“Pedro e il Capitano” al Teatro comunale Salvatore Cicero

Ritratto di Rosalba Gallà

21 Dicembre 2013, 22:09 - Rosalba Gallà   [suoi interventi e commenti]

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“PEDRO E IL CAPITANO” AL TEATRO CICERO DI CEFALU’
di Rosalba Gallà


Proseguendo un’esperienza già avviata lo scorso anno scolastico con l’allestimento dello spettacolo teatrale “Il falco” per gli alunni del Liceo Artistico “Diego Bianca Amato” di Cefalù e di uno spettacolo per gli alunni della scuola primaria, nei giorni 17 e 18 dicembre, il Teatro Libero di Palermo ha realizzato il primo spettacolo di un piccolo “cartellone” per le scuole superiori di Cefalù (in parallelo è stato avviato un percorso per la scuola primaria e la scuola secondaria di I grado).

Si tratta di “Pedro e il capitano”, un’opera di Mario Benedetti, con la regia di Lia Chiappara, che con grande intensità ha attraversato molteplici tematiche, da quella storico-politica a quella filosofico-esistenziale.

     

Due uomini si confrontano sul loro essere stati strappati alla normale quotidianità per ritrovarsi in due situazioni ‘eccezionali’ in cui l’uno, il capitano, ricopre il ruolo di carnefice, di colui che dà l’ordine di torturare Pedro, per indurlo a confessare i nomi dei suoi compagni; l’altro, il rivoluzionario, è torturato e distrutto nel corpo, ‘muto da vivo’ e disposto a parlare solo nella scelta di morte, un parlare che non tradisce, ma che inchioda il capitano nella sua sconfitta.

Apparentemente carnefice e vittima, in realtà carnefici e vittime entrambi nella complessità del loro mondo interiore; entrambi, in modo diverso, sconfitti,  costretti a dilaniarsi tra i ruoli che la situazione politica delle dittature militari dell’America latina ha loro imposto e la propria dimensione affettivo-esistenziale, indotti violentemente a sospendere il loro ‘tempo’: “il mio tempo è nell’intermezzo” dice il capitano, nel momento in cui comincia a montare nel suo animo l’inquietudine legata al ruolo che riveste.

“Un lungo dialogo questo tra Pedro e il Capitano in cui i due si racconteranno controvoglia e attraverso la parola cercheranno la via d’uscita a situazioni di stallo emotivo o la via di entrata nel mondo apparentemente inaccessibile dell’altro. E in questa lotta dialettica ogni cliché verrà scardinato, ogni idea preconcetta  attraverserà la prova della sofferenza fisica e mentale e li lascerà uno di fronte all’altro, senza più maschere, ruoli, protezioni, né vittime né carnefici,  ma semplicemente uomini, entrambi, e non sarà possibile giudicare uno migliore dell’altro perché entrambi dimostreranno di essere fatti di luce ed ombra, in una mescolanza cangiante in cui il bianco e il nero si sono amalgamati fino a perdersi” (dalla scheda didattica a cura di Annamaria Guzzio, responsabile dei rapporti con le scuole).

Opera intensa, di grande impatto emotivo: tutti noi spettatori, alunni e docenti, abbiamo sospeso il nostro ‘tempo’ e ci siamo lasciati coinvolgere nei dialoghi ora violenti, ora drammatici, ora struggenti, ora tragicamente lirici, in cui la parola ha offerto le sue infinite sfumature e si è caricata di quella energia che solo il teatro, quello vero, sa dare.

Bravissimi gli attori, in grado di comunicare il dramma con la parola ma anche con i gesti e, soprattutto, con minime pulsioni dei muscoli del volto: e anche quando il volto era nascosto dal cappuccio, l’intensità della recitazione era tale che sembrava di vederne l’espressione.

Il nostro Teatro Cicero è un luogo di straordinaria bellezza e merita una vita intensa, palpitante di emozione, e sarebbe interessante pensare anche ad un allestimento serale degli spettacoli del Teatro Libero: il teatro, oggi come sempre, è la forma d’arte che, con la sua multimedialità, trova molteplici vie d’accesso all’animo umano e può ancora assumersi il compito di una vera rivoluzione culturale.

E’ doveroso ringraziare il Sindaco della Città di Cefalù, Rosario Lapunzina, per avere accolto con favore la richiesta di poter fruire degli spazi del Teatro Cicero, e l’Assessore Antoniella Marinaro, per essere stata presente e aver portato il saluto dell’Amministrazione comunale.