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31 Dicembre 2025, 09:38 - Saro Di Paola [suoi interventi e commenti] |

L’ambone è un monumento unico.
In una chiesa, non ci possono essere due amboni.
L’ambone é unico come l’altare.
Perché l’altare, il luogo dell’ultima cena, è insieme mensa e Croce del Calvario ed è uno!
Non ci possono essere due simboli.
C’è un Monumento unico orientato, che, all’inizio, stava al centro, dove il Vescovo é seduto in questo momento.
Sempre a cerniera tra l’Aula, dove sta l’Assemblea e da dove si va verso l’altare.
Perché, l’ambone, la Parola per tutti noi è il punto di riferimento.
È, infatti, la Parola che ci riunisce, senza la Parola non ci riuniremmo.
È la Parola che ci mette insieme.
È lo Spirito che parla che ci mette insieme.
E, quindi, l’ambone sta a cerniera tra l’Assemblea e l’Altare.
Per mia conoscenza un solo ambone è rimasto al centro, al suo posto.
Quello di Santa Maria di Kalambaka che è una Cattedrale piccolina, in Tessaglia, in Grecia, posta ai piedi del Monastero delle Meteore.
La nostra Cattedrale è orientata.
Lì c’è l’est, dove sorge il sole, lì l’ovest, dove il sole tramonta, il sud, dove la luce raggiunge il massimo a mezzogiorno, il Nord, dove dominano le tenebre.
L’orientamento della Parola di Dio è lo stesso dell’orientamento della luce!
Difatti l’Evangeliario dall’est va verso mezzogiorno.
Da lì, chi legge, chi proclama, si rivolge, non così come stiamo facendo noi adesso.

Come quell’aquila, da sud verso nord.
Il discorso è simbolico perché la luce che nasce, arriva e viene qui, come luce massima si rivolge alle tenebre massime.
Quindi orientato, come la luce, ma come la luce si muove: est, sud, ovest, Nord!
L’ambone, oltre ad essere monumento unico e orientato è monumento alto.
Il nostro è alto complessivamente cinque metri.
Gli orientali lo chiamano pirgus, purgos, donde pergamo, da cui poi pulpito.
Pirgus vuol dire torre!
L’ambone è una torre!
L’ambone di San Pietro, inesistente, aveva questa scritta “Le parole risuonino dall’alto come tuoni”.
E Papa Innocenzo III°, che ha fatto un commento alla Chiesa, alla sua struttura, a tutte queste cose, ha detto che questo è fatto per obbedire a Gesù il quale ha detto ai suoi discepoli:
“Quello che vi dico all’orecchio predicatelo dai tetti”.
L’ambone è questo: monumento, unico, orientato, alto!
In Italia, abbiamo in piedi all’incirca 120 amboni.
I più antichi sono i sei amboni arcaici di Ravenna del quinto secolo, poi abbiamo quello di Sant’Ambrogio a Milano, poi ne abbiamo uno del nono secolo nella Basilica di Sant’Elia a Castel Sant’Elia, in provincia di Viterbo.
Poi, nel secondo millennio, gli amboni lombardi “sono scesi” sino a Roma attraverso la Toscana, l’Abruzzo, il Molise.
Poi abbiamo quelli pugliesi.
Tutti amboni scolpiti senza mosaici.
Gli ultimi costruiti in Italia sono quelli pisani e sono quattro, di Giovanni e Andrea Pisano, anch’essi tutti scolpiti.
Oltre agli amboni scultorei abbiamo quelli musivi, tra i quali si devono, però, distinguere quelli Cosmateschi, che sono la generalità, e quelli Costantinopolitani-cassinesi.
Tali ultimi sono detti così per l’Abbate, Desiderio, di Cassino, che, all’inizio del secondo millennio, "desiderò con grande desiderio" inviare a Costantinopoli per riportare verso occidente certi modi di trattare i pavimenti.
Fu così che si introdussero a Monte Cassino i mosaici geometrici per pavimenti.
I primi a ricavare, dai monaci cassinesi tale tipo d’arte furono i normanni, che usarono sugli amboni.
Un ambone cassinese-costantinopolitano-normanno è quello di Sessaurunca in Santa Maria in Cosmedin, a Roma, dove i Cosmati usano e sviluppano quel tipo di arte.
Ma i nostri, non sono amboni cosmateschi, bensì quelli che hanno generato i cosmateschi.
(fine seconda parte continua)
Saro Di Paola, 31 dicembre 2025
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