V° ed. della Sagra della “Pasta a Taianu”

ritratto di Pino Lo Presti

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Nella dimensione laica popolare le feste alternano tra quelle del sole (padre, marito, scopo, volontà individuale) e quelle della terra (madre, moglie, base, volontà collettiva).
Nelle culture barbare, sia in quelle in nome dell’uno sia in quelle in nome dell’altra, c’è sempre la sconfitta di qualcuno per celebrare la vittoria di qualcun altro.

Il trionfo di una cultura è quando la celebrazione delle virtù “maschili” - come accade nella nostra ‘ntinna a mari (in cui si da prova della propria “capacità individuale d’impresa”) - abbiano come scopo il raggiungimento di una valore collettivo (come lo è, ad esempio, l’effige del nostro Cristo Pantocratore), mentre le celebrazioni delle virtù “femminili” - in cui si da prova della capacità collettiva di nutrire - abbiano come scopo il raggiungimento-riconoscimento del valore individuale.
Quando cioè la madre nutre il figlio, qualunque figlio, per farne in individuo ed il padre per farne un uomo sociale, allora madre e padre vanno d’accordo.
Questo è certamente l’ambiente psicologico ideale per la sana crescita di un figlio, lo è anche, a livello culturale, per la sana crescita di una collettività.

La sagra della Pasta a Taianu, a mio avviso, in questo senso completa la ‘ntinna a mari, nella immagine di una cultura in cui l’individuo spende le sue qualità per un valore collettivo ed il collettivo le sue per affermare il diritto di ciascuna diversità ad essere accolta e nutrita.

Che è l’immagine che mi piacerebbe avesse Cefalù: un borgo con una sua individualità caratteristica ma ostello del mondo.

Scrivevo in occasione della II° edizione:

“Un altro esempio (assieme a quello della “Ntinna”) di come si può fare vera cultura per un sano turismo. In entrambe una illuminante costante: sono gestite dalla Gente di Cefalù in virtù della sola qualità della forza del loro livello di socialità (la capacità di riconoscersi in una associazione senza scopo di lucro).
Così deve restare.

Però il Comune potrebbe dare una mano nella logistica e (assieme agli Operatori Turistici) nella promozione. Il Comune poi potrebbe aiutare l’Associazionismo cefaludese in generale, investendo nella certezza che solo da queste scuole di socialità può nascere una migliore cultura (della Vita) e dunque una più alta qualità della Politica, da cui una più sana Economia, anche turistica.
Specie se parliamo di economia turistica, la creatività della gente del posto è il vero capitale su di cui investire assieme a quello storico-paesaggistico
.

Tra le spinte che muovono il Turista-Viaggiatore vi è anche quella del “Ritorno alla Grande Madre” (“Borgo antico” sta per “primigènio utero), famiglia, natura, passato, naturalezza del vivere, sentimenti e sensazioni ancestrali, sensuali, che si muovono lungo percorsi anche ombelicali dunque orali- alimentari.

Il piacere di ritrovarsi attorno al comune “seno materno” o al “desco comune”(e Cefalù ne avrebbe le caratteristiche storiche, naturalistiche ed umane), in fratellanza, è “la gioia” alla fine di gran parte dell’ umano viaggio sulla terra”.

ritratto di Saro Di Paola

LA POLIS KEPHALOIDION ESPORTA CEFALU'

Bellissimo vedere con il piatto in mano tantissimi ospiti internazionali di Cefalù!

Senza la Sagra ideata e organizzata dalla POLIS KEPHALOIDION la
"PASTA A TAIANU" sarebbe mai "ARRIVATA IN GIAPPONE" ?
Con tutta probabilità : NO!

Come dire che LA POLIS KEPHALOIDION ESPORTA CEFALU'.
GRAZIE E COMPLIMENTI!