La “dichiarazione di guerra” del Comune a “Sorgenti Presidiana” (sesta ed ultima parte)

Ritratto di Saro Di Paola

12 Luglio 2013, 10:21 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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(continua gli articoli : https://www.qualecefalu.it/node/2562https://www.qualecefalu.it/node/2575https://www.qualecefalu.it/node/2584,
 https://www.qualecefalu.it/node/2593https://www.qualecefalu.it/node/2598)

Dalla “follia” della politica sull’inadempienza della “Sorgenti Presidiana” al primo lodo arbitrale il passo fu breve.
La prima sconfitta per il Comune arrivò già il 24 luglio del 2009.

Gli arbitri condannarono il Comune al pagamento di oltre 60.000,00 euro a titolo di interessi per ritardato pagamento di fatture degli anni 2006- 2007 e 2008 e di circa 40.000,00 euro per le spese del giudizio e delle consulenze.

A darne notizia fu il Consigliere Rosario Lapunzina.
Sotto il titolo “L’eredità della Vicari” : il 27 novembre del 2009, sulle pagine de “L’Altra Cefalù” (https://www.qualecefalu.it/lac/node/124)

“L'eredità della Vicari"!

   27 Novembre 2009, 08:38 - Rosario Lapunzina

Una incredibile decisione arbitrale ha stabilito che il Comune di Cefalù dovrà pagare 312.000,00 euro a titolo di indennizzo, oltre rivalutazione monetaria dal 01 luglio 2005, interessi legali sulle somme come sopra rivalutate e circa 30.000,00 euro di spese legali, per la fornitura di acqua proveniente dall’impianto di potabilizzazione nel semestre dal 01 gennaio al 30 giugno 2005, periodo antecedente alla famosa ordinanza di potabilità e quindi prima dell’entrata in funzione dell’impianto.
Il Comune di Cefalù è stato altresi condannato al pagamento della somma di 127.000,00 euro a titolo di saldo della fattura di gennaio 2007 e 277.193,24 euro per il saldo della fattura di gennaio 2008, oltre interessi convenzionali, nonche al pagamento di oltre 60.000,00 euro a titolo di interessi per ritardato pagamento di altre fatture degli anni 2006- 2007 e 2008.
Nel Lodo viene inoltre disposto che L’Ente locale dovrà sostenere le spese del giudizio e delle consulenze che ammontano a circa 40.000,00 euro.

 

Piccola imprecisione.

Inserito da Angelo Sciortino il Ven, 27/11/2009 - 09:46

Caro Consigliere, permettimi di correggere una piccola imprecisione: non il Comune, ma i cittadini dovranno pagare. Purtroppo anche i pensionati con 400 euro al mese e per fortuna anche coloro che rimpiangono la Fatina Turchina e ossequiano chi li "scippa".

 

E io pago!

Inserito da Daniele Tumminello il Ven, 27/11/2009 - 15:35

 

La sconfitta del Comune nel primo lodo mi diede lo spunto per allungare a (9) la serie di articoli che pubblicai sotto il titolo :
IL POTABILIZZATORE DELLA DISCORDIA

(http://www.laltracefalu.it/node/128)
IL POTABILIZZATORE DELLA DISCORDIA (9) : il giorno della verità

   27 Novembre 2009, 17:32 - Saro Di Paola

Una delle questioni politico-amministrative sulle quali sono stato, e sono, in totale disaccordo con Rosario Lapunzina, il consigliere comunale più diligente che abbia conosciuto, è stata quella ingenerata dalla vicenda del “mancato rilascio della certificazione sanitaria”, o autorizzazione sanitaria che sia stata definita, all’impianto di potabilizzazione dell’acqua di Presidiana.

Il mio disaccordo sulla questione medesima è stato, ed è, totale,anche, con Angelo Sciortino e con Riccardo Gervasi che, come Rosario, mi fanno onore della loro amicizia e che, da semplici cittadini, hanno seguito, e seguono, le vicende politico-amministrative di Cefalù con grandissimo senso civico.

Un disaccordo, il nostro, che emerge da quelle pagine dei portali telematici di Cefalù sulle quali, nel tempo, abbiamo sviluppato un confronto aperto, serrato e, qualche volta, anche acceso, aspro e polemico.
Un confronto, però, civile, assolutamente leale ed ispirato ad un solo obiettivo : il contributo alla chiarezza.

Da una parte loro, tutto il PD e tantissimi altri a sostenere che, per “la mancanza della certificazione sanitaria prevista dalla Legge” l’impianto di potabilizzazione era “fuori Legge”.
Dall’altra io, e nessun altro, a sostenere che per l’immissione dell’acqua trattata in rete nessuna “autorizzazione sanitaria all’impianto” era prevista dalla Legge.
A mio giudizio, infatti, l’ autorizzazione sanitaria era “IN RE IPSA”.
Era, cioè, “NELLA STESSA COSA” : nel fatto stesso che le Autorità competenti avessero consentito, e continuassero a consentire, l’immissione in rete dell'acqua trattata.
L’autorizzazione sanitaria ERA RES IPSA!
Era, cioè, “LA STESSA COSA” : il fatto stesso che le Autorità competenti ne avessero consentito, e ne continuassero a consentire, l’immissione in rete.

Da una parte loro e tantissimi altri, a sostenere che il sindaco Vicari non avrebbe dovuto emettere l’ordinanza di immissione in rete dell’acqua trattata.
Dall’altra io a sostenere che il sindaco Vicari non avrebbe potuto non emettere quell’ordinanza.
A mio giudizio, infatti, come ci hanno insegnato i latini, UNA VIA ELECTA ALTERA NON DATUR.

Da una parte loro e tantissimi altri a sostenere che, per “la mancanza della certificazione sanitaria prevista dalla Legge” il sindaco Guercio, dopo avere revocato l’ordinanza emessa dalla Vicari, avrebbe dovuto rescindere il contratto con il gestore dell’impianto perché “inadempiente” rispetto alla convenzione stipulata con il Comune di Cefalù.

Dall’altra parte io, e nessun altro, a sostenere che la revoca dell’ordinanza della Vicari e la rescissione del contratto con il gestore dell’impianto sarebbero stati due atti amministrativi che, per danno economico, avrebbero di gran lunga superato quello che, alle casse del Comune, ebbe a procurare la revoca della licenza edilizia alla EGV COSTRUZIONI.

È di oggi la notizia della “decisione arbitrale che ha “stabilito che il Comune di Cefalù dovrà pagare al gestore dell’impianto 312.000,00 euro a titolo di indennizzo, oltre rivalutazione,interessi,spese legali e spese per consulenza”.

Una notizia che ha rotto il più assordante dei silenzi che, per mesi e mesi, aveva fatto calare il sipario sulla questione.

Una notizia che, a mio giudizio, ha fatto chiarezza su quei due aspetti che, nella questione, sono fondamentali.
Il primo : nessuna certificazione o autorizzazione sanitaria all’impianto è prevista dalla Legge per l’immissione in rete dell’acqua trattata.
Il secondo : nessun sindaco avrebbe potuto, e potrebbe, rescindere il contratto con il gestore per la mancanza di una certificazione e/o di una autorizzazione che la Legge non prevede.
Non può essere letta altrimenti la decisione del Collegio arbitrale.

Come dire che IL GIORNO DELLA VERITA’ sulla vicenda del potabilizzatore è giunto.
A meno che non si pensi che le decisioni dei Collegi giudicanti siano “credibili” soltanto se in sintonia con il nostro pensiero e con le nostre verità.

Saro Di Paola, 27 novembre 2009

 

Mi scusi sig. Di Paola

Inserito da Rosa Di Francesca il Ven, 27/11/2009 - 19:52

Mi scuso con il sig. Di Paola ma voglio fare una domanda : perchè prima di mettere in funzione questo potabilizzatore non si è fatta la rete idrica?.Noi stiamo pagando a peso d'oro un'acqua imbevibile e spendiamo tanto comprando acqua minerale per bere. Spero che qualcuno si renda conto di quanta ingiustizia è stata fatta ai cittadini di Cefalù.

 

prima l'uovo o la gallina ?

Inserito da Saro Di Paola il Ven, 27/11/2009 - 21:14

Gentile signora Di Francesca, la domanda che Lei, giustamente, si è posta mi riporta, sempre, a quel famoso paradosso che ci fa chiedere "PRIMA L'UOVO ? O LA GALLINA ?".
Un paradosso,che dal punto di vista razionale porta a rispondere "NE' L'UNO E NE' L'ALTRO".
La risposta razionale, però, vale per qualsiasi processo evolutivo di Madre Natura.
Ma come Lei avrà, certamente, sperimentato nulla è più irrazionale dei processi evolutivi della politica.
Però, nel caso specifico, una giustificazione per la politica è facilissima da trovare.
Ed è una ragione di natura economica.
Ne ho già parlato rispondendo ad analoghi commenti su DonLappaio.
Le reti idriche della stragrande maggioranza degli oltre ottomila Comuni Italiani sono fatiscenti, sono autentici colabrodo ed, in qualche caso, veri e propri colapasta come li ho definiti io per la maggiore ampiezza dei buchi che il colapasta ha rispetto al colabrodo.
Per rifarle non è mai stata approntata una apposita legge perchè la spesa necessaria è stata valutata in centomila milioni di euro.
Cioè l'importo di tante finanziarie.
Grazie, per il commento

 
Il mio articolo riaprì il confronto sulla mancanza della autorizzazione sanitaria tra me, Rosario e Gaetano Lapunzina.
Ripropongo quel confronto a chiusura della sesta ed ultima parte della serie : la “dichiarazione di guerra” del Comune a “Sorgenti Presidiana”.

(http://www.laltracefalu.it/node/129)

Lodo Arbitrale Sorgenti Presidiana

   27 Novembre 2009, 18:24 - Rosario Lapunzina

Nel ringraziare l'amico Saro Di Paola per le parole di stima, tengo a precisare che il giudizio arbitrale Comune di Cefalù/Sorgenti Presidiana non ha riguardato la vicenda dell'autorizzazione sanitaria per la quale si è in attesa di una indagine della Magistratura a seguito di denuncia già presentata alla Procura della Repubblica di Termini Imerese.
Il collegio Arbitrale, composto dagli Avvocati Liborio Sabatino, Giuseppe Lanza e Rosa Vinci, si è pronunciato sulle domande proposte dalla società Sorgenti Presidiana s.r.l.su aspetti meramente "contabili";

E'stato chiesto:

1) il pagamento della fattura per il semestre antecedente l'ordinanza di potabilizzazione cioè quel I°semestre del 2005 che è servito per effettuare le analisi e le prove dell'impianto;

2)il pagamento della fattura 1/07 dell'8 gennaio 2007 per un importo di 127.000,00 euro oltre interessi convenzionali;

3)il pagamento della fattura 1/08 dell'8 gennaio 2008 per un importo di 277.139,24, oltre interessi convenzionali;

4)il pagamento di interessi per ritardato pagamento per diverse fatture tra il 2006 e il 2008.

 
Purtroppo oltre alla condanna per il Lodo arbitarle, il Comune di Cefalù ha avuto notificato un'Ordinanza dal Giudice Ordinario per il pagamento di fatture 2008 e 2009 per un totale di 1.250.000,00 euro oltre interessi per ritardato pagamento.

il mio ragionamento "terra terra"

Inserito da Saro Di Paola il Ven, 27/11/2009 - 20:52

Fatta eccezione per il contratto stipulato tra il Comune di Cefalù e la "Sorgenti Presidiana" in data 31 maggio del 2000, relativo alla "Concessione di costruzione e gestione dell'impianto di potabilizzazione" non dispongo di altre "carte" e, pertanto, neanche del "lodo" tra i due contraenti.
Il ragionamento che mi ha portato a scrivere il post dal titolo "IL POTABILIZZATORE DELLA DISCORDIA (9) : il giorno della verità" è stato, ed è, di quelli "terra terra".
E', però, un ragionamento che il post dell'amico consigliere Rosario Lapunzina mi fa ritenere doveroso spiegare.

L'articolo 14 del predetto contratto prevede il ricorso all'arbitrato per "tutte le controversie che dovessero insorgere tra le parti per l'interpretazione e l'attuazione della convenzione, una volta fallito il tentativo di conciliazione" da parte della commissione paritetica prevista dall'articolo 12 della convenzione medesima.

Quanto chiesto dalla Sorgenti Presidiana ed elencato da Rosario nel post altro non configura se non una controversia strettamente connessa alla esecuzione del contratto.
Non si fosse configurato come tale a risolvere la questione non sarebbe potuto essere quel Collegio arbitrale espressamente previsto dal citato art. 14.

Ora, secondo il mio ragionamento "terra terra", se il CONCESSIONARIO fosse stato INADEMPIENTE NEI CONFRONTI DEL CONCEDENTE, per la mancanza di quella "certificazione e/o autorizzazione sanitaria all'impianto" di cui, per convenzione, si sarebbe dovuto fare carico il concessionario ed in mancanza della quale,come è stato reiteramente sostenuto, l'impianto sarebbe stato, ADDIRITTURA, "FUORI LEGGE", il Collegio Arbitrale "NON AVREBBE AVUTO LUOGO A PROCEDERE".

Assolutamente DIRIMENTE, o come dicono i francesi, TRANCHANTE, sarebbe stato l'argomento per il quale come ha scritto Rosario "si è in attesa di una indagine della Magistratura a seguito di denuncia già presentata alla Procura della Repubblica di Termini Imerese".

Sempre secondo il mio ragionamento "terra terra" il Collegio Arbitrale, piuttosto che chiedere consulenze, avrebbe dovuto decidere seccamente e subito.
NON AVREBBE DOVUTO RICONOSCERE ALCUN INDENNIZZO AL CONCESSIONARIO INADEMPIENTE.
AVREBBE DOVUTO CONDANNARE IL CONCESSIONARIO AL PAGAMENTO DI TUTTE QUELLE SPESE CHE INVECE HA DECISO DEBBA PAGARE IL COMUNE CONCEDENTE.

Ma il mio, lo ripeto, è un RAGIONAMENTO "TERRA TERRA".

(http://www.laltracefalu.it/node/130)

Non è Terra Terra ...ma fa Acqua

    27 Novembre 2009, 21:17 - Gaetano Lapunzina

Caro Saro (Di Paola), il Tuo non è in alcun modo un ragionamento "Terra Terra". E' viceversa assai raffinato, ma, mi consentirai, fuorviante.
Sostieni che il Collegio Arbitrale, se avesse valutato l'insussistenza della Autorizzazione Sanitaria, non avrebbe dovuto riconoscere le pretese della Sorgenti Presidiana.
Ma tale ipotesi sarebbe valida solo se la controparte, ossia il Comune di Cefalù, avesse in qualche modo sollevato una siffatta eccezione davanti al Collegio. La questione è che l'Amministrazione comunale (sia quella Vicari che quella Guercio) non si è mai posta il problema della mancanza di Autorizzazione sanitaria, ed ha regolarmente pagato le fatture successive all'ordinanza di potabilizzazione emessa dal Sindaco Vicari. Ha così mostrato piena acquiescenza ed è chiaro che il Collegio non avrebbe potuto, di sua sponte, porsi una tale problematica. Cosa diversa è l'indagine della Procura della Repubblica che non nasce da un esposto del Comune, ma di singoli cittadini.
Gaetano Lapunzina
 

Caro Gaetano,

Inserito da Saro Di Paola il Ven, 27/11/2009 - 22:16

che dirti ?
Certamente GRAZIE per avere definito "assai raffinato" quel mio ragionamento che io, senza falsa modestia, avevo definito, soltanto, "terra terra" tra virgolette, soltanto,perchè è un modo di dire abbastanza comune.

Quanto al resto, mi consentirai, innanzitutto, di chiederti se,nell'arbitrato, il Comune non si sia avvalso di un avvocato per difendere quelle che, secondo il tuo modo di vedere, sarebbero state le proprie ragioni e/o per sollevare davanti al Collegio, quella "eccezione" che, evidentemente, tu se fossi stato controparte della Sorgenti Presidiana, di fronte "alle pretese" della stessa avresti sollevato.

Mi permetterai di chiederti, altresì, se riesci a prefigurare quanto, in termini di euro, sarebbe potuto costare alle esangui casse comunali, la soccombenza in un eventuale giudizio che si sarebbe potuto aprire se il Comune, come tu hai scritto, non avesse "regolarmente pagato le fatture successive all'ordinanza di potabilizzazione emessa dal sindaco Vicari".
Le mie domande proprio alla luce di quella decisione del Collegio di Arbitri che Saro (Lapunzina) ha definito "incredibile".

Infine, quanto all'indagine della Procura della Repubblica, per quanto (poco) io ne capisca, potrebbe riguardare l'accertamento di eventuali responsabilità di natura penale.

Sulla necessità del rilascio dell'autorizzazione e/o della certificazione sanitaria prima della messa in esercizio dell'impianto, per quanto (poco) io ne capisca, la competenza è del Giudice amministrativo.
Grazie, per il tono pacatissimo del tuo post.
E, consentimi, il mio grazie di cefaludese a "L'altra Cefalù".
Il blog che ci ha dato una faccia.

Saro Di Paola, 12 luglio 2013