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10 Gennaio 2026, 10:30 - Pasqualino Turdo [suoi interventi e commenti] |
Gli emendamenti alla proposta di convenzione, oltre che da Lapunzina,

vennero preannunziati anche dal Consigliere Franco, che, intervenendo per il PD, espresse il “rammarico che la tematica si sarebbe potuta trattare con un coinvolgimento della cittadinanza e delle energie professionali di questa città dando alla proposta della Fondazione Mandralisca l’adeguato merito dovuto e non liquidandola in maniera urgente senza che vi sia, per esempio, una possibilità di fare un concorso di idee per potere mettere in atto un progetto di maggiore valorizzazione del sito che sia veramente partecipato da parte della città.
La questione del bar poi, a me non sembra di poco conto perché di certo il bar non costituisce un’attività no-profit e quindi bisogna che si chiarisca almeno un elemento, nel caso in cui venga gestito dalla Fondazione che gli introiti vengano reinvestiti”.
Gli emendamenti presentati dal PD furono 14 e, avendoli letti, a lasciarmi di stucco sono stati, in particolare:
il primo

e l’ultimo.

A farmi restare di stucco è stata l'incoerenza tra quanto si legge in tali emendamenti e quella che 15 anni dopo è stata la sorte dell’ex mercato ittico di via Amendola.
Altro che Museo del Cinema che avrebbe “dato alla Città un respiro internazionale”, come disse Calabrese.
Altro che “spazi ed aree idonee allo svolgimento, durante tutto l’anno, di attività di divulgazione culturale e di promozione dell’immagine di Cefalù, da concedere in uso temporaneo, a titolo gratuito e a semplice richiesta alle associazioni cefaludesi al fine di garantire l’attuazione dei principi fissati dall’art. 29, comma 1 dello Statuto comunale”, come si legge nel primo emendamento.
Altro che “esclusione di attività commerciali o di ristorazione gestite da soggetti esterni con finalità lucrative”, come si legge nell'ultimo emendamento.
Altro che “concorso di idee per potere mettere in atto un progetto di maggiore valorizzazione del sito che sia veramente partecipato da parte della città”, come disse Franco.

Hanno fatto tutto loro e l’hanno fatto senza tenere conto di quanto avrebbero voluto facesse il Sindaco Guercio.
Oggi, nel 2026, solo “spazi per la vendita del pescato locale e aree dedicate alla valorizzazione della tradizione marinara della città normanna”, che, in altre parole, significa locali di ristorazione e tavolini.
Alla faccia della “coerenza”.
Sì è vero nelle casse comunali, per sei anni, entreranno 50.160 euro, come canone d’affitto.
Ma non sarà quel canone a dare alla città il “respiro internazionale”, che avrebbe dato il Museo del Cinema, sul quale la Città si era confrontata per anni, coinvolgendo persino Giuseppe Tornatore.


Anzi ……
Pasqualino Turdo, Consigliere comunale
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