Un tozzo di pane raffermo per Cefalù

Ritratto di Angelo Sciortino

22 Febbraio 2016, 13:34 - Angelo Sciortino   [suoi interventi e commenti]

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Come osano “i soliti noti” criticare l'onnisciente governatore di questa città ex felice? Come osano criticare le sue iniziative e persino di riderne? Simile a un dio, egli ci ha portato la luce sfavillante dei LED; ci ha regalato più promesse di quante un uomo può mantenerne in due vite; ci festeggia, quando diventiamo centenari; ci illumina le menti con le sue auliche parole. Quest'uomo, in fondo, non ci chiede grandi sacrifici, se non quello semplice di tacere, quando vediamo qualcosa che non va bene: sporcizia, disoccupazione, blocco delle attività, acqua non potabile, turismo da Terzo Mondo eccetera. Bisogna però tacere, perché “il nemico ci ascolta”! Ci ascoltano i tour operator, che finiscono con l'indirizzare altrove i flussi turistici, ma non ci ascolta chi avrebbe il dovere di provvedere a risolvere questi problemi.

Cefalù sembra come abbandonata, sdraiata inerte e inerme sul bel letto del suo territorio. Sembra affamata e qualcuno pensa di accontentarla con il tozzo di pane raffermo delle confuse iniziative dette di green economy o con la chiusura al traffico della parte raramente raggiunta del Lungomare. Per darle speranza, si progettano palmizi, ma intanto si permette la distruzione di ulivi secolari, che mai più potrà rivedere neppure chi oggi è bambino; si fanno riunioni sui temi più disparati, ma non si propone una strategia: si parla, questo sì, ma ci si illude che parlare, quando non si propongono soluzioni, equivalga ad agire.

E questo è il punto cruciale del più vasto problema di Cefalù. L'Amministrazione parla soltanto per dire che “è stata la migliore” e che, perciò, sono ingiuste le critiche. Fermo restando, però, che il giudizio non spetta a essa, ma all'opinione pubblica, come mai non si chiede quali fatti sono offerti a questa opinione pubblica, per aver modo di giudicare? Personalmente non riesco a trovare fatti positivi, ma soltanto negativi. La Città in dissesto, nonostante avesse potuto evitarlo; investimenti fermati da una burocrazia produttrice di arzigogoli pseudo giuridici; i giovani quasi senza speranza nel domani; secolari presenze come il Tribunale cancellate senza proteste.

Chiediamoci se per questi “successi” questa Amministrazione merita applausi.