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17 Gennaio 2026, 16:17 - Saro Di Paola [suoi interventi e commenti] |
Era bella Grazia, aveva il nome di sua madre e 'Mmelo l’amava.
Dono del padre, 'Mmelo se ne prendeva cura, la custodiva, era il gioiello di famiglia e per lui Grazia era compagna di vita.
Con Grazia 'Mmelo viveva il mare, con lei salpava da Prissuliana, di buon'ora, per prendere il largo.
Grazia, leggiadra, solcava il mare, con le lenze che, dalla punta delle canne di poppa, affondavano tra le bolle della scia che disegnava sull'acqua.
'Mmelo 'ncucciava e scucciava i pesci che abboccavano all'amo, ricciuoli, capuna, 'nfanfari, tunnarieddi, spinule.
Per 'Mmelo, Grazia, la pesca ed il mare erano vita, il suo tutto.
Erano il suo vissuto, prima, col padre e, poi, da solo, nel silenzio del mare che, a largo, inghiotte i rumori della terra lontana.
Ora Grazia non è più.
'Mmelo l'aveva tirata sulla spiaggia di Prissuliana, per pulirla, per togliere u lippu dal suo scafo.
Come gli aveva insegnato il padre, con un telo steso sotto per non sporcare.
Come il padre aveva fatto, sempre. Come Lui, dopo il padre, aveva fatto, sempre.
Qualcuno l’ha colto in flagrante, quasi stesse rubando, gli ha detto "non si può".
In un attimo, 'Mmelo ha realizzato: Prissuliana non era più per Grazia.
Esasperato l'ha distrutta, senza pensarci.

Saro Di Paola, 17 gennaio 2026
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