Il restauro di un quadro

Ritratto di Angelo Sciortino

30 Maggio 2013, 15:24 - Angelo Sciortino   [suoi interventi e commenti]

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"Ritratto di fanciullo" (Ignoto pittore siciliano del XIX sec., olio su tela, cm 50,5x42)

Domenica 26 maggio ha avuto luogo al Museo Mandralisca un importante evento: la presentazione di un quadro egregiamente restaurato da Antonella Tumminello, alla quale si deve, tra l'altro, il restauro del quadro del Laparo, raffigurante Santa Felicita e i suoi sette figli (https://www.qualecefalu.it/node/445). A promuovere questo primo restauro è stato l'Archeoclub, presieduto dalla professoressa Rizzo. In questo secondo caso il finanziamento del restauro si deve all'Associazione italo-tedesca “Gaggenau”, intervenuta anche per l'interessamento dell'allora console italiano a Stoccarda, Alessandro Giovene. Il Console aveva in programma d'interessare anche la società Porche e la Mercedes per sollecitare altre simili sponsorizzazioni, ma il suo trasferimento ad altro consolato gli ha impedito di concludere tale suo disegno.

Questo il quadro generale, che dimostra come il nostro Museo, oggi abbandonato dalla politica locale e regionale, è tenuto in grande considerazione anche all'Estero. E non solamente per le opere conservate, ma anche per quelle quasi abbandonate nei suoi magazzini in condizione di rischio, tant'è che esse avrebbero bisogno almeno – come dice Antonella Tumminello - “di una messa in sicurezza, prima ancora che di un restauro”.

E' d'obbligo, a questo punto, dire chi è Antonella Tumminello, questa speranza di salvezza per tante opere a rischio del Museo Mandralisca.

Antonella Tumminello è laureata in conservazione e restauro dei Beni Culturali. La sua laurea quinquennale a “ciclo unico” l'abilita proprio alla professione di restauratrice, ne fa, cioè, una vera e propria professionista e non soltanto una esecutrice tecnica di restauri progettati da altri. Non per nulla ha trascorso quattro anni presso l'Associazione CESMAR7 di Verona di Erminio Signorini, famoso a livello internazionale. Soltanto vicende familiari e l'amore per la sua terra l'hanno convinta a ritornare a Cefalù, rinunciando a “più gloriosi destini”.

Alla mia domanda su che cosa manca a Cefalù e in Sicilia per svolgere sapientemente la sua attività, ha prontamente risposto: la sensibilità per la cultura in genere e per l'immenso e impareggiabile giacimento d'arte, che abbiamo. Partiamo dall'alba dell'uomo e continuiamo per tutta la sua storia plurimillenaria, come dimostrano non pochi reperti archeologici. I nostri passi procedono su sentieri che già altri uomini hanno calpestato e attraversano terre, che videro un tempo le prime pietre lavorate, i primi dipinti e poi, via via, le prime architetture. Tutti esempi delle nostre origini. Esempi che oggi oltraggiamo ogni giorno, con la nostra insensibilità prima ancora che con la nostra trascuratezza.

Non che non ci siano rari esempi d'interesse per il nostro patrimonio artistico, anche da parte di uomini dai quali non ce l'aspetteremmo. Com'è accaduto, per esempio, lo scorso anno, quando l'Hotel Costa Verde ha ospitato, con vitto e alloggio gratuiti, per due settimane un gruppo di studenti di un corso triennale di restauro di Piazzola sul Brenta. Questi studenti, sotto la guida di Antonella Tumminello e di Erminio Signorini, hanno lavorato sulle opere della collezione Cirincione. Torneranno anche quest'anno? Non si sa. Il Costa Verde ha dato la propria disponibilità a ripetere l'atto di generosità, ma la situazione precaria in cui è lasciato il Museo dalla classe politica, locale e regionale, non fa ben sperare.

Ormai il problema è quello delle tabelle e proprio ai Beni Culturali tocca quella contrassegnata dalla lettera “H”. Perché la lettera H, simbolo per indicare l'ospedale? Forse un riconoscimento alla malattia della cultura? Ho il dubbio, però, che l'impreparazione dei medici l'abbiano confinata nel reparto dei malati terminali, che aspettano la ormai inevitabile e prossima fine.

Commenti

A commento di questo mio intervento ho ricevuto una mail di Antonella Tumminello, che pubblico integralmente e con piacere, perché da essa si ricava l'interesse della nostra Amministrazione per iniziative culturali di spessore. Ne approfitto per complimentarmi personalmente con il Sindaco, l'assessore Marinaro, Manlio Peri e il dottore Abate.

"Gentile sig. Sciortino, intanto volevo ringraziarla per lo spazio che mi ha dedicato all'interno del suo articolo, inoltre, per correttezza delle informazioni, volevo dirle che il progetto "cantiere scuola 2013" è stato sposato con entusiasmo sia dal sindaco Rosario Lapunzina che dall'assessore Marinaro, i quali hanno fin da subito creduto e considerato il progetto come un'occasione importante per migliorare lo stato di conservazione in cui versano le opere facenti parte la collezione Cirincione e la collezione Mandralisca. a conferma di ciò la loro disponibilità a concedere ed organizzare gli spazi dell'ottagono di Santa Caterina, per tutta la durata del progetto, come laboratorio di restauro per poter svolgere gli interventi di manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza delle opere.
La ringrazio ancora per la sua gentile attenzione.
A presto
Antonella
"