Le criticità più delicate del sistema fognario di Cefalù

Ritratto di Saro Di Paola

13 Luglio 2025, 09:27 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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La tenuta del sistema fognario di Cefalù e, con essa, quelle dell'igiene e della salute pubblica dipendono dalla tenuta del tubo in vetroresina da 300 mm, attraverso il quale i liquami vengono pompati dalla vasca del molo vecchio al depuratore di Sant'Antonio.
         
    

Quali liquami?
Quelli prodotti in tutto il territorio di Cefalù, centro storico compreso.
Tutti, ad esclusione di quelli della parte di territorio ad Oriente della Rocca, che, attraverso la condotta di via Domenico Portera, arrivano direttamente al depuratore.
E, ovviamente, ad esclusione di quelli delle abitazioni e delle attività produttive di Torretonda, che, non servite dalla rete fognaria pubblica, scaricano nelle fosse settiche private nonché di quelli del complesso "Costa Verde" che scaricano nel sistema fognario di Lascari.

Un carico di liquami, quindi, che comprende, anche, quelli prodotti nella quasi totalità delle abitazioni e delle strutture ricettive da Santa Lucia a Capo Plaja e che viene recapitato nella vasca di pompaggio del molo vecchio da una condotta fognaria di tipo misto.
Cioè, da una condotta che, oltre alle acque nere raccoglie, anche, quelle piovane della generalità dei tetti e dei terrazzi di quelle stesse abitazioni e di quelle stesse strutture.
E non solo quelle.

Ne sono riprova gli scoppi dei tombini in occasione di eventi piovosi di una certa intensità e gli sversamenti di liquami dalla condotta fognaria che corre nella canala alla testa del muro, lato monte, del tratto finale del lungomare.
Sversamenti che, a partire dalla fine degli anni novanta del secolo scorso, si sono registrati sistematicamente a seguito di copiose piogge, 
    
    
ma, anche, in assenza di piogge.
        
                                                                                 
       
                                                               
Come si sono registrati nel corso dell'acquazzone dello scorso 18 giugno.
                                                               

                                                             
Per le ragioni che ho esposto in questo scritto ed in quelli degli anni scorsi, che ho elencato alla fine, il tubo in vetroresina di Via Bordonaro e la condotta fognaria del tratto finale del lungomare sono le criticità più delicate dell'intero sistema fognario del territorio cefaludese.

Per la condotta del lungomare, oltre agli sversamenti dalla canala che corre sul muro, ad imporre la più seria delle riflessioni è l'impossibilità di allocare un tubo intero nel tratto dall'hotel Tourist al pozzetto di caduta dal muro medesimo.
Impossibilità, che venne risolta con due mezze canne, all'interno delle quali il pelo libero dei liquami sotto la pavimentazione stradale non le rende idonee a sopportare significativi incrementi di carico.
    
      
          
    
    

Sono due criticità sulle quali la Politica deve incentrare il massimo dell’attenzione. 
Per risolverle. 
Nelle condizioni di carico antropico che si registra nel pieno della stagione estiva e nella prospettiva di quello che l'attuazione del nuovo PRG determinerà nella zona del lungomare e ad Occidente di Santa Lucia.

Risoluzione che, altera via non datur, potrà esserci, soltanto, col totale rifacimento del tratto di condotta forzata dal molo a Sant'Antonio e della condotta a caduta di tutto il lungomare, dal Club Med a Piazza Cristoforo Colombo, che, insieme a quella della via Vittorio Emanuele, funge da collettore che convoglia alla vasca di pompaggio del molo i liquami della città che è tutta a monte dello stesso.

Risoluzione che richiederà ingenti risorse e che avrà ripercussioni logistiche ed economiche, che, obtorto collo, la collettività dovrà subire.
Più prima che dopo.

Saro Di Paola, 13 luglio 2025

 

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