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4 Settembre 2026, 16:19 - Saro Di Paola [suoi interventi e commenti] |
Nel tempo, sul raddoppio ferroviario, sono state fatte tante dichiarazioni, proclamate tante certezze e diffusi tanti annunci che, poi, si sono rivelati soltanto autentiche BUFALE.
Ciò, sin dalla fine degli anni novanta del secolo scorso, quando RFI finì per accettare la soluzione della fermata sotterranea a Pietragrossa, reiteratamente suggerita ed invocata dal Comitato “Cefalù quale ferrovia”.
Nella carrellata, che, con questo scritto, inizio a proporre mi limiterò a ricordare quelle che abbiamo ascoltato o di cui abbiamo letto, a partire dal 26 novembre del 2015, quando nella Sala delle Capriate del Palazzo di Città, venne, finalmente, illustrato il “progetto esecutivo” del raddoppio con fermata sotterranea, che la ToTo, aggiudicataria dell'appalto aveva depositato al Comune, già, nel 2012.
In apertura di quell’incontro, le prime di quelle che il tempo avrebbe, dopo, relegato a bufale, le ascoltammo nell’intervento istituzionale dell’allora Sindaco Lapunzina, www.qualecefalu.it/node/18361.
“….quello di oggi è solo un primo incontro…. noi tutti abbiamo bisogno di capire, di entrare nei dettagli tecnici, di avere rassicurazioni o, al contrario, essere informati sui problemi che si potrebbero verificare e sui modi per risolverli.
E’ necessario dunque, che i tecnici ci aiutino a comprendere i punti di forza e le eventuali criticità di un progetto così complesso.….. A parere dell’amministrazione comunale è giusto, doveroso, sacrosanto, che nonostante all’atto dell’affidamento delle opere non siano state pretese…. è necessario che, di comune accordo con la RFI, la città veda realizzate delle opere che ci compensino, in qualche modo, dell’impatto che si avrà.
A tal proposito do atto con favore, che a seguito di interlocuzioni intercorse tra Amministrazione comunale ed RFI, ho potuto verificare, da parte di quest’ultima, una disponibilità in tal senso.
Pensiamo ad opere di pubblica utilità come, ad esempio, aree da destinare a parcheggio, nonché la destinazione per finalità pubbliche di tutte le zone dell’attuale tracciato che saranno dismesse.
In riferimento a quest’ultima questione prevediamo l’inserimento nella variante generale al PRG, che ci siamo impegnati a portare all’esame del Consiglio Comunale entro il prossimo anno, della programmazione urbanistica delle aree dismesse.
…..Un aspetto che tratto per ultimo è quello della sicurezza delle persone e degli edifici e, quindi, della salvaguardia della pubblica incolumità.
Senza invadere le competenze altrui, che rispetto, è compito del Sindaco, quale responsabile locale di Protezione civile, di adoperarsi per garantire ai cittadini che non ci siano rischi per le persone e le cose sia durante la realizzazione delle opere, sia a seguito delle stesse.
Per questo ho ritenuto come mio preciso dovere di affidare al dott. Prof. Vincenzo Liguori, docente universitario di chiara fama, l’elaborazione di uno studio geologico e geotecnico sulle aree interessate dal progetto. Il lavoro sarà utile per avere elementi di valutazione in più per consentire al sottoscritto di esercitare i compiti assegnati dalla legge.
…..Non dobbiamo però mai stancarci di vigilare, consigliare e, se necessario, intervenire nella definizione di questa opportunità e, in definitiva, nella costruzione del nostro futuro…..”

(foto di Angelo Arduino)
Solo a fare memoria di quanto è accaduto e di quanto non è accaduto, dal 26 novembre 2015 ad oggi, in termini di informazione “sui dettagli tecnici del progetto", di "interlocuzioni intercorse con RFI sulle opere di compensazione", di "studio geologico e geotecnico sulle aree interessate dal progetto", di "programmazione urbanistica delle aree dismesse", nonché del silenzio istituzionale, che domina sulla fermata sotterranea e sulle opere previste per la sua esistenza, non si può non riconoscere che il tempo ha relegato a bufale i passaggi più significativi dell’intervento di Lapunzina.
Bufale che trovano la loro sintesi nella presa d’atto che, nel 2026, la costruzione del nostro futuro, del futuro di Cefalù, non è ancora iniziata.
E dire che in nome di quel futuro Lapunzina arrivò, persino, a scomodare il “famoso pensatore” Karl Popper:
“Il futuro è molto aperto, e dipende da noi, da tutti noi. Da ciò che voi e io e molti altri uomini e donne faranno, oggi, domani e dopodomani e quello che noi facciamo e faremo dipende, a sua volta, dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori”.
Saro Di Paola, 4 settembre 2026
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