Sul “MERCATO DEL PESCE” (seconda parte)

Ritratto di Saro Di Paola

21 Ottobre 2026, 16:24 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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Per quanto assolutamente legittime possano essere, e sono, le idee che ogni cefaludese può avere sulla destinazione d’uso di un qualsiasi bene pubblico e, perciò, anche quella del Prof. Angelo Rosso su quella del “MERCATO DEL PESCE”, la scelta sulla sua destinazione è della Politica.
Ovviamente.

E la Politica cefaludese, su quell’immobile ha dibattuto a lungo ed in più occasioni.

Nei primi anni ottanta del secolo scorso, quando venne discusso in Consiglio comunale il Piano Particolareggiato del Centro Storico, redatto dai compianti Professori Pasquale Culotta e Bibi Leone con la collaborazione dell’Arch. Giuseppe Mangano e della Disegnatrice Mimma Pedi.    

Quel piano, che fece scuola, aveva incluso il mercato del pesce nel sub/isolato 1 della MERCEDE,
                                                               

affinché un progetto urbano unitario desse “continuità ai percorsi pubblici della Vie Amendola, Corso Ruggero, Carbonari e Cortile Osterio”.
                                                               

Il progetto di quel sub/isolato 1 venne redatto ma, “per una controversia capziosa sull’interpretazione di una quota fu bocciato dall’Ufficio Tecnico Comunale” (Prof. Arch. M. Panzarella), venne accantonato e non se ne fece più nulla.

In anni più recenti e più precisamente nel 2010, quando, Sindaco il Dott. Giuseppe Guercio, l’Amministrazione portò in Consiglio l’approvazione della convenzione per la “Concessione in uso alla Fondazione Mandralisca dei locali ex mercato del pesce di via G. Amendola da destinare a Museo del Cinema”.
    
   
Una concessione, che, però, non è stata mai data.
E dire che la Fondazione Mandralisca è promanazione diretta del Comune.

Ma, si sa, gli attori della Politica cambiano e con essi cambiano le idee e le scelte che vengono portate avanti, ovviamente, "nell’interesse della Città".
Nel caso di specie, però, è accaduto che alcuni degli attori, i principali, che hanno scelto l’attuale destinazione a polo di ristorazione per “la vendita e somministrazione di alimenti e bevande finalizzati alla valorizzazione del pescato locale e dei prodotti ittici lavorati” erano, e sono, gli stessi che, nel 2010, si erano battuti per “escludere qualunque gestione lucrativa”.

Quegli stessi attori, sulla destinazione di quell’immobile, non solo hanno detto di tutto e di più, ma “hanno fatto tutto loro”.
E peggio di come l’hanno fatto non avrebbero potuto farlo.

E non mi riferisco, affatto, alla regolarità del bando e degli atti che hanno portato alla concessione dell'immobile.

La politica, purtroppo, è anche questo: esaltazione, la più plateale, dell’incoerenza dei suoi attori.
Forse che non è l’incoerenza la bandiera di quella politica che un giorno si batte per “escludere qualunque gestione lucrativa” di un bene pubblico e, il giorno dopo, concede quello stesso bene a chi lo gestirà soltanto per finalità lucrative?


Chi volesse conoscere ulteriori dettagli: 
www.qualecefalu.it/node/25225, www.qualecefalu.it/node/25226, www.qualecefalu.it/node/25227.

Saro Di Paola, 21 ottobre 2026