Rocca e vandalismo
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26 Ottobre 2010, 15:32 - Gianfranco D Anna [suoi interventi e commenti]
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Riguardo alla questione della chiusura della Rocca, vorrei anzitutto ricordare che fu attuata – credo per la prima volta, a mia memoria – quando durante la gestione del CAI del 1997, in accordo con il Comune, si decise di non consentire il libero accesso, durante le ore notturne, per salvaguardare dall’azione dei vandali la segnaletica posizionata lungo i sentieri, la cartellonistica posta in prossimità delle emergenze archeologiche, i pannelli espositivi sistemati all’interno della Chiesa di S. Anna per meglio illustrare il patrimonio naturalistico, geologico, speleologico della Rocca, i cestini per la raccolta dell’immondizia etc.
Dagli ultimi lavori di consolidamento, sistemazione e valorizzazione della Rocca ultimati nel 1992 al 1997, molti atti di vandalismo erano stati condotti sulla Rocca: erano state divelte le grate in ferro che impedivano l’accesso all’interno della Chiesa di S. Anna, delle diverse casermette e della Grotta del Cancello; era stato asportato l’impianto elettrico della Chiesa di S. Anna; era stato distrutto l’impianto di illuminazione delle mura merlate; erano state divelte e bruciate le staccionate in legno lungo i tratti più ripidi dei sentieri ed a margine degli scavi archeologici; erano state distrutte le panchine poste nella pineta - una panchina era stata gettata dentro la cisterna nei pressi del “Tempio di Diana” ed un altra lanciata di sotto dalla zona dei “Magazzini e Forni” - etc.
(Ho personalmente realizzato la documentazione fotografica dello stato del sito prima e dopo l’intervento del CAI)
Da allora ad oggi, purtroppo, gli atti di vandalismo sulla Rocca non sono mancati.
Vi mostro soltanto alcune mie foto:
23 ottobre 2003 - Chiesa di S. Anna: danni compiuti da pseudo-satanisti


In primo piano si vede la parte superiore di un anfora in pietra lavica spaccata dopo essere stata utilizzata come braciere; vicino all’altare i pezzi della copertura di una sepoltura, con ancora attaccati i cartellini di identificazione, ulteriormente rotti e sparpagliati.
Ecco cosa erano prima (per inciso il Prof. Amedeo Tullio quando gli segnalai l’accaduto sostenne che tutti i reperti rinvenuti sulla Rocca fossero già stati “musealizzati”):

Immagini tratte da “La Rocca di Cefalù – Recupero architettonico ed indagini archeologiche (Atti dell’Incontro di Studio, Cefalù 15.5.1993)” a cura di Amedeo Tullio, Cefalù 1995.
A sinistra: Fig. 14 - Sepoltura del settore 3 - Fascia ad Est delle mura di quota m 130-135.
A destra: Fig 24 – Parte superiore di anfora di pietra lavica dell’ambiente 7 - Area dei magazzini.
13 gennaio 2005 - Chiesa di S. Anna: di nuovo danni compiuti da pseudo-satanisti


Personalmente ritengo che, per quanto oggi sia rimasto ben poco da poter asportare e/o danneggiare, la presenza di un custode nelle ore diurne e, soprattutto, la chiusura del cancello nelle ore notturne costituiscono un importante deterrente contro quei soggetti che tanti danni hanno causato e continuano a causare al nostro patrimonio – penso al Bastione, al Molo, al Teatro Comunale etc.
Certo mi piacerebbe poter ripetere l’esperienza di visitare liberamente la Rocca in notturna, di ammirare dall’alto il centro storico illuminato, di osservare il cielo stellato da un luogo privo di inquinamento luminoso.
Ma Cefalù e la sua Amministrazione Comunale continuano a dimostrare di non essere pronte.
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Apprezzo molto
questo intervento di Gianfranco D'Anna per il suo taglio "non confessionale" o bigotto. Il problema del "vandalismo" esiste specie in una società malata come la nostra!
Per quanto sia incontestabile che più "cose" (fili elettrici, lampadine, cancelli, cartelli) ci sono, più "cose" ci sono da vandalizzare (e, in alcuni casi, ci vedrei pure una ragione), tuttavia (sia perchè la nostra società è malata, sia perchè vi può salire gente da ogni parte del mondo e di tutti i tipi) è altrettanto incontestabile che la "vis destruendi" è qualcosa di cui occorre prevenire i deleteri effetti su un bene di così grande rilievo.
Un "bene" però che è tale fin quando può essre fruito in tutti i suoi aspetti, specie i più suggestivi ed unici, come quelli della notte.
Una guardianìa notturna all'ingresso (dove attualmente c'è la "cabina elettrica") che registri l'identità dei visitatori è una soluzione che nel tempo sarà irrinunciabile se non vogliamo invece definitivamente rinunciare alla parte magico-lunare di Cefalù che è quel nostro capitale nascosto che stiamo ogni giorno sempre più perdendo.