Cronaca flash del Consiglio Comunale del 18 agosto

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Storica decisione del Consiglio Comunale nella gestione e valorizzazione dei beni culturali di Cefalù: nascerà la “Fondazione Teatro S. Cicero”; la Rocca sarà gestita direttamente dal Comune che potrà affidare ai privati i servizi e le attività a garanzia della pubblica fruizione.
Tra i beni culturali da valorizzare, che saranno gestiti dal Comune, inseriti anche il Bastione e il Lavatoio Medioevale.

Svolta nella gestione e nella valorizzazione dei beni culturali di Cefalù; dopo anni di dibattiti, di sterili polemiche, di rinvii, di improvvisazioni e di gestioni approssimative e, a volte, poco oculate dei beni culturali della nostra città, il Consiglio Comunale, con una decisione coraggiosa e importante per il futuro stesso di Cefalù, ha stabilito che il Teatro Comunale “ S. Cicero”, da pochi mesi riaperto al pubblico, sarà costituito in Fondazione e che la Rocca sarà gestita direttamente dal Comune che potrà affidare ai privati i servizi e le attività a garanzia della pubblica fruizione.
Queste scelte, destinate a rappresentare un primo importante passo per una compiuta valorizzazione dei beni culturali di Cefalù che sappia coniugare il rispetto dei beni culturali con una corretta ed intelligente valorizzazione economica, sono state assunte nell’ambito dell’approvazione del nuovo regolamento per la gestione, l’utilizzazione e la concessione in uso dei beni comunali.
In particolare il testo dell’articolo 20, fortemente voluto dal gruppo del Partito Democratico e approvato con 10 voti favorevoli ( Barracato, Brocato, Calabrese, Fatta, Franco, Gattuso, Genovese, Lapunzina, Liberto Lo Verde) e 9 astenuti , disegna una futura gestione dei beni culturali in linea con i più moderni strumenti di gestione offerti dal Codice dei Beni Culturali. L’obiettivo che sta alla base della scelta operata è quello di conseguire una piena valorizzazione dei beni culturali comunali, anche con l’apporto delle risorse dei privati, garantendone l’appartenenza pubblica e la piena fruibilità da parte dei cittadini. Il bene culturale viene considerato come un patrimonio da tutelare nella sua integrità ma anche come importante occasione occupazionale e di sviluppo economico.
Vediamo, nei dettagli, le scelte adottate.

Teatro Comunale

Anche in considerazione dell’importante ruolo che potrà svolgere per le attività culturali, in quanto luogo simbolo di una auspicabile rinascita culturale, e al fine di conseguirne la piena valorizzazione, Il Teatro Comunale “ S. Cicero” sarà gestito attraverso la costituzione di una Fondazione, a maggioranza pubblica, con l’apporto di soggetti privati. La “Fondazione Teatro S. Cicero” sarà costituita con apposito statuto che dovrà prevedere opportune forme di coinvolgimento delle associazioni locali che operano in ambito culturale, teatrale e musicale.
Scopi della fondazione saranno: programmare gestire e promuovere eventi ed iniziative musicali (con particolare riferimento alla musica classica), di danza e di prosa, oltre ad attività collaterali utili a favorire la crescita culturale della collettività, rispetto alle suddette discipline artistiche, senza preclusione di generi. Ulteriore scopo sarà quello di organizzare specifiche iniziative, direttamente o in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati e con le scuole, rivolte alla formazione e qualificazione professionale di quadri artistici e tecnici per le attività di propria competenza e alla promozione e sviluppo dei valori artistici nelle giovani generazioni.

Rocca

la Rocca di Cefalù, con il suo patrimonio naturalistico, storico-culturale e archeologico, riconosciuto dall’U.E. attraverso l’inserimento nei Siti di Interesse Comunitario, sarà gestita direttamente dal Comune di Cefalù; Nell’area del Parco archeologico i servizi per il pubblico e quelli diretti alla vigilanza, alla pulizia, all’allocazione e gestione di servizi igienici per i visitatori, e alle attività a garanzia della pubblica fruizione, nonché le attività di guida e assistenza didattica, nel caso in cui si tratti di attività lucrative, potranno essere affidati a privati, mediante procedure di evidenza pubblica e a titolo oneroso, sulla base della valutazione comparativa di specifici progetti che non potranno avere una durata superiore a sei anni.
Si prevede anche che, nell’ambito delle procedure di evidenza pubblica, si dovrà tenere conto della specifica idoneità e qualificazione tecnico – organizzativa dei partecipanti, con particolare riferimento alla conoscenza delle tradizioni legate all’ambiente ed al territorio cefaludese.
Ai privati potrà essere affidata, inoltre, la gestione di punti vendita di souvenir e libri e la creazione di un servizio bar, purché tali attività siano allocate al di fuori del cancello d’ingresso dell’area archeologica e che le aree destinate a tali attività siano attrezzate in maniera rispettosa del contesto e in conformità con i vincoli archeologici e paesaggistici.

ritratto di Pino Lo Presti

La mia personale soddisfazione

Per la decisione del Consiglio in direzione del Principio che è il Comune che deve gestire in proprio i suoi Beni, specie quelli di rilevanza culturale ovvero di uso sociale.
Oltre che per la decisione di fare del Teatro Cicero una Fondazione (che poi si dovrà ovviamente fornire di uno Statuto), che dovrà prevedere "specifiche iniziative ...rivolte alla formazione e qualificazione professionale di quadri artistici e tecnici per le attività di propria competenza e alla promozione e sviluppo dei valori artistici nelle giovani generazioni",
la mia particolare soddisfazione è per la Rocca la cui gestione non sarà più frutto del "gènio" del primo affidatario che passa ma retta dalla Politica, ovvero dalla città.
I privati, le varie associazioni, ciascuno secondo le proprie competenze potrà partecipare alle gare per l'affidamento dei singoli specifici servizi.
Ancora la mia soddisfazione per la decisione di collocare qualunque manufatto, relativo allo svolgimento dei servizi (quindi anche i bagnotti), nella zona pedemontana, fuori dalla cinta muraria!
Resta fermo ancora il mio personale auspicio che la rocca sia accesibile anche di notte.
Spero che, nel servizio di guardianìa si trovi una soluzione - nella garanzia della sicurezza - a questa possibilità di fruire di uno degli aspetti più suggestivi del Sito.

ritratto di Giuseppe Aquia

Caro lo presti ancora una

Caro lo presti ancora una volta devo contraddirti come fai ad essere soddisfatto se questo che è passato, e qualcosa che il comune non potrà, o non vorrà mai gestire!!! Come fai ad essere soddisfatto se l'altra sera in consiglio abbiamo assistito ad un teatrino!!!!! Emendamenti fatti ad hoc ed a personam. Regolamento comunale fatto solo ed esclusivamente per tacitare il consigliere tizio, o il consigliere caio da dx e sinistra tutti avevano degli obbiettivi il pd (spero) per motivi ideologici come quello della rocca e del teatro il pdl sicilia ancora devo capire il pdl ortodosso quello di cercare di mantenere la poltrona al vice sindaco!!!! altrimenti traballante.Come fai ad essere soddisfatto se il consiglio ha fatto determinati emendamenti per accontentare tutti in modo che si allontani lo spettro della sfiducia?Ed ancora come dici di essere soddisfatto se poi guardiamo lo stato del paese assolutamente impraticabile. Ma in consiglio si lotta solo per assegnare a chi dare in affidamento il campo sportivo!!!!!! prima di essere soddisfatto fatti un giro per il paese a partire da ogliastrillo con la macchina e poi mi parli di soddisfazione!!!!! Anche a te dico non ti adagiare, sugli specchietti per le allodole, tutto fatto per guadagnare tempo, ed allungare l'agonia di questo paese.Tu già in passato hai fatto elogi di cui poi ti sei pentito, quindi vacci con i piedi di piombo prima di essere soddisfatto.

ritratto di Pino Lo Presti

Caro Peppe

Ti prego di leggere bene quello che dico prima di usarmi a pretesto per esprimere il tuo legittimo malumore; la mia soddisfazione è: "Per la decisione del Consiglio in direzione del Principio che è il Comune che deve gestire in proprio i suoi Beni, specie quelli di rilevanza culturale ovvero di uso sociale"; non ho espresso altri tipi di soddisfazione!

Se mi fai il rilievo: "Tu già in passato hai fatto elogi di cui poi ti sei pentito", potresti ricordarmi e ricordare al lettore a cosa ti riferisci?

In ultimo, se permetti anche a me di darti un consiglio: fai le tue osservazioni critiche su quello che succede a Cefalù liberamente; che bisogno hai di fare "perno"("inopportunamente" in questo caso) su quello che dico io?
Sono diventato io "il problema"?

ritratto di Saro Di Paola

FUMO NEGLI OCCHI

Da quanto ho capito dalla lettura del resoconto la mia personalissima impressione è che si tratti soltanto di FUMO NEGLI OCCHI.
NIENTE che possa far pensare ad una VALORIZZAZIONE DEI DUE BENI COMUNALI che possa definirsi tale.
Sia dal punto di vista culturale-fruizionale e sia, anche, da quello economico.

ritratto di Giuseppe Aquia

io non ho detto che tu sei

io non ho detto che tu sei il problema io ho detto che la tua soddisfazione se prima non ci sono risultati più che positivi mi sembra eccessiva tutto qui leggi anche tu bene tutto in quanto alla tua soddisfazione del passato mi riferivo a quella data al vicesindaco in occasione della presa in giro del centro storico.Da quanto capisco dal mio punto di vista personale solo saro di paola ha capito il mio concetto. Il resto caro pino ti è dovuto anche tu qualche volta hai fatto da perno su di me ma non per questo ti ho ripreso sempre con amicizia e collaborazione tuo amico ma non di idee. peppe

ritratto di Rosario Lapunzina

Prima di commentare leggere il testo

Consiglierei di leggere il testo del regolamento che è stato radicalmente modificato specialmente nella parte che si occupa dell'affidamento dei beni culturali.
Senza polemica non mi pare che sia "fumo negli occhi".

ritratto di Francesco Calabrese

Siamo alle solite

Leggendo alcuni dei commenti sull'ultimo Consiglio comunale, mi pare che si sia presa la facile e comoda abitudine di criticare sempre questo o quel regolamento, questa o quella scelta, senza aver prima esaminato con attenzione l'operato dei consiglieri. Io ritengo, invece, che sia stato fatto un buon lavoro, in quanto per i beni di maggior pregio si è prevista anche la partecipazione regolamentata dei privati, ma tali beni rimarranno in mano pubblica. Credo che i "gioielli" di famiglia vadano tutelati e controllati dai cefaludesi e non da pochi privati.

ritratto di Pino Lo Presti

Credo che davvero siamo alle solite

Penso che il risultato di aver riportato in mano pubblica la gestione di Beni fondamentali per la comunità, quali la Rocca e il Teatro Comunale, sia tra quelli di cui un democratico (di destra o di sinistra), intanto, debba essere soddisfatto.
Che poi la "valorizzazione" sia una strategia che necessita di un progetto è indiscutibile; un progetto che attuamente non c'è e che si deve fare (non poteva, d'altra parte, essere oggetto del Regolamento).
Ma che si sia stabilito che questo progetto-gestione dovrà essere il frutto di una elaborazione democratica della città, e del C.C. che la rappresenta, anzichè essere il frutto del "gènio creativo" di qualche "benemerito" privato o associazione, mi pare un successo di cui essere soddisfatti.
Se poi la polemica è "meglio il privato che il pubblico"...!

ritratto di Rosario Fertitta

Non ho letto nei particolari

Non ho letto nei particolari il regolamento in questione ma, secondo la mia modesta opinione, ritengo che "il Consiglio Comunale" abbia fatto un buon lavoro.
E' stata scelta coraggiosamente la strada maestra della "gestione pubblica" dei beni in questione: una scelta in controtendenza rispetto a quell'altra che, nell'ultimo decennio, aveva idolatrato la figura del privato nel rapporto con il pubblico.
Basta pensare all'affaire "gestione Rocca" per comprendere a cosa ci si possa riferire.
Ed è molto importante che siano stati messi "i paletti" all'eventuale intervento del privato in modo che si possano evitare, nel futuro, fraintendimenti e/o interpretazioni estensive delle regole.
Adesso sarà compito dell'Amministrazione concretizzare questo importantissimo passaggio d'Aula che rappresenta, davvero, una novità non indifferente.
Certo.....se si sposta l'attenzione sull'aspetto politico e su come si è arrivato a questo risultato......personalmente preferisco "astenermi"....

ritratto di Saro Di Paola

IL MARE TRA IL DIRE E IL FARE

Ho parlato di FUMO NEGLI OCCHI non per sottovalutare o discreditare il lavoro del Consiglio e,con esso, i principi sanciti dal regolamento approvato che, ripeto, non conosco.
Ho parlato di FUMO NEGLI OCCHI per le difficoltà che,a mio giudizio, ben presto emergeranno per la concreta attuazione dei principi medesimi.
Ho netta la percezione del solito MARE che divide il DIRE ed il FARE.

"L'aspetto politico ed il come si sia arrivato" al regolamento, personalmente, non mi interessano affatto.

ritratto di Vincenzo Garbo

Il buon lavoro svolto dal Consiglio

Ho sempre ritenuto che, come sosteneva Ghandhi, “una onesta divergenza è spesso segno della salute del progresso” e, in tal senso, accolgo le opinioni di chi ha espresso perplessità in merito alla decisione, dal mio punto di vista giusta e pienamente condivisibile, adottata dal Consiglio Comunale di Cefalù.
Tuttavia, giacché l’onesta divergenza, a differenza della sterile polemica, si nutre della conoscenza della materia di cui si discute, inviterei qualche interlocutore ad effettuare un approfondimento su una materia come quella della valorizzazione e dell’affidamento dei beni che per sua natura è molto complessa.
Avendo seguito da spettatore i due consigli comunali nel corso dei quali si è avviato l’esame (ancora non concluso) del nuovo regolamento per la gestione, l’utilizzazione e la concessione in uso dei beni comunali, posso testimoniare che il consiglio ha svolto un lavoro estremamente impegnativo e di alto livello, in quanto ha quasi totalmente riscritto la carente e contraddittoria proposta di regolamento presentata dall’Amministrazione, introducendo strumenti di gestione che rendono possibile la coesistenza del concetto di bene culturale come patrimonio pubblico con le esigenze di valorizzazione e di sviluppo economico operate dall’intervento dei privati.
Ritengo, in primo luogo, che il fatto stesso che il Consiglio stia per portare a compimento l’approvazione di un fondamentale strumento come il regolamento per la gestione e affidamento dei beni, la cui proposta ha giaciuto per tanti (troppi) anni, annidata nei meandri della burocrazia e della cattiva politica, sia di per sé un indubbio successo.
Il fatto di regolare con norme chiare e parametri oggettivi l’affidamento e la gestione dei beni comunali, toglie spazio alla discrezionalità (che spesso può facilmente tramutarsi in arbitrio) delle singole Amministrazioni pro tempore , che diviene questione assai delicata quando sono in gioco i Beni Culturali che, per loro stessa natura, sono patrimonio destinato alla collettività e alle future generazioni.
Nel merito delle scelte compiute, poi, ritengo che il Consiglio, con uno sforzo di responsabilità comune, abbia agito correttamente decidendo di avvalersi delle più recenti norme che consentono di tutelare e valorizzare i beni culturali di appartenenza pubblica avvalendosi anche dell’intervento economico e di progettualità dei privati.
A mio parere, il Consiglio ha ritenuto che il Concetto di bene culturale è il sinonimo stesso di Cefalù e che, per questo, la valorizzazione dei beni culturali, e quindi della stessa città, non può prescindere dal contributo dell’intera collettività (che si esprime attraverso la gestione pubblica) e dell’apporto di idee e di risorse economiche e professionali, fornito dai privati, che possono, oltretutto, contribuire ad innescare virtuose dinamiche di sviluppo economico.
Ecco, quindi, perché ritengo che il Consiglio abbia svolto un buon lavoro.
Certo, molto resta da fare; quella posta dal Consiglio Comunale non è che la prima pietra di una costruzione che si preannuncia complessa e faticosa.
Tuttavia penso che se vogliamo che la nostra “perla” del Tirreno torni ad essere brillante, liberandola dalla caligine che, nel tempo, ne ha offuscato la lucentezza, occorre il lavoro di tutti; quello svolto dal consiglio ne rappresenta un primo (apprezzabile) saggio.

ritratto di Giuseppe Aquia

Voi siete saltati di pala in

Voi siete saltati di pala in frasxa come al solito l'ideologia vi offusca, nemmeno io ho parlato che fosse sbagliato il concetto di pubblico o privato ma ho detto solamente che ancora una volta avremo un'altra corte delle stelle chi vivrà vedrà in quanto al buon lavoro svolto dal consiglio oggi non si parlerebbe cosi se il regolamento fosse stato approvato diversamente quindi si tratta come sempre di ideologia caro pino e vincenzo per me dx o sx l'importante che le cose funzionino ma ditemi una sola cosa in mano al comune che oggi funziona.

ritratto di Rosario Fertitta

Caro Saro (Di Paola), le

Caro Saro (Di Paola),

le Tue percezioni possono essere anche le mie, è chiaro che quello su cui stiamo dibattendo è soltanto un punto di partenza.
Evidentemente, la volontà consiliare di perseguire la strada intrapresa non dovrà limitarsi soltanto ad una asettica approvazione di un regolamento ma, a mio avviso, dovrà pure suggerire e/o coadiuvare l'Amministrazione nelle scelte tecniche consequenziali.
E' pure chiaro che le difficoltà non mancheranno, è più che normale: ma, d'altronde, non mi pare che nel passato - con altre diverse forme gestionali - sia filato tutto liscio.....
Solo una ultima affettuosa "osservazione": quando parliamo di approvazione di regolamenti, quando dibattiamo su queste pagine della vita della nostra città, quando affrontiamo con le nostre piccole idee le varie problematiche, parliamo di POLITICA.
Non credo proprio che "l'aspetto politico ed il come si sia arrivato" non Ti interessino affatto.
Vero è che alla fine conta sempre il risultato per la Città ma alla fine, è inevitabile, "quella valutazione" è imprescindibile anche per Te che sei stato Amministratore e Consigliere Comunale di questa Città.
E in quel "non mi interessa affatto" leggo una sottile delusione.....

ritratto di Saro Di Paola

CARO ROSARIO (FERTITTA),

d'accordissimo sul fatto che l'approvazione del regolamento sia stata, e sia, "soltanto un punto di partenza", d'accordissimo sul fatto che l'organo consiliare dovrà "coadiuvare l'Amministrazione -l'attuale e quelle che verranno- nelle "scelte tecniche consequenziali" e d'accordissimo, anche, sui principi teorici cui il regolamento è stato ispirato.
Ma sono proprio le "scelte tecniche consequenziali", cioè quelle che si renderanno necessarie per tradurre i principi regolamentari in pratica attuazione dei principi medesimi, ad alimentare quel pessimismo che, personalmente, mi ha fatto parlare di "FUMO NEGLI OCCHI".
A proposito di "Fondazione", infatti, come non pensare alle grandissime difficoltà nelle quali a Cefalù si dibatte la "MANDRALISCA".
La Fondazione per antonomasia di Cefalù che, peraltro, conta, o dovrebbe, contare su cespiti ben più cospicui di quelli sui quali potrà contare la "FONDAZIONE TEATRO S. CICERO".
Per non dire di quelle difficoltà nelle quali, per restare dalle nostre parti, si dibattono la FONDAZIONE TEATRO MASSIMO -uno dei teatri più grandi del pianeta- e la FONDAZIONE TEATRO BIONDO di Palermo.

A non interessarmi affatto non è la POLITICA.
Sono convintissimo, come te, che "quando affrontiamo con le nostre piccole idee le varie problematiche, parliamo di POLITICA".
A non interessarmi affatto sono le modalità partitiche o gli accordi di partito attraverso i quali il Consiglio è pervenuto all'approvazione del regolamento.
Quelle modalità e quegli accordi cui alludeva Peppe Aquia e che anche tu adombri con la tua "astensione".
Personalmente non so, neanche, se vi siano stati.
Se vi dovessero essere stati non mi interessano affatto.

ritratto di Giuseppe Aquia

Come volevasi dimostrare

Come volevasi dimostrare stanno nascendo e crescendo le associazioni e le società di gestione se poi si guarda bene scoprirete chi si trova dietro a queste associazioni o società, e capirete il perchè del mio dissenso iniziale.Sicuramente questo fà comodo a chi vuol rimanere in sella per altri 2 anni tanto il paese prospera complimenti a tutti.
Anche a quelli che a parole parlano di sfiducia ma poi fanno mancare sempre il 13°.