

Ed allora, se è vero, come è vero, che l’elezione di Lapunzina
RIVOLUZIONE È STATA,
CHE RIVOLUZIONE SIA !

Il Sindaco Lapunzina lasci al Consiglio la facoltà che gli è propria :
quella di eleggere il suo presidente ed il suo vicepresidente.
Il Sindaco Lapunzina rivendichi a sé stesso la facoltà che gli è propria :
quella di nominare i suoi assessori.

SAREBBE ACCORDO TRA ISTITUZIONI!
UNICUIQUE SUUM!

SAREBBE ACCORDO DI RIVOLUZIONE!
Nel rispetto dei ruoli e delle funzioni Istituzionali.
Delle prerogative proprie delle Istituzioni comunali.
Quelle stabilite dall’ordinamento degli enti locali.

Saro Di Paola, 22 maggio 2012

ritratto di Giusi Farinella

Non condivido, caro Saro

L'attuazione di politiche di rilancio non può non passare da una coalizione, così è sempre stato e così sempre sarà .... solo nel periodo del fascismo ...allora c'era il podestà.

ritratto di Saro Di Paola

IO,INVECE,CONDIVIDO

Caro Giusi,
IO,INVECE,CONDIVIDO.
Non sul "podestà".
Ma SULLA PODESTA'.
Ovviamente!

Cioè sull'autorità-potere-dovere che l'ordinamento attribuisce al Sindaco ed al Consiglio.
La PODESTA' di riappropriarsi dei propri ruoli.
Quella podestà che,
attraverso il RILANCIO DEI RUOLI delle ISTITUZIONI,
può attuare il rilancio complessivo della Città.

Tutto il resto può rilanciare la politica del compromesso-inciucio.
Quella con tanti "SE" e con tanti "MA" finalizzati, SOLTANTO, alla spartizione delle poltrone.

Gli ultimi cinque anni non ti sono bastati ?

ritratto di Giuseppe Aquia

Concordo caro Saro ma come

Concordo caro Saro ma come fai a fermare chi da quando ha perso le elezioni non ha perso tempo e sta continuamente alle costole del sindaco per "mendicare" un posto al sole?Mai duna cosa sono sicuro che se il sindaco farà l'errore di mettersi in casa i "venduti"della politica cefaludese perderà tutta la sua credibilità.

ritratto di Pietro Curcio

Ai trasformisti non conviene!

Non conviene infatti a coloro che non hanno esitato ad andar dietro al nuovo sindaco dopo l'esito delle elezioni. Sappiamo chiaramente di chi sto parlando, gente che in campagna elettorale si schierò apertamente con un candidato che idolatrava come un dio, ma che dopo non ha perso tempo a fare i complimenti a nuovo sindaco per la vittoria!

E' quella stessa gente che ha parlato tanto di rivoluzione, ma il cui unico scopo è fare la stessa politica del passato!

ritratto di Angelo Sciortino

Io, personalmente, sono

Io, personalmente, sono d'accordo!
Il Consiglio deve valutare le singole proposte e se queste vanno incontro agli interessi della Città, dovrà approvarle. Se non lo farà, ne risponderà agli elettori.
Questo non è fascismo, ma opportuna divisione dei poteri. Fascismo sarebbe, sempre a mio parere, contrattare un accordo di legislatura, perché mortificherebbe la democrazia, in quanto limiterebbe il potere di controllo dell'assemblea. Non è accaduto questo con il Parlamento di "nominati", che hanno persino votato per avvalorare che una povera ragazza era veramente nipote di Mubarak?

ritratto di Leonardo Mento

Se tutti si sono candidati...

nell'interesse generale della città e dei cefaludesi.....se le proposte , come propone Angelo, sono nell'interesse della città perchè dovrebbero votare contro?

ritratto di Pino Lo Presti

Ci sono tre modi

praticabili per chi si ritrovi ad essere eletto Sindaco senza però la Maggioranza in Consiglio comunale.

Il primo.
Normalmente, in questi casi, ciò a cui si procede - più o meno penosamente - è ad un segreto lavorìo nel chiuso delle stanze con alcuni di coloro che hanno “perso”, contrattando i loro voti in Consiglio, addivenendo a degli “aggiustamenti” del proprio Programma (a cui perciò, forse per questo, “conviene” sempre lasciare, per tempo, un certo margine di indefinizione).
E’ un modo legittimo, pragmatico, certamente democratico.

Ma come in tutte le cose, è una questione di misura; superata la quale, la natura di qualcosa non è più la stessa, un Programma non è più “quel Programma”, quella intesa con chi ti ha sostenuto non è più una intesa.

Il secondo.
Un altro, forse più “romantico” (più rigido nelle idee) ma altrettanto democratico, sarebbe quello di ricorrere ai cittadini informandoli delle ragioni delle eventuali Opposizioni in Consiglio alle proposte di Delibera avanzate dalla Giunta, evidenziando le eventuali responsabilità di chi lo ha fatto al di là di ogni “buon senso” quindi per evidenti strategie ostruzioniste, di ricatto, per aver un maggior potere, non certo nell’interesse della città!

Questa modalità sarebbe “rivoluzionaria” per Cefalù.
Già il Sindaco La Grua, promise, nel ’93, di incontrarsi periodicamente con la “Piazza” ma poi non lo fece. Ora di nuovo un Sindaco promette di farlo (ogni sei mesi), lo farà?

Anche qui però la soglia oltre la quale si oltrepassa “la misura” non è data.
La moralità della informazione - intesa come “dovere di restituzione” ai cittadini elettori - può variare e così i cittadini potrebbero restare preda - da parte dell’Oratore di turno - di procurate “insane” eccitazioni, con conseguenze (al limite) per l’ordine sociale.

E’ da dire che, in genere, i due estremi coincidono così che i più grandi populisti sono gli stessi che più amano decidere, facendo accordi, all’oscuro delle stanze del potere.

Il terzo.
Per restare “al centro” tra questi estremi, occorrerebbe un grande senso dell’equilibrio possibile soltanto quando si abbia come baricentro non il Principio del Potere (del governare per il governare) ma quello del Servizio ai cittadini; quello per cui, alla fine, quando è impossibile governare senza derogare al patto con gli elettori si cede il potere (ritornando alle urne), anzichè “tentare” di mantenerlo a “tutti i costi” (come abbiamo visto nella passata sindacatura)!

Soltanto chi “si appoggi” su un tale baricentro, d’altra parte, conosce (istintivamente - si direbbe quasi per un introiettato “Principio estetico” -) “la misura” tra una onesta contrattazione con i gruppi di cui si richieda la collaborazione e la onesta “denuncia” in piazza, ai cittadini, dei tentativi di “disoneste” strategie da parte degli oppositori.
Lo ha ribadito il Segretario del PD, Vincenzo Garbo, domenica 20 a Radio Cammarata.

Gli elettori certo mettono in conto, un margine di “corrosione” delle loro aspettative (specialmente di partecipazione), ma tradirne “l’anima” (come fu con La Grua) porterebbe, come portò allora, ad un “riflusso” pessimistico (sul piano del valore stesso della democrazia) e a - come allora accadde - pericolose fughe verso un “Salvatore esterno”, meglio se decisionista e autoritario.
Per Cefalù sarebbe la fine!

ritratto di Rosario Fertitta

Purtroppo, e sottolineo

Purtroppo, e sottolineo purtroppo, il perverso meccanismo elettorale ha consegnato a Saro Lapunzina una sindacatura priva di una maggioranza “politica” in consiglio comunale.
E’ cosa diversa da quanto avvenne, 5 anni addietro, con l’elezione di Pippo Guercio che conquistò – all’esito dei numeri – ben 13 consiglieri rispetto ai7 della opposizione.
Poi le cose andarono come andarono e, sin da subito, i “movimenti” dei singoli determinarono una cronica insufficienza di numeri in consiglio con le ovvie e note conseguenze.
Qui il dato è strutturale.
Il Sindaco non ha una maggioranza POLITICA in Consiglio.
Personalmente non vedo nulla di scandaloso – tutt’altro – che il Primo Cittadino valuti e percorra strade di “accordi politici” con altri gruppi, il tutto con l’intento e nell’interesse di assicurare una certa tranquillità al percorso politico e amministrativo con il quale intende risollevare le sorti di Cefalù.
Scandalizzarsi di fronte ad eventuali ed ipotetici accordi è puro esercizio di demagogia da parte di alcuni, se non altro perché gli eventuali censori dovrebbero, allora, ricordare che in questi lunghi anni di opposizione Saro Lapunzina ha condotto le sue battaglie di volta in volta con accanto uomini e gruppi di certo ben lontani dalle sue personali ideologie.
Ho la vaga impressione che qualcuno miri a segare, con un sopraffino progetto, sin da subito il percorso del Sindaco Lapunzina perché ciò potrebbe dare tanto fastidio "politicamente" parlando.
Lasciare che il Consiglio Comunale faccia "le sue" scelte significa - a mio modesto avviso - partire col piede sbagliato legittimando, sin da subito, un far west politico che sarebbe gravemente deleterio per il futuro.
Chi crede in un progetto ritenendo di dare il proprio fattico contributo per Cefalù non abbia timore, esca allo scoperto e si proponga al Sindaco.
Ma che il Sindaco tratti e concordi con "gruppi" coesi e rappresentativi perchè i cacciatori di taglie sono in agguato e la città è piccola e ci conosciamo tutti.
Il Sindaco queste cose le conosce bene ed ha grande esperienza.
Se ci si crede davvero nello sviluppo e in una nuova stagione per Cefalù lasciamo da parte poltrone e cariche.
Si gioca anche in questi termini la nuova Rivoluzione culturale in questa città.
Altrimenti, la ben nota classificazione di sciasciana memoria si arricchirà di tanti altri mezzi uomini, ominicchi e........

ritratto di Angelo Sciortino

Uno stupido scettico

Accordi su cosa? Su un assessorato o una presidenza? Oppure su punti salienti della strategia amministrativa?
Nel primo caso, caro Saro, apriremmo il percorso di una spirale, che finirebbe nella ripetizione della precedente amministrazione.
Nel secondo caso, invece, si darebbe il via a un percorso amministrativo condiviso da uomini responsabili, da uomini che hanno a cuore la ripresa e il futuro di Cefalù.
Io non so che cosa sta accadendo, ma il silenzio dei tanti che dovrebbero chiedere a voce alta e quello di coloro che dovrebbero concedere coram populo, mi rende pessimista.
Spero di risultare presto uno stupido scettico.

ritratto di mauro zito

ACCORDI DI LARGHE INTESE

Io penso che un accordo di larghe intese sia la soluzione migliore. Una Presidenza, una Vicepresidenza e un assessorato anche ad avversari politici che per il bene del "futuro collettivo" condividano i punti più salienti del programma "Lapunzina", ma anche una certa "apertura" (sempre nei limiti del rispetto dell'elettorato)da parte del Sindaco. E' molto evidente che i punti principali dei programmi elettorali erano tutti uguali (Porto, Turismo, Gestione dei beni pubblici, Centro Storico, Palazzetto dello Sport, Teatro Comunale, ecc...); Da questo punto di vista gli accordi non dovrebbero sembrare un'utopia.
Confido nel buon senso di tutti i Consiglieri Comunali che durante la loro candidatura asserivano di amare Cefalù e i cittadini; adesso hanno la possibilità di dimostrare tutto il loro "amore" con il loro "impegno altruistico". Nel caso contrario perderanno credibilità sociale, politica e professionale.

ritratto di Nicchi Salvatore

Io penso che la soluzione

Io penso che la soluzione migliore sarebbe quella di nominare assessori gli altri due contendenti alla carica di Sindaco, Sgarbi e Croci!
Potrebbe essere la mossa vincente!

ritratto di Stephen Davola

Forse dovrebbe farmi

Forse dovrebbe farmi riflettere il fatto che, avendo 22 anni, mi sembra normalissimo che ci siano dei giochi di poltrone in politica, che ci sono sempre stati da parte di qualunque coalizione, che sono nella natura umana e che sono avvenuti anche nei periodi post-rivoluzione?

Scorrendo i commenti, ciò che a me può sembrare normale e che non mi scompone perché da sempre è successo, da migliaia di anni, e sempre succederà, invece risulta sbagliato, evitabile a chi di anni ne ha molti più di me.

Molto divertenti invece i commenti degli uomini di Croci, i quali, senza considerare che i partiti che appoggiano hanno fatto le peggiori porcate, in questo senso, nella storia del Repubblica Italiana, muovono delle critiche ai camaleonti e ai "rivoluzionari", dall'alto della loro etica e moralità ormai raffinata dalla loro vicinanza politica con il PDL ed il Grande Sud.

Fare i complimenti al sindaco per la vittoria, anche questo la moralità e la virtus insegnata agli omini dai leader di partito considera un errore, mentre può essere semplicemente cortesia ed amicizia.

Chiaramente le scelte spetteranno al sindaco.
Come si può sostenere che è sbagliato che il sindaco possa fare una coalizione, perfettamente normale, dati i numeri, i quali, nel vecchio sistema elettorale avrebbero visto un risultato molto diverso, SE fino a poche ore prima dalla presentazione delle liste il neo sindaco ha accettato l'UDC e l'MPA? E' stato per la validità del progetto riconosciuta in quelle ultime ore?
Cosa c'è di sbagliato, del resto, considerando che tra i candidati consiglieri delle liste di Saro Lapunzina c'era gente di ben altro orientamento politico, addirittura fascisti neanche nascosti tanto bene?
Dove sta la differenza tra farlo prima (e lo si fa per un vantaggio in termini elettorali) e farlo dopo (e lo si fa per riuscire a governare e portare avanti i progetti, anche i più nobili e belli)?

Caro sindaco Saro Lapunzina, con questo mio commento non volevo, chiaramente, come avrà capito, muovere alcuna critica nei suoi confronti.
Anzi, io non sono un moralista, quindi per me, facendo le scelte che ha fatto, lei ha fatto bene, ed è scontato che un'alleanza serva per governare, e siccome lei ha A CUORE l'interesse della città molto più che operare secondo un moralismo idiota, sono certo che lei farà le scelte che le consentiranno di dare il bene a Cefalù.

ritratto di Giuseppe Aquia

bene comune

Io essendo un "vecchietto"ed avendo partecipato attivamente alle campagne elettorali. Mai in prima persona, ma proprio per la mia indole non ho mai voluto andare in cerca di voti personali, sarei andato contro la mia persona troppi compromess, e troppe persone, che hanno sempre più bisogno di qualcosa di utile anche per vivere dignitosamente!!!!E sentire il discorso saccente di un giovane che già a 22 anni ha votato un "incandidabile"ed ammettere con cinismo tipico del personaggio "vissuto"mi fa veramente ridere!!! Il sindaco è sicuramente una persona capace e che lavorerà per il paese ma io questo non lo dico da omino dei leader ma da persona che conosce le capacità del "nostro"sindaco senza mandare cortesie o ricerca di amicizia io quella lo sempre avuta non ho bisogno di chiederla con attestati di stima non é nella mia indole il sindaco della passata consiliatura ne è un esempio caro bamboccio non ho mai smesso di criticarlo sin dal primo momento della sua candidatura e di questo tutti penso potranno darmene atto, ma non per partito preso ma perchè amo il mio paese, e sapevo che il buon Pippo sarebbe rimasto nel "limbo"per 5 anni!!!! Proprio perchè ritengo il sindaco una persona capace di governare, auspicavo che governasse in modo uniforme. e facendo si che tutti i consiglieri lo aiutassero senza contropartite ma forse sono troppo ignorante della politica e non capisco che il punto di vista e sbagliato, ma governare con la sua maggioranza portando cose utile per il bene della città costringendo i consiglieri a votarla visto la bontà dei progetti, non sarebbe una forza in più per portare avanti un progetto forte e condiviso dalle 2 maggioranze?una opposizione e tale se e capace di esprimere cose positive nel bene del paese e nello stesso tempo sarebbe da pungolo affinchè il nostro sindaco non si adaggiasse negli allori di uno ,2,4,consiglieri che avranno la capacità in seguito di metterlo in difficoltà!!!!! tutte le volte che lo vorranno questo era il mio modesto parere e non accetto lezioni da un cosidetto "giovane" che prima deve fare la sua gavetta ed imparare a vivere e poi può criticare!!!!!!

ritratto di Nicchi Salvatore

Mi chiedo e vi chiedo e

Mi chiedo e vi chiedo e chiedo al Sig. Sindaco:
Perchèm il bene della città non sarebbe potuto passare da nuove consultazioni elettorali visto che non ha avuto una maggioranza che assicurasse la governabilità della cosa pubblica?
Penso che a questo punto il popolo sarebbe stato in grado di di dare un voto "PER" e non un voto "CONTRO"
"Le scelte fanno di un uomo un uomo"

ritratto di Mauro Caliò

La rivoluzione è ben lontana

Ci si domanda quale potrebbe essere la scelta giusta per la città da parte del nuovo sindaco, in merito all'opportunità, o meno, di conquistare la maggioranza del consiglio comunale.

Personalmente penso che una maggioranza costituita sulla base di un accordo non sia assolutamente uno strumento valido per una buona gestione della città; men che meno se tale accordo è fondato su una concessione di cariche di vario genere, quali potrebbero essere le nomine degli assessori e le relative deleghe.
Credo infatti che nello stato in cui ci troviamo sia indispensabile che il sindaco possa contare su una giunta preparata e di assoluta fiducia, che avrebbe già dovuto essere immaginata e contenuta nel programma elettorale.
Se proprio uno o più consiglieri volessero decidere di appoggiare il progetto del sindaco - considerata la sconfitta del loro candidato e quindi il venir meno del loro programma -, potrebbero sempre farlo in maniera autonoma, dandone spiegazione ai loro elettori e senza che la decisione dipenda da altri fattori.

Troverei però più corretto uno dei metodi indicati da Pino Lo Presti, che è quello che avrei attuato io se mi fossi trovato a prendere una decisione come questa.
Portare avanti il prprio progetto con una giunta costituita da quattro assessori di fiducia (che non vuol dire escludere a priori soggetti appartenenti inizialmente a schieramenti diversi) e chiedere la "fiducia" al consiglio comunale sulle singole proposte all'Ordine del giorno, nell'intento di convincere la maggioranza a votare per il bene della collettività, su progetti e proposte che dal consiglio stesso possono anche essere migliorati e emendati positivamente. Tutto questo dando piena informazione ai cittadini delle scelte del consiglio e dell'esito delle votazioni, affinchè chiunque prenda una decisione se ne debba assumere quantomeno la responsabilità morale.

Se non si riesce a convincere i consiglieri a scegliere di volta in volta per la città, sulla base della bontà dei progetti, considerato che una volta eletti si è il sindaco di tutti, vuol dire che il progetto politico è fallito e probabilmente bisognerebbe dare di nuovo la parola agli elettori. Ma come dicevo nel titolo, temo che la rivoluzione, socialmente intesa, sia ben lontana.

In conclusione non posso che augurare al sindaco di compiere le scelte giuste per la città, dimostrando di avere le capacità di creare consenso attorno ai suoi progetti.

ritratto di Gaetano Lapunzina

C'è chi, parlando di rivoluzione, fà confusione...

Dalle pur legittime considerazioni di Mauro Caliò emerge qualcosa di assai singolare. Quando Egli sostiene la necessità che il "...sindaco possa contare su una giunta preparata e di assoluta fiducia, che avrebbe già dovuto essere immaginata e contenuta nel programma elettorale", farebbe bene a spiegare come mai nel Suo, di programma elettorale, c'era scritto il nome di soli due dei quattro assessori da designare. E' mai ipotizzabile che Mauro Caliò non avesse quattro persone di fiducia da proporre, sin dall'inizio, nel programma elettorale? Dovendo escludere tale eventualità, quale è il motivo che lo ha indotto ad indicare solo due nomi in quella fase? Infatti, se si esclude a priori l'ipotesi di convergenze nel dopo elezioni, non sembra esserci ragione alcuna, in un sistema senza ballottaggio, per non indicare immediatamente i nomi di tutti gli assessori, così da chiedere, agli elettori, la fiducia anche sull'intera squadra di governo. La qualcosa nemmeno Caliò ha fatto, per ragioni a noi ignote. Non vorrei che debba valere per gli altri quello che non vale per se stessi.
Gaetano Lapunzina

ritratto di Mauro Caliò

Uno dei motivi

potrebbe essere la necessità di individuare, per alcune deleghe strategiche per la città, dei profili di grande competenza in materia, che probabilmente non era ipotizzabile coinvolgere in campagna elettorale.
Un'altro motivo potrebbe essere legato alla volontà di chiamare in giunta qualcuno degli altri candidati alla carica di sindaco per via delle riconosciute competenze.
La mia comunque non voleva essere una critica a Saro Lapunzina ma esclusivamente una riflessione sul metodo da seguire, nella speranza di non veder svendute quelle cariche che dovrebbero portare Cefalù fuori dal pantano.
Nulla da obbiettare se eventuali nomi proposti da gruppi che offrono sostegno all'amministrazione dovessero rilevarsi all'altezza del compito.. In questo senso non credo debba esserci alcuna preclusione.
Come dicevo, è vero che per qualche mese si è stati in competizione ma la città torna ad essere di tutti, a condizione che di questo concetto non se ne faccia uso per ricatti politici.