ACQUA: prorogata sino al 30 giugno la gestione del Commissario di A.A.T.O. 1 Palermo

Ritratto di Saro Di Paola

6 Giugno 2014, 06:47 - Saro Di Paola   [suoi interventi e commenti]

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Come si legge nella nota di seguito riportata, A.A.T.O. 1 Palermo continuerà a gestire il servizio idrico integrato nei 52 Comuni, ex APS, della Provincia di Palermo, sino al  30 giugno prossimo.
Perciò, il Commissario Tucci, al fine di garantire la regolarità del servizio, anche, nel nostro Comune, “fermo restando il rapporto contrattuale intercorrente tra il Comune di Cefalù e Sorgenti Presidiana” ha chiesto a quest’ultima di continuare a “mantenere incrementata la produzione ed immissione in rete di acqua potabilizzata nei limiti della capacità produttiva sostenibile dagli impianti di potabilizzazione dando atto che gli oneri derivanti dal servizio reso da Sorgenti Presidiana sono a carico dell’A.A.T.O. 1 di Palermo” come è stata incrementata, dal 6 maggio sino ad ieri, 5 giugno, quando era previsto sarebbe terminata la gestione commissariale.

Di fatto il Comune di Cefalù e per esso il Sindaco Lapunzina, la Sua Amministrazione e la maggioranza che Lo sostiene hanno a disposizione altri 25 giorni per mettersi di buzzo buono sulla riorganizzazione del servizio affinché il nostro Comune possa essere nelle condizioni di chiedere, come già altri Comuni hanno chiesto, la riconsegna delle reti e degli impianti  idrici e fognari, che il Sindaco Guercio, nel 2009, ebbe a cedere ad APS destando “l’ira funesta” del consigliere Lapunzina e del PD tutto.

Venticinque giorni che si vanno ad aggiungere agli altri 218 che sono trascorsi dal 29 ottobre 2013, quando il Tribunale di Palermo ha dichiarato il fallimento APS, ad ieri 5 giugno 2014, quando è stata prorogata la gestione ad A.A.T.O.1 di Palermo.
Giorni che il Sindaco ha, o avrebbe, avuto a disposizione per riorganizzare il servizio, gestirlo, incassarne i proventi ed onorare il rapporto contrattuale che lo lega a Sorgenti Presidiana, senza correre il rischio che il nuovo gestore privato che dovesse subentrare alla gestione commissariale faccia la stessa fine che ha fatto APS, con le conseguenze per le casse comunali ben note a tutti.

Sì, perché, già alla data del fallimento di APS, il ritorno alla gestione comunale, sarebbe dovuto essere, come è tuttavia, l’obiettivo primario di un Sindaco, di una amministrazione e di una maggioranza che fosse stata, e sia, all’altezza del compito affidato Loro dall’elettorato.
Di un Sindaco e di una maggioranza in grado di onorare uno, almeno uno, degli impegni primari sui quali hanno chiesto il consenso.

Per il Sindaco e per i Consiglieri che Lo sostengono

non é più il tempo di scaricare sui predecessori le responsabilità del “disastro Cefalù”.
Non è più il tempo delle lagne.
                                                       
È  il tempo di cominciare ad assumersi le proprie responsabilità.
È l’ora di svegliarsi, di dimostrare di esserci, di battere un  colpo.
Il primo.
Un colpo che, da solo, potrebbe riscattare una sindacatura ed una consiliatura, che, sinora, hanno deluso tutte le attese e che, senza che ce se ne sia accorti, stanno volgendo al termine.
Inesorabilmente!

Per il Sindaco e per la Sua maggioranza è l’ora di passare dalle ciarle ai fatti.
Dalla organizzazione di “eventi” alla organizzazione dei servizi, dalla partecipazione a feste e fiere alla soluzione dei problemi della Città.
I problemi veri!
Quelli sui quali si misura la differenza tra Uomini Politici e politicanti, tra ciarlatani e Amministratori della Cosa Pubblica.
I problemi autenticamente Politici!
Quelli che, se non affrontati e risolti per tempo, faranno precipitare Cefalù dal disastro nel baratro.

Spiace dirlo ma è così.
Spiace, di più, che, a non averne la giusta consapevolezza, siano rimasti Loro.
Soltanto Loro.
Pochi, troppo pochi perché possano continuare a credere che ad essere in errore siano tutti gli altri e che ad avere ragione siano Loro.
Soltanto Loro.
Ancora e sempre.

Saro Di Paola, 6 giugno 2014

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Commenti

La tua richiesta è corretta: più servizi e meno eventi. Questi ultimi, infatti, non potranno non essere aborti, se mancano i primi. Questa Amministrazione, però, sembra non capirlo e spera di rilanciare il turismo, lasciando gli albrerghi e simili senza acqua o con acqua color ruggine. Santa agitazione!