Il potabilizzatore SERVIVA

Ritratto di Saro Di Paola

31 Ottobre 2026, 09:52 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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Sin dagli ultimi mesi del 2007, quando agli utenti cefaludesi vennero recapitate le prime bollette idriche maggiorate dell'aliquota di potabilizzazione, la guerra politica contro il potabilizzatore, realizzato in projet financing dalla società "Sorgenti Presidiana", innescata dalla mancanza della non meglio definita "autorizzazione sanitaria all'impianto" che nessuna Autorità avrebbe potuto rilasciare perché non prevista da nessuna Legge, venne alimentata da alcuni interrogativi: 
"A che serve il potabilizzatore se, per bere, siamo costretti a comprare acqua in bottiglia?"
"A che serve il potabilizzatore se la rete idrica è un colabrodo?" 
"A che serve il potabilizzatore se dai rubinetti delle nostre case l'acqua esce di colore marronastro?"

Interrogativi, tanto banali quanto strumentali, che fomentarono la più sconsiderata delle guerre che la storia politica della nostra Città ha mai registrato.

Ho definito quella guerra la più sconsiderata, perché, a Cefalù, erano dovuti passare tre o quattro Sindaci e c'erano voluti ben 13 anni affinché, con l'entrata in esercizio del potabilizzatore, l'11 luglio del 2005, venisse revocata dalla Sindaca Vicari l'ordinanza di divieto di utilizzo per usi potabili dell'acqua erogata dal servizio idrico comunale, che il Commissario Pianelli, nel 1992, era stato costretto ad emettere.

Una guerra politica contro il potabilizzatore e contro la Sindaca Vicari, prima, responsabile della sua realizzazione e della sua messa in esercizio e contro il Sindaco Guercio, che, dopo, si rifiutava di chiuderlo, rinnegando la discontinuità con la Vicari, che aveva sbandierato in campagna elettorale.

Una guerra che, malauguratamente, il 12 agosto 2017, si concluse con la chiusura dell'impianto, che, per Cefalù, era stata una conquista sociale di civiltà e di progresso, alla quale, ancora oggi nel 2026, tanti Comuni, tra i quali paradossalmente anche il nostro, ambiscono.

Ebbene, la banalità e la strumentalità degli interrogativi "a che serve il potabilizzatore se..." è tutta nei danni, che gli utenti del servizio idrico cefaludese abbiamo subito dal giorno della sua chiusura ad oggi.

Io documento ed elenco i miei.

Dopo la sostituzione di tre scaldaacqua nel periodo antecedente il 30 gennaio 2024 e del miscelatore della doccia avvenuta il 19 settembre del 2022, www.qualecefalu.it/node/24485, 
                                                          
   
                                 
e dopo la sostituzione del terzo scaldacqua, www.qualecefalu.it/node/24766, 
 
                                                                                                  

ieri, ho sostituito il quarto scaldacqua. 
    
   

Danni che sono la più patente delle risposte agli interrogativi: 
IL POTABILIZZATORE SERVIVA! 
ECCOME!

Ancora più patente è la risposta alla banalità ed alla strumentalità degli interrogativi e, con esse, alla sconsideratezza della guerra politica al potabilizzatore, se ai maggiori costi sinora sostenuti per rimediare ai predetti danni, aggiungo quello per acquistare le bottiglie d'acqua per cucinare oltre, ovviamente, quelle dell'acqua per bere ed i costi  per fare riparare i danni provocati dal calcare dell'acqua alle componenti della lavabiancheria, per la loro sostituzione e, almeno una volta per sostituire l’elettrodomestico.

Costi a prescindere dall’aliquota, che, come contribuente, mi spetterà di pagare  per i contenziosi che la "Sorgenti Presidiana" ha aperto contro il Comune, che non ha rispettato le clausole del contratto di projet financing, in base al quale aveva realizzato il potabilizzatore.

Saro Di Paola, 31 ottobre 2026