|
20 Ottobre 2025, 11:40 - Pasqualino Turdo [suoi interventi e commenti] |
Sono iniziati i lavori di manutenzione di Via Umberto I° affidati alla Ditta MED di Basilio Caserta per un importo di 214.817,30 euro finanziati con avanzo di amministrazione.


Nel cartello di cantiere è previsto che i lavori dovrebbero concludersi entro 120 giorni.
Dopo l’inizio dei lavori, molti concittadini mi hanno chiesto della sorte dei 22 alberi di ficus micro carpa, che vennero impiantanti lungo il marciapiedi occidentale, alla fine degli anni ottanta, dopo l’ultimazione della pavimentazione della stessa via su progetto redatto dal Prof. Arch. Marcello Panzarella.
Al riguardo, per avere già descritto le lavorazioni previste nel progetto appaltato, www.qualecefalu.it/node/25043, mi limito a ricordare quanto si legge nella relazione tecnico-scientifica di Botanica Generale redatta dal consulente incaricato dall’Amministrazione, Prof. Rosario Schicchi, “al fine di porre rimedio alla situazione e per salvaguardare la prospettiva paesaggistca e la sicurezza dei cittadini” che ha proposto “il taglio di n. 11 alberi finalizzato alla riqualificazione del filare in modo da ottenere un sesto d’impianto adeguato allo sviluppo potenziale della specie e alle condizioni del viale, favorendone un migliore sviluppo sia dell’apparato radicale sia della chioma”.


Un taglio finalizzato, nella sostanza, a “salvare capra e cavoli“, nel tentativo di non scontentare quanti vorrebbero salvare tutti i ficus e quanti, al contrario, vorrebbero che venissero tagliati tutti.
Una soluzione che, secondo me, finirà per scontentare tutti e, fatto più grave, che non sarà risolutiva delle cause che hanno costretto l’’Amministrazione ad intervenire, anche se tardivamente.
Pasqualino Turdo, Consigliere comunale
-
- Accedi o registrati per inserire commenti.
- letto 1374 volte

Commenti
Non sarà intervento risolutivo
Il 29 dicembre del 2009, su l'Altra Cefalù, scrissi che il taglio del filare di ficus lungo il marciapiede della via Umberto Primo, sarebbe stato "Doloroso ma necessario".
Successivamente, il 6 settembre 2012, su Quale Cefalù, scrissi di quel filare di ficus, www.qualecefalu.it/node/758 , "O i ficus, o il marciapiedi e la pubblica incolumità".
Le ragioni, già allora, erano rese evidenti dalle dimensioni del tronco del primo dei ficus, il più datato, al quale era stato allineato il filare che venne impiantato alla fine degli anni ottanta.
Nell'ottobre del 2025, quelle ragioni sono sempre le stesse e sono rese più eclatanti dal passaggio della relazione del Prof. Rosario Schicchi ricordato da Turdo secondo il quale "il sesto d'impianto adeguato allo sviluppo potenziale della specie", che ovviamente sarà più ampio di quello attuale, "favorirà un migliore sviluppo sia dell'apparato radicale sia della chioma".
Sono ragioni per le quali mi sento di dire che, come ha scritto Turdo, l'intervento di tagliare soltanto 11 di quei ficus non sarà risolutivo e che, in futuro, sarà ineluttabile tagliarli tutti.
Quale sarà la sorte dei lampioncini?