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8 Settembre 2026, 10:09 - Saro Di Paola [suoi interventi e commenti] |
È il tempo che quanti hanno responsabilità istituzionali sul raddoppio ferroviario rompano l'assordante silenzio, che, da troppi anni, ha relegato a mistero la vicenda della fermata sotterranea di Cefalù.
È il tempo della informazione, che se "corretta e completa", come tenne a precisare l'Ing. Pinna il 26 novembre 2015, "serve ad eliminare apprensioni” di sorta e a dare "rassicurazioni", come disse Lapunzina quello stesso giorno.
È il tempo che qualcuno spieghi alla Città, e perché no al Paese tutto, le ragioni per le quali, relativamente alle opere previste nel "progetto esecutivo" della fermata sotterranea, cioè:
quelli della galleria d'accesso, che, iniziati dopo 12 anni dall'aggiudicazione dell'appalto, sono fermi da due anni e quelli della galleria di sfollamento e dei pozzi per le scale di emergenza non sono ancora iniziati.
Ciò perché:
i lavori della galleria di sfollamento, quando il suo imbocco era previsto laddove sarebbe stato impossibile realizzarlo, cioè a monte della Piazzetta di San Pio, sarebbero dovuti iniziare entro il 15 marzo del 2016, per rispettare il cronoprogramma dei lavori del raddoppio la cui durata, per contratto, era fissata in 2050 giorni.
Al riguardo è stato paradossale il fatto che RFI, in data 1 giugno 2021, intentò ricorso al TAR contro il Comune di Cefalù perché non aveva ancora “proceduto alla chiesta emanazione dell’ordinanza comunale di istituzione della disciplina del traffico necessaria all’avvio delle attività di realizzazione dell’imbocco della galleria carrabile”,
arrivando, addirittura, a paventare
“danni gravissimi alla Ricorrente e soprattutto all’interesse pubblico, poiché gli stessi impediscono l’esecuzione delle opere appaltate ritardando la realizzazione degli interventi, con pregiudizio agli obiettivi di miglioramento del livello di efficienza del trasporto ferroviario” e “danno economico che per l’attuale situazione si riverbera sui costi dell’appalto e dei pregiudizi economici che, a causa dell’anomalo andamento, l’appaltatore lamenterà di aver subito”, www.qualecefalu.it/node/24211 .
Il contenzioso, si concluse con l’ordinanza con la quale, nel settembre del 2021, il CGA rigettò, definitivamente, il ricorso di RFI, www.qualecefalu.it/node/24243.
Altrettanto paradossale è stato il fatto che, per i lavori dei pozzi delle scale di emergenza, la ToTo, già nel 2015, aveva chiesto la concessione del suolo pubblico necessario, che il Comune non ha rilasciato per continuare a consentire ai residenti nella zona di parcheggiare i propri autoveicoli sino al giorno dell'effettivo inizio dei lavori.
Ragioni tutte sulle quali Cefalù, e non solo, ha il diritto di essere informata "correttamente e completamente".
Il tempo delle BUFALE è, abbondantemente, scaduto.

CEFALÙ ha IL DIRITTO DI SAPERE perché ha IL DIRITTO DI CONOSCERE IL SUO FUTURO!
Alla realizzazione delle opere indispensabili per l’esistenza e l’esercizio della fermata sotterranea, le più complesse e le più delicate dell’intero appalto, sono, infatti, legati la durata ed il buon esito dello stesso.
Saro Di Paola, 8 settembre 2026
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