La variante stralcio alla variante generale al PRG e la concertazione

Ritratto di Saro Di Paola

2 Agosto 2013, 10:02 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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Nello stallo delle procedure tecnico-burocratiche e politico-amministrative che dovrebbero portare alla stesura,prima, ed alla definitiva approvazione,dopo, della cosiddetta variante generale al PRG è, a mio giudizio, assolutamente positivo il fatto che l’Amministrazione Lapunzina abbia “chiesto formalmente al Prof. Giuseppe Trombino, progettista della variante generale al Piano Regolatore, di redigere la programmazione urbanistica delle aree del Lungomare a stralcio della variante generale al P.R.G.”

Il fatto,poi, che l’Amministrazione abbia “indicato al progettista di seguire, ove possibile, il metodo della concertazione con i proprietari delle aree inutilizzate per favorire il completamento di infrastrutture necessarie”, a mio giudizio, sarebbe da definire anche più positivo ove la lingua italiana consentisse di aggiungere il “più” ad un superlativo assoluto.
                                                                      
Ciò, certamente,non perché, in troppe occasioni e da troppo tempo, nell’aula consiliare e in altre sedi, ho indicato nella concertazione tra il Comune e le pubbliche Istituzioni da una parte, in quanto soggetti promotori del pubblico interesse,
ed il privato cittadino dall’altra parte,in quanto soggetto portatore di interessi propri,
l’unico strumento idoneo
a garantire la coniugazione dello “ius proprietatis” con lo “ius comunitatis”,
il più efficace degli strumenti di strategia urbanistico-amministrativa per risolvere molte di quelle questioni per le quali l’ente pubblico è costretto a procedere ad espropri, seppure modesti, della proprietà privata.

Al punto in cui siamo, la via della variante stralcio alla variante generale al PRG è, a mio giudizio, obbligata e deve essere intrapresa dall’Amministrazione con assoluta priorità, anche per le aree della stazione ferroviaria e per l’intero tratto della strada ferrata, che andranno  dismessi.

L’ho già detto troppe volte.
Lo ripeto ancora una volta.
I latini dicevano repetita juvant.

Saro Di Paola, 2 agosto 2012