La giunta municipale ha adottato una deliberazione contro i cefaludesi e contro il Comune

Ritratto di Saro Di Paola

21 Giugno 2015, 07:57 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

Versione stampabileInvia per email

Dopo la chiusura del parcheggio comunale di via Verga, l’unica area organizzata a parcheggio pubblico, di cui Cefalù dispone, è rimasta quella attigua al piazzale della stazione.

     

È un’area, che la società proprietaria “FS SISTEMI URBANI srl, soggetta al controllo ed al coordinamento di Ferrovie dello Stato”, ha messo a disposizione della collettività cefaludese, già da parecchi anni e da, almeno, due a titolo gratuito, perché, così si presume, la gestione a pagamento, negli anni precedenti, non si era rilevata remunerativa.

Lo scorso 22 maggio, per dare seguito alla “richiesta di concessione” di tale area, che il sindaco Lapunzina, “necessitando di maggiori spazi da adibire a parcheggio pubblico” (sic!) aveva inoltrato alla predetta società il 29 di aprile, la giunta municipale, ha adottato la deliberazione, che pubblico di seguito.



È una deliberazione scritta in pessima lingua italiana e con errori, talmente, marchiani da lasciare intendere che, all’atto dell’adozione, non sia stata, neanche, letta.

È una deliberazione, nella quale “le premesse” sono, addirittura, prive di costrutto e nesso logico, sia pure minimi.
Ciò perché, quell’area, in atto, è destinata a parcheggio pubblico e, se concessa al Comune, parcheggio pubblico resterebbe senza aggiungere un solo posto auto a quelli di cui la collettività cefaludese dispone.
Ciò perché, la concessione al Comune di quell’area non è condizione plausibile e, neanche, necessaria per “l’avviamento del più improbabile progetto pilota finalizzato a sperimentare una nuova regolamentazione della sosta nel centro cittadino ed ad incentivare l’uso dei veicoli ecologici, con l’obiettivo della riduzione dell’inquinamento atmosferico provocato dal traffico veicolare”.
Ciò perché, la concessione al Comune di quell’area non ne modifica “la ubicazione particolarmente strategica, data la carenza di aree destinate alla sosta”.
Ciò perché, la concessione al Comune di quell’area non “garantirebbe condizioni agevolate per i residenti ed i cefaludesi pendolari”. Anzi, al contrario, costringerebbe i residenti ed i cefaludesi pendolari a pagare 80 posti auto di cui, invece, dispongono gratuitamente.

È una deliberazione, contro l’interesse dei cefaludesi e contro l’interesse del Comune.
Ciò perchè, il Comune dovrebbe riuscire in una impresa, pressoché, impossibile, anche, ad un privato. Quella di “farsi carico di tutte le spese, per la manutenzione ordinaria e straordinaria, per l’allestimento di quanto necessario all’utilizzo del parcheggio, di quelle per le utenze ed il funzionamento ed eventuali onori accessori, di quella per il personale già in servizio utilizzato ovvero degli strumenti automatizzati, trattenendo il 40 % degli incassi.

È una deliberazione, con la quale Lapunzina, Curcio e Genovese, consiglieri comunali nel quinquennio 2002-2007, hanno, addirittura, sconfessato il voto che Loro stessi avevano espresso nella seduta del 15 luglio 2003, allorquando il Consiglio fu chiamato ad esprimere il parere di competenza sulla quinta proposta di progetto definitivo di raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto –Castelbuono.
Un parere, che il Consiglio espresse dopo avere integrato la deliberazione predisposta dall’ing. Matteo Crisà, allora responsabile del servizio lavori pubblici.
In quella occasione, dopo il mio intervento in aula, furono il presidente Dolce ed il consigliere Lapunzina a proporre al Consiglio che fossi io a stendere l’integrazione della delibera, che venne approvata con voto unanime:
“il Consiglio RIMARCATO
quanto in passato deliberato ed auspicato dai Consigli comunali che nel tempo (1985, 1996,1997,2000) si sono occupati dell’argomento, relativamente all’acquisizione al patrimonio comunale, oltre che della restante tratta ricadente nel territorio di Cefalù, anche ed in particolare, di tutte le aree comprese tra il passaggio a livello della Gallizza e l’imbocco della galleria in prossimità del bivio Ferla
I M P E G N A
l’Amministrazione comunale:
1) ad elaborare, di concerto con la RFI, il progetto esecutivo di tali ultime aree che abbia la valenza urbanistica di un Piano Particolareggiato delle stesse
, ovviamente, in variante al PRG vigente.
Tale progetto, oltre a riqualificare l’assetto urbano di quelle aree, dovrà privilegiare tutte le scelte che possano servire a snellire e razionalizzare il traffico nell’intorno dell’area della attuale stazione e nella direttrice Est-Ovest, ciò in coerenza con le direttive per il Nuovo Strumento Urbanistico, già approvate dal C.C. nel 1997
.”
2) all’acquisizione al patrimonio comunale dei fabbricati ricadenti nella stessa area, che non saranno necessari alla RFI per l’esercizio e la gestione della nuova fermata metropolitana.
3) la RFI a trasferire nel progetto esecutivo tutte le richieste avanzate dal Comune nelle varie sedi.


Il sindaco Lapunzina, che da oltre tre anni è a capo dell’amministrazione ed il vicesindaco Curcio, che, per circa tre anni ha avuto la delega all’Urbanistica, non hanno approntato e posto in essere un atto amministrativo, che sia stato uno, finalizzato ad onorare l’IMPEGNO, che avrebbero voluto onorasse l’Amministrazione Vicari, al fine di gettare le basi per il perseguimento di un obiettivo di straordinaria importanza per la Città del futuro.
Forse che Lapunzina e Curcio ritengano di averlo cominciato ad onorare con la deliberazione del 22 maggio 2015?

Forse che a ritenerlo sia l’Assessore Genovese, che è, anche, il decano del Consiglio comunale di Cefalù?

Forse che gli assessori Garbo e Marinaro, che per essere giovani di belle speranze, non hanno mai partecipato né presenziato a dibattiti sulle proposte di progetti di massima o definitivi della tratta ferroviaria Fiumetorto-Castelbuono e della nuova stazione di Cefalù, ritengano di avere votato una deliberazione nell’interesse “dei residenti e dei cefaludesi pendolari”, come, con la più irrazionale delle contraddizioni, si vorrebbe far credere nella deliberazione medesima?

Saro Di Paola, 21 giugno 2015

Commenti

Non si tratta, infatti, di "una deliberazione scritta in pessima lingua italiana", ma di una deliberazione scritta in serbo-croato, che tu, ignorante di questa nuova lingua, non puoi comprendere. T'invito, pertanto, di seguire un corso d'insegnamento e soltanto dopo potrai giudicare.

Lo stesso vale per la logica del testo e per la logica tout court dell'iniziativa: finché non capiremo il testo, non potremo capire i nessi logici, che ne sono alla base. Tale logica, infatti, è induttiva, deduttiva, ipotetica-deduttiva, metafisica, razionale o irrazionale? Finiamola di fare i saccenti, criticando ciò che non conosciamo, perché nato in menti superiori. Ce lo insegnò Goethe: "La più grande felicità per l'uomo saggio consiste nel conoscere tutto il conoscibile e nel rispettare in silenzio l'inconoscibile".

T'invito, pertanto, alla saggezza e al silenzio.

Premesso che da cittadino ho utilizzato e utilizzo il parcheggio ex Fs gratuitamente, premesso che è l'unica area parcheggio gratuta in tutta Cefalù,  premesso che una gestione fallimentare negli anni scorsi della predetta area dovrebbe servire da monito e premesso, infine, che la gestione della stessa non possa avvenire senza l'ausilio di nuovo personale (perchè quello che c'è già non è sufficiente), mi sembra un non senso adibire un parcheggio pubblico a parcheggio pubblico; si dovrebbe semmai specificare che si adibisce il parcheggio gratuito a parcheggio a pagamento. Dopo le brevi premesse mi preme dire che la "presa in carico" del parcheggio ex Fs non è e non dovrebbe essere prioritaria nella ricerca di nuove aree di sosta (non è una nuova area, c'è e c'è sempre stata) per la realizzazione del "progetto pilota" (credo sia un nobile progetto) per la riduzione e/o eliminazione del traffico veicolare all'interno del centro storico. Concludo dicendo che dovrebbe essere di prioritaria importanza la riapertura del parcheggio di via Verga, unico e solo parcheggio coperto a Cefalù, e , anche se impossibile, la revisione dello scellerato contratto di appalto per le strisce blu che viola in più punti il codice della strada. Quelli si che sono posti "rubati" alla cittadinanza e sulla quale l'amministrazione dovrebbe intervenire con somma urgenza!